Distribuzione non mirata della riduzione dei premi

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Nonostante liste nere e riduzione dei premi, l’indebitamento continua a crescere
Coloro che non hanno i mezzi per pagare i premi della cassa malati dovrebbero beneficiare di una riduzione dei premi. Chi invece non vuole semplicemente pagarli, dovrà vedersela con la cassa malati.

 

Alcuni Cantoni hanno redatto una lista nera degli assicurati morosi, garantendo loro la copertura sanitaria soltanto in casi d’emergenza.

I Cantoni che devono versare alle casse troppi premi arretrati, dovrebbero sostenere in modo mirato quegli assicurati di fatto impossibilitati a pagare i propri premi tramite una riduzione degli stessi.

A partire dal 1° gennaio 2012 la Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) non prevede più la sospensione delle prestazioni: se l’assicurato non paga i propri premi, le prestazioni previste dall’assicurazione di base vengono comunque erogate. In questo caso, la compagnia assicurativa tenterà di ottenere il denaro tramite un precetto esecutivo. Dato che raramente questo tipo di procedura ha esito diverso dall’emissione di un certificato di debito, i Cantoni si assumono l’85 per cento degli oneri in sospeso.

Il fallimento della riduzione individuale dei premi
L’art. 64a cpv. 7 LAMal autorizza i Cantoni a istituire liste nere per gli assicurati morosi. Questa misura si rivolge agli assicurati che «nonostante la procedura esecutiva non rispettano l’obbligo di pagamento dei premi». Chi è incluso in una lista nera riceverà soltanto le cure d’emergenza. «Se il sistema di riduzione individuale dei premi (RIP) funzionasse davvero» commenta in tono critico Felix Schneuwly, esperto in materia di assicurazione malattia presso comparis.ch, «non ci sarebbero assicurati incapaci di pagare i propri premi. E, prima o poi, l’assicuratore otterrebbe comunque il denaro che gli spetta dagli assicurati che non vogliono pagare».

Soluzioni sbagliate per la lotta contro l’indebitamento
Quando un’idea semplice non viene attuata in modo coerente, il fallimento è assicurato: con l’abolizione della sospensione delle prestazioni e l’introduzione delle liste nere si mirava a ottenere, da un lato, un miglioramento della morale di pagamento degli assicurati e, dall’altro, un risparmio delle spese amministrative nel settore sanitario. Il provvedimento si è dimostrato popolare: in molti Cantoni le liste nere con i nomi degli assicurati morosi sono arrivate in Parlamento sotto pressione della maggioranza della popolazione. Al momento sono nove i Cantoni che hanno introdotto elenchi specifici, ovvero Argovia, Grigioni, Lucerna, San Gallo, Sciaffusa, Soletta, Turgovia, Ticino e Zugo.

La percentuale degli assicurati morosi in Svizzera è pari al 2 per cento, una quota che obbliga i rispettivi Cantoni a sborsare parecchio denaro. Ora alcuni Cantoni ci ripensano e stanno ritirando le liste nere. Queste non hanno infatti ottenuto l’effetto desiderato di intimidire gli assicurati a pagare i premi e anche i costi amministrativi sono tornati a crescere. Se una cassa emette un precetto esecutivo, i comuni vengono informati tramite la lista nera. Pertanto, sono soprattutto i comuni ad avere interesse a mantenere le liste nere, poiché solo in questo modo possono attuare misure preventive. Per Felix Schneuwly il motivo per cui Cantoni e comuni non si impegnano ad analizzare in maniera critica e a migliorare il sistema RIP resta un mistero.

Gli attestati di carenza beni sono destinati, in primo luogo, alle casse malati; queste però se ne interessano soltanto quando sono più che certe che gli assicurati morosi abbiano il denaro per saldare il debito. Per gli assicurati che non hanno denaro, è il cantone ad assumersi la RIP. Dato che chiaramente questo sistema non viene messo in pratica in modo accurato, il cantone paga l’85 per cento degli arretrati.

L’esperto Felix Schneuwly di comparis.ch rileva che l’«origine del problema non può essere risolto né con le liste nere né con una sospensione delle prestazioni. Il vero motivo per cui il volume dei costi dovuti ai premi da riscuotere continui ad aumentare è la distribuzione mal pensata della riduzione individuale dei premi. Questa viene infatti troppo spesso messa in pratica secondo il principio dell’annaffiatoio e non torna utile in moto mirato a quegli assicurati che effettivamente non riescono a pagare i premi». Nel 2014 hanno percepito una riduzione dei premi 2,2 milioni di assicurati, quindi circa il 27 per cento della popolazione. Il Ticino presenta la percentuale più alta, pari al 38 per cento, mentre il Cantone Glarona quella più bassa con il 20 per cento. Anche nel cantone con la quota più limitata si tratta sempre di un assicurato su cinque.

Assicurati con pagamenti in sospeso, per Cantone, in franchi svizzeri / Fonte: Ufficio federale della sanità pubblica UFSP

Il fallimento della riduzione individuale dei premi risulta anche dal fatto che il 2 per cento degli assicurati non solo è in ritardo con il pagamento dei premi, ma ha anche procedimenti esecutivi in corso per premi arretrati. Il Cantone Ginevra ne è il peggiore esempio: qui, nonostante un assicurato su quattro riceva una riduzione dei premi, il 6 per cento di tutti assicurati presenta pagamenti in sospeso per i premi della cassa malati.

In questo caso i comuni pagano quindi il doppio: da un lato, versando una riduzione dei premi a quanto pare non efficace e, dall’altro, assumendo la copertura dei costi per gli assicurati morosi. Negli ultimi 8 anni questi costi sono letteralmente saliti alle stelle: se nel 2008 ammontavano già a 143,9 milioni, nel 2014 i costi sono aumentati di un esorbitante 39 per cento raggiungendo i 236,6 milioni di franchi.