Don Witold «prende possesso» della Parrocchia

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Sarà parroco prevosto da domenica 30 agosto

Don Witold Kopec, originario di Nisko in Polonia, dove è nato il 22 agosto 1970, è giunto a Poschiavo ormai oltre due anni fa. Per il primo anno gli è stato affidato dal Vescovo l’incarico di vicario parrocchiale, collaborando con l’allora amministratore parrocchiale, il vicario generale regionale monsignor Andreas Fuchs.

Tale incarico è poi stato rilevato, lo scorso anno, dallo stesso don Witold, nominato amministratore parrocchiale dal Vescovo fino all’avvenuta conferma di elezione a parroco, compiuta nell’ultima assemblea parrocchiale lo scorso mese di aprile.

Visto il risultato di questa consultazione, secondo le consuetudini locali della Diocesi di Coira, monsignor Vitus Huonder ha promosso don Witold a parroco prevosto di Poschiavo.
Il Codice di Diritto Canonico stabilisce che «colui che è stato promosso alla cura pastorale di una parrocchia, la ottiene ed è tenuto ad esercitarla dal momento della presa di possesso» (can. 527 – §1). Inoltre, viene spiegato che «l’immissione in possesso del parroco spetta all’Ordinario del luogo (il Vescovo, ndr) o ad un sacerdote da lui delegato» (can. 527 – §2).

Per questo motivo, domenica 30 agosto, durante la S. Messa delle ore 10, il vicario generale regionale, monsignor Andreas Fuchs, immetterà don Witold nel possesso della nostra Parrocchia e da quel momento, ufficialmente, sarà parroco prevosto di Poschiavo.
Sempre nel Codice di Diritto Canonico si legge che «il parroco è il pastore proprio della parrocchia affidatagli, esercitando la cura pastorale di quella comunità sotto l’autorità del Vescovo diocesano, con il quale è chiamato a partecipare al ministero di Cristo, per compiere al servizio della comunità le funzioni di insegnare, santificare e governare, anche con la collaborazione di altri presbiteri o diaconi e con l’apporto dei fedeli laici, a norma del diritto» (can. 519).
Auguri a don Witold per la prosecuzione di un fecondo ministero tra noi!


Una curiosità: perché il parroco di Poschiavo viene chiamato “prevosto”?

Alcuni parrocchiani con più anni sulle spalle si ricorderanno senza troppa fatica che si era soliti chiamare con il titolo di “prevosto” il parroco di Poschiavo. In corrispondenza con la sua origine etimologica (præpositus in latino significa “posto innanzi, posto al comando”), il termine si è storicamente prestato ad indicare diversi tipi di funzionari, non solo nell’amministrazione ecclesiastica, ma anche in quella civile. Nella Diocesi di Como, di cui la nostra Valle di Poschiavo faceva parte fino al 1869, il titolo di “prevosto” era attribuito ai parroci delle parrocchie a capo di una pieve, ovvero una delle 29 porzioni di territorio in cui la stessa Diocesi era suddivisa.Già nel IX secolo Poschiavo aveva una “chiesa battesimale”, ossia un luogo di aggregazione al Popolo (in latino plebs, da cui “pieve”) di Dio mediante l’adesione alla fede espressa, appunto, con il Battesimo.
Nel XIII secolo risultava esistere la Pieve di Poschiavo, in cui era attivo un cappellano della chiesa di San Vittore con due canonici. Si parla di cappellano perché probabilmente la Parrocchia ancora non era autonoma e dipendeva, come nei secoli precedenti da quella di Villa di Tirano. Di certo Poschiavo era parrocchia plebana, quindi con la presenza di un parroco prevosto, nel 1501, quando da essa si stacco la comunità di Brusio per divenire a sua volta parrocchia.
La conferma del titolo di “prevosto” al parroco di Poschiavo giunse nel 1690, quando il cardinale Carlo Ciceri, vescovo di Como, eresse in “prepositura e collegiata” la chiesa di San Vittore Mauro.
Con il passaggio delle parrocchie della Valle alla Diocesi di Coira, il parroco di Poschiavo cessò dalla sua funzione di prevosto agli altri preti della Valle, anche se continuò ad essere il diretto superiore e responsabile dei canonici che si occupavano delle curazie e delle cappellanie. Oggi il titolo rimane come onorifico, a memoria però dell’importanza storica che nei secoli ha rivestito la Parrocchia.

Il prevosto don Leone Lanfranchi in via da Mez per la benedizione delle case

La serie dei prevosti di Poschiavo

Giovanni Pietro Antonio Masella (di Poschiavo), prevosto dal 1690 al 1699
Giovanni Antonio Mengotti (di Aino), dal 1699 al 1710
Francesco Mengotti (di Aino, fratello del precedente), dal 1710 al 1749
Francesco Rodolfo Mengotti (di Aino, nipote dei precenti), dal 1749 al 1758
Claudio De Bassus (di Poschiavo), dal 1758 al 1766
Giovanni Antonio Zanetti (di Poschiavo), dal luglio al settembre 1766
Carlo Costa (di Fanchini), dal 1767 al 1772
Stefano Borseri (di Villa di Tirano), dal 1772 al 1773
Giacinto Pagnoncini (di Pagnoncini), dal 1773 al 1779
Giuseppe Maria Ronchi (di Villa di Tirano), dal 1779 al 1789
Carlo Alberto Dorizzi (di Aino), dal 1789 al 1815
Pietro Mengotti (di Poschiavo), dal 1816 al 1847
Carlo Franchina (di Gandino – Bergamo, genitori poschiavini), dal 1848 al 1883
Carlo Mengotti (di Poschiavo), dal 1883 al 1886
Dal 1886 al 1889 la prepositura rimase vacante: supplì il canonico coadiutore Giovanni Vassella
Giuseppe Chiavi (di Prada), dal 1889 al 1906
Giovanni Vassella (di Poschiavo), dal 1906 al 1912
Giuseppe Costa (di Prada), dal 1912 al 1920
Filippo Iseppi (di Roma, genitori poschiavini), dal 1920 al 1943
Felice Menghini (di Poschiavo), dal 1943 al 1947
Arturo Lardi (di Le Prese), dal 1947 al 1961
Leone Lanfranchi (di Angeli Custodi), dal 1961 al 1980
Emilio Zanetti (di Poschiavo), dal 1980 al 1994
Cleto Lanfranchi (di Prada), dal 1994 al 2012
Andreas Fuchs, amministratore parrocchiale dal 2012 al 2014
Witold Kopec, amministratore parrocchiale dal 2014 al 2015
Witold Kopec (di Nisko – Polonia), dal 2015… ad multos annos!


Parrocchia Cattolica San Vittore Mauro