In Nepal per insegnare

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La Parola ai giovani • Natalia Crameri sta vivendo un’esperienza professionale davvero eccezionale. Insegna a insegnare ai docenti in Nepal. Da alcune settimane si trova nel Paese asiatico. Attese, paure e voglia di partire nell’intervista raccolta prima della partenza.

Non una semplice vacanza

Natalia Crameri frequenta l’Alta scuola pedagogica dei Grigioni a Coira e il suo viaggio in Nepal non è una semplice vacanza. Si tratta di un’esperienza professionale, legata a un progetto. Ogni anno, una fondazione lucernese offre la possibilità a due studenti dell’Alta scuola pedagogica dei Grigioni di partecipare alla loro iniziativa in Nepal. Natalia e una sua compagna di studi dovranno trasmettere i metodi d’insegnamento studiati a scuola agli insegnanti nepalesi. Nel periodo dal 26 ottobre al 15 dicembre visiteranno tre diverse scuole. ILBERNINA ha intervistato Natalia prima della sua partenza.

L’obiettivo del progetto è insegnare ai maestri nepalesi come insegnare. Cosa più facile a dirsi che a farsi. Che cosa ti aspetti?
Non so davvero che cosa aspettarmi poiché non ho ricevuto informazioni dettagliate sul progetto e sui metodi che useremo. M’immagino che sarà un’esperienza particolare e bellissima. Lo spirito di adattamento la farà da padrona e la fantasia sarà un elemento indispensabile per riuscire a trasmettere i nostri modi d’insegnamento con i mezzi che avremo a disposizione.

Kathmandu, la capitale (in lontananza il Tempio delle scimmie)

E come ti sei preparata per quest’esperienza?
Non mi sono preparata in modo specifico. Ci siamo incontrate con due insegnanti nepalesi e con loro abbiamo discusso sulle cose che avremmo dovuto preparare. Loro avrebbero voluto che preparassimo del materiale per alcune materie, per esempio per le lezioni di musica. I due responsabili del progetto, però, ci hanno detto che non era necessario perché il concetto di musica in Nepal è totalmente diverso dal nostro. Concretamente abbiamo una lista di temi trattati da loro in classe, ma sono troppo vasti per elaborare qualcosa di mirato per una lezione. Non rimane altro che lasciarsi sorprendere e adattarsi alla situazione che incontreremo lì.

Kathmandu: una città in pieno sviluppo

Quella che stai per intraprendere è un’esperienza molto particolare e sicuramente molto coinvolgente. Con che bagaglio vorresti ritornare?
A livello formativo vorrei poter conoscere nuovi metodi d’insegnamento di una cultura diversa. Sul piano personale, invece, mi auguro di poter cogliere l’occasione per conoscere a fondo un Paese nuovo. Inoltre, spero di poter lavorare anche con i bambini e non solo con gli insegnanti, perché il contatto con i più piccoli mi ha sempre regalato grandi gioie e soddisfazioni.

Dhading: New Kibou Boarding School, una scuola privata dove abbiamo svolto parte del nostro lavoro. Si tratta di un edificio provvisorio, costruito dopo il terremoto, che ha distrutto alcuni piani del vecchio stabile

Partire per il Nepal è stata un’occasione che hai colto al volo o hai avuto dei dubbi?
Inizialmente non ero molto convinta. Temevo che, rinunciando a svolgere la pratica professionale in una scuola in Svizzera, avrei perso un’occasione per fare esperienza sul campo. Alla fine ho pensato che questa era un’occasione da non perdere e che forse non avrei mai più potuto vivere qualcosa del genere. Molti studenti si sono iscritti al progetto e quindi non nutrivo grandi speranze di essere scelta, anche perché uno dei criteri necessari era la conoscenza dello “Schwyzerdütsch”. Alla fine però hanno scelto me e un’altra ragazza della scuola. Quando l’ho saputo, ho provato una gioia immensa.

Dhading: New Kibou Boarding School: le aule sono sprovviste di elettricità.

Alcuni mesi fa il Nepal è stato colpito da un forte terremoto. Hai paura di ulteriori scosse
Dalle informazioni ricevute so che in Nepal la situazione è stabile. All’indomani del terremoto, la mia compagna e io eravamo convinte che non saremmo più partite. Adesso la situazione si è normalizzata e quindi non ho paura. Il Nepal è un paese in via di sviluppo e anche a causa del terremoto non saranno disponibili tutte le comodità cui noi siamo abituate. Questo fatto non mi preoccupa più di quel tanto: è una possibilità per fare una nuova esperienza.

Children Park Higher Secondary Boarding School: il rituale mattutino per iniziare bene la giornata

La parola ai giovani • Che cosa farò da grande? La ballerina, la restauratrice, l’informatico, il macchinista, l’infermiera, il falegname o il prete missionario. Mille possibilità e altrettanti dubbi su un futuro tutto da disegnare. I giovani collaboratori de IL BERNINA vi fanno entrare, attraverso una serie di interviste pubblicate a scadenze regolari, nel mondo della scelta professionale, invitandovi a partecipare a un dialogo tra coetanei.


Alice Isepponi