La trappola causata dalla “troppa” liquidità

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L’anno appena incominciato, probabilmente rimarrà perturbato
Lettera di Roberto Nussio alla redazione de IL BERNINA.

 

Con i tassi d’interesse così bassi c’è solo da investire! Di sicuro non quando i tassi sono alti! È una frase che si sente ogni tanto durante le discussioni private o pubbliche negli ultimi tempi.

Cerchiamo di chiarire la faccenda. Si parla di recessione quando molti tendono al risparmio e pochi a spendere.
In questo caso le banche centrali cercano di uscire da questo “ristagno”, abbassando i tassi d’interesse verso le banche e togliendo (acquistando) obbligazioni di ogni genere dal mercato. La grande richiesta di questi titoli, sia negli USA sia in Europa, ha fatto lievitare i corsi e dunque, di conseguenza, abbassato le rese. Oltre a rendere meno oneroso l’indebitamento pubblico che privato (di vari stati e causato da molteplici bolle scoppiate, come dall’immobiliare alle borse), si rende meno attraente la propria moneta e si cerca d’incoraggiare la gente a non rimanere appigliata al denaro.

Spendano e prestino denaro i consumatori e investano nell’azionario e nell’immobile! Secondo lo schema: la borsa sale, il valore delle case pure, ti senti sicuro e spendi. Voilà! Gioco perfetto? Inventato dagli USA ed esportato nel mondo. Noi svizzeri ci siamo dovuti accodare per ragioni di relazioni di cambio.
Se da una parte c’è chi rischia, dall’altra abbiamo chi vede i propri piani di risparmio per la vecchiaia (privati e della previdenza sociale) andare in fumo. Per mancanza di resa, è costretto a mettere da parte ancor di più.

Il fatto interessante è che le grosse aziende a livello mondiale si trovano in tasca enormi liquidità che non intendono investire. Infatti, mancano segnali incoraggianti dai mercati mondiali, ormai più che saturi.
Sarà dunque il momento giusto per investire oggi se i pesci grossi non lo fanno?

I cittadini? Con lo spettro di licenziamenti e incertezze sulle pensioni? Lo stato e gli enti pubblici con i soldi spesi a pioggia in tempi di latte e miele come successo fino a poco tempo fa?

Ci si accorge che l’effetto, iniziato dalle banche centrali stesse o dalla politica, ci sta paralizzando. Alle banche non manca la liquidità. Incominciano, però, a mancare, i soggetti che godono di credito, cui prestare.
Siamo dunque in un circolo “vizioso” poco simpatico. Alla “giapponese”. Le maggiori economie hanno esaurito le loro politiche monetarie e di cambio. L’unica arma ancora valida potrebbe essere quella di innescare fiducia nel settore privato e rendere appetibile, per esempio, l’esecuzione d’infrastrutture dalle quali potrebbe trarne direttamente vantaggio: pure questi progetti non riescono a decollare.

Infine: è giusto investire a tassi bassi? Certo, ma solo se ci sono le giuste condizioni e cioè: chi presta lo fa da una posizione di partenza già solida, ha un concetto ragionevolmente chiaro delle spese future e ha una disciplina ferrea nel non sperperare quanto dovrà ripagare.

Allo stesso tempo, mi ricordo di un amico valtellinese che mi diceva:” Senti, quando da noi in montagna piove a dirotto, mi accuccio al riparo di un masso e lascio passare il temporale.“

L’anno appena incominciato, probabilmente rimarrà perturbato.

Roberto Nussio
Brusio, 11 gennaio 2016

Questa è la nona moneta.