Legge sul turismo, Plozza: “Non possiamo chiamarci fuori”

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A Brusio sarà l’assemblea comunale a dover decidere
(di P. Pola)
Si è tenuta martedì sera, presso la sala multiuso della Casa Besta, la serata informativa del Comune di Brusio in merito alla legge sulla promozione turistica, la quale dovrà essere approvata dall’assemblea comunale in programma per domenica 29 novembre 2015.

 

Si torna a parlare di legge sulla promozione turistica e questa volta lo si fa a Brusio, nell’ambito della serata informativa pubblica organizzata dal Comune. Al cospetto di una trentina d’interessati – pochi in verità, per un tema che a Brusio non riesce evidentemente a sfondare – Danilo Nussio, membro della Commissione turismo del Comune, introduce la serata ribadendo l’importanza di dotarsi di una legge sulla promozione turistica che dovrebbe gettare le basi per garantire un finanziamento sicuro e duraturo alle strutture preposte al funzionamento di un settore che, anche se dalle nostre parti non se ne percepisce del tutto l’importanza, risulta comunque essere il comparto più significativo dell’economia di valle. “Non è facile definire Brusio una destinazione turistica – afferma Nussio – questo lo sanno tutti; è invece più facile fare alcuni esempi di come alcune ditte hanno campato grazie allo sviluppo turistico”.

Danilo Nussio, membro della commissione turismo del Comune di Brusio

 

Anche per il Sindaco Arturo Plozza non è serio pensare che Brusio possa fare a meno del turismo. “Un settore che occupa circa il 30% della popolazione attiva nei Grigioni – ricorda Plozza – e che risulta essere la più importante fonte di guadagno nel vicino Comune di Poschiavo, genera di riflesso un indotto non trascurabile anche da noi. La Valposchiavo, senza Brusio, non è la Valposchiavo e quindi non possiamo chiamarci fuori.”

Plozza si sofferma poi sulla novità che riguarda il voto in assemblea invece che all’urna, contrariamente a quanto comunicato in un primo tempo. Il cambiamento è da ricondurre ad un cavillo formale contenuto nella Costituzione del Comune di Brusio, involontariamente disatteso da parte delle autorità, il quale prevede che tutti gli oggetti proposti dal consiglio comunale ad una votazione per urna devono prima essere sottoporsi al parere dell’assemblea. Causa evidenti ristrettezze temporali, risultava praticamente impossibile il doppio passaggio assemblea/urna entro fine anno, cosicché, sempre nel rispetto delle disposizioni dettate dalla Costituzione, il consiglio comunale, nella seduta dello scorso 5 novembre, ha deciso all’unanimità di sottoporre la votazione alla prossima all’assemblea.

 

Conclusa la parentesi di carattere formale, tocca a Davide Migliacci, Consigliere comunale e presidente della commissione turismo, passare in rassegna i punti cardine della legge. Come approccio al tema egli tiene a ribadire che i Comuni di Brusio e di Poschiavo sono fra i soli nel Cantone a non essersi ancora dotati di una propria normativa a sostegno dell’organizzazione turistica regionale, un vuoto che, approvando la nuova legge, c’è la possibilità di colmare.

Nel merito del testo, la legge non si differenzia sostanzialmente da quella posta in votazione nel comune di Poschiavo. Ciò che cambia sono in parte le aliquote, in special modo per quanto riguarda le forbici che definiscono le tariffe minime e massime, per le quali, il Consiglio comunale di Brusio ha definito differenze meno marcate. Come già messo in evidenza, il punto centrale della legge rimane quello di dotare i Comuni dello stesso strumento di finanziamento del futuro Ente Turistico, strutturato su 3 pilastri:

1. la tassa di pernottamento, pagata dagli ospiti;
2. la tassa turistica, pagata da tutte le persone fisiche e giuridiche esercitanti un’attività indipendente, i proprietari di abitazioni di vacanza e le aziende legate direttamente o indirettamente al settore turistico;
3. il contributo comunale, versato da ambedue i Comuni

Le modalità di finanziamento coinvolgono pertanto unicamente turisti, stabilimenti ricettivi e imprese, senza chiamare alla cassa anche i singoli cittadini.

“Votando sì – conclude Migliacci – significa credere nel marchio Valposchiavo e nel suo ulteriore sviluppo anche in futuro, quale simbolo di un’intera regione aperta al mondo. Significa anche credere in un progetto che, votando no, rischierebbe di venir definitivamente compromesso, mettendo in forse molto di ciò che in questi anni, con tanta fatica, si è costruito”.


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