E’ morto ieri l’artista Gian Luigi Scagliarini

0
0

Aveva esposto anche a Poschiavo
E’ morto ieri a Grono, dove si era trasferito da Tirano attorno al 1960, Gian Luigi Scagliarini. Sulla scia del suo maestro, il compianto Renzo Antamati, nella cui bottega di viale Italia aveva appreso “il mestiere”, anche lui era passato da artigiano ad artista nella lavorazione dei metalli.

Scagliarini era nato a Bengasi il 4 aprile 1939 ed aveva trascorso l’infanzia a Tirano dove i genitori avevano fatto rientro, allo scoppio della guerra, presso la famiglia della madre Nini Bombardieri. A Grono si era sposato con Giuseppina Tognola, dalla quale ha avuto due figli, Tiziana e Luigi, ed aveva la sua bottega-atellier.

Gli era sempre piaciuto “lottare” con il rame, metallo malleabile, ma “caparbio” (l’uso dei verbi tra virgolette è suo), ma lavorava un po’ tutti i metalli, in particolare – oltre al rame – l’ottone e il peltro coi quali ricavava pannelli, quadri, statue, vassoi, piatti, coppe e trofei. Oltre che nello sbalzo dei metalli si era segnalato quale abile cesellatore, decoratore e illustratore.

C’era un alcunché di poetico nel sentirlo parlare del suo rapporto con la materia, dalla quale pretendeva una sorta di collaborazione, posto il reciproco interesse, di cui era convinto, ad agevolare la sua opera. Pur bravo nella realizzazione di opere figurative, dove meglio esprimeva ispirazione e gusto era nell’astratto, dove poteva mettere in gioco sensibilità e fantasia. Tuttavia si è cimentato con successo anche nel bronzo, dove il rapporto con la materia è indiretto.

In Svizzera aveva saputo farsi conoscere e apprezzare partecipando a numerose mostre (Grono, Roveredo, Coira, S. Bernardino, Thusis, Poschiavo, diverse a Lugano, Bellinzona, Basilea, San Gallo, Zurigo, Berna), qualcuna anche in Italia, fra le quali Tirano (che fu probabilmente la sua prima esposizione nella collettiva promossa dal CIG nel 1963) e Abano Terme. I funerali seguiranno oggi a Grono.

bcl