Orso aggredisce uomo: “Non abbassiamo la guardia”

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Le scorse settimane un orso ha aggredito un uomo in Trentino. Abbiamo chiesto al guardiacaccia Arturo Plozza cosa ne pensa e qual è la situazione attuale in Valposchiavo.

Mercoledì 10 giugno, una persona che stava correndo nei boschi sopra Cadine, in Trentino Alto Adige, è stata aggredita da un orso. L’uomo è stato ferito con delle zampate ad un braccio, al tronco: ha perso due denti e ha il cuoio capelluto aperto da un morso.

Ecco il racconto che ha rilasciato ai media italiani ed in particolare a La Stampa: “Ad un certo punto sento dei rumori dietro di me e c’era l’orso che mi stava seguendo a circa 10 metri. Ho fatto come dicono di fare, mi sono fermato ed ho alzato le braccia gesticolando e urlando, ma l’orso mi ha attaccato mordendomi. Sono riuscito a mollare il cane, che ha cercato di scacciare l’orso, ma quello è dieci volte più grande. Mi stava mordendo la faccia, gli ho preso le orecchie ed ho cercato di allontanarlo, senza riuscirci. Ad un certo punto ho trovato un pezzo di legno, l’ho preso in mano, lui si è spostato di circa dieci metri, ma poi si è fermato e stava tornando verso di me. Allora ho preso il legno, l’ho sbattuto per terra e ho continuato ad urlare. Ero convinto che mi avrebbe ucciso con un’ultima zampata, invece è sparito”.

Come qualcuno avrà notato, l’uomo aggredito non ha seguito le regole di comportamento consigliate dagli esperti, a differenza di quanto viene asserito nell’intervista:

  • L’uomo ha riferito di aver alzato le braccia gesticolando e urlando: le autorità, al contrario, suggeriscono di mantenere la calma e parlare con un tono di voce normale.
  • La vicinanza del cane, che ha anche cercato di attaccare l’orso, è anch’essa una situazione da evitare.

A differenza dell’incontro del giovane valposchiavino Valerio Vecellio, che ha scelto volontariamente di seguire il plantigrado, qui siamo davanti ad una situazione di vita quotidiana interrotta da un evento che poteva rivelarsi fatale. Al di là dei comportamenti “sconsigliati” che ha tenuto il podista, dettati ovviamente dagli istinti del momento, abbiamo assistito ad un episodio che potenzialmente potrebbe accadere anche nei nostri boschi.

Foto di Valerio Vecellio ®

 

A questo proposito abbiamo intervistato il guardiano della selvaggina Arturo Plozza. “Quanto accaduto – ha detto – conferma che l’orso non è un animale che fa dell’uomo la sua preda, ma ci apre comunque gli occhi sul fatto di quanto possa essere pericoloso”. Attualmente, dopo l’avvistamento del 14 maggio scorso, in Valposchiavo non si è più visto un plantigrado, con evidente buona pace degli allevatori e non solo.

“Questo però non significa – avverte il guardiacaccia – che la situazione non possa cambiare da un momento all’altro: bisogna essere pronti; se si abbassa la guardia, dovremo ripartire da zero“. Sul piano legislativo, intanto, nulla di nuovo all’orizzonte, l’orso rimane un animale protetto: “Per il futuro – conclude Arturo Plozza – dobbiamo stare attenti perché il Trentino è vicino e il numero degli orsi è in aumento: questo vuol dire che dovremo confrontarci sempre di più con queste situazioni”.


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