VPC: scendono in campo i defibrillatori

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La società ha acquistato due nuovi dispositivi
Da alcuni mesi le due infrastrutture sportive dei gialloneri, i Casai e i Cortini, sono munite di defibrillatore.


Al terzo minuto di gioco della finale di Coppa Grigioni della primavera scorsa, Romano Solèr è stato vittima di un brutto infortunio. In seguito ad uno scontro avvenuto con un avversario, infatti, ha riportato una commozione cerebrale. Fortunatamente, in tribuna era presente il dottor Tarcisio Menghini, il quale è intervenuto tempestivamente evitando il peggio.

Passato il grande spavento sono rimasti molti interrogativi. In parecchi si sono chiesti se una struttura sportiva non sia obbligata ad avere un defibrillatore: un’apparecchiatura salvavita in caso di arresto cardiaco. “Attualmente, in Svizzera – spiega Davide Vassella, membro del comitato della Valposchiavo Calcio – i campi da calcio non sono obbligati ad avere un defibrillatore”.

Per sapere come sono attrezzate le due infrastrutture calcistiche in valle, IL BERNINA ha contattato telefonicamente il neo presidente della società, Marco Crameri. “La VPC già da mesi si è dotata di due dispositivi, uno ai Casai e uno ai Cortini. La società li ha ordinati il mese d’aprile, prima dell’incidente del nostro difensore. Fra alcune settimane un dottore farà una formazione d’uso del dispositivo a tutti gli allenatori della Valposchiavo Calcio.

 

Inoltre, anche i giocatori riceveranno delle informazioni sull’apparecchio. Ciò dovrebbe alleviare la paura di usarlo; non è assolutamente uno strumento pericoloso. Tuttavia, – conclude Crameri – speriamo di non doverlo mai utilizzare”.