Il Bernina restituisce il corpo di un alpinista

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Trovato dopo 50 anni nel ghiacciao del Morteratsch
(di P. Pola)
Dopo 53 anni è stato identificato il corpo di un alpinista tedesco scomparso nel massiccio del Bernina il 30 agosto del 1963. Secondo quanto comunicato dalla Polizia cantonale rimangono tuttora una quarantina le persone sepolte sotto i ghiacci della zona.

 

Grazie alle preziose segnalazioni di alcuni alpinisti di passaggio, avvenute nel corso delle due ultime estati, la Polizia ha potuto rinvenire i resti di un corpo da tempo disperso nel massiccio del Bernina. Gli oggetti ritrovati nei dintorni delle povere spoglie sono stati dapprima confrontati con vecchi referti riguardanti la scomparsa di persone, i quali corrispondevano con i dati relativi ad un alpinista sparito nella stessa area nel lontano 1963.

Le analisi del DNA, eseguite dall’istituto di medicina legale dell’Ospedale cantonale di San Gallo e confrontate con parenti del defunto, hanno infine potuto identificare la persona scomparsa.

Foto Polizia cantonale

 

Secondo quanto comunicato dalla Polizia cantonale, il trentaseienne alpinista tedesco aveva lasciato la “Bovalhüttealle 7 del mattino del 30 agosto 1963, per salire con gli sci verso il Rifugio Marco e Rosa. L’uomo era stato avvistato per l’ultima volta, dallo stesso custode della “Bovalhütte”, mentre si trovava sopra il “Labirinto” ad un’altezza di 3’200 metri sopra il livello del mare.

Da quel momento si sono definitivamente perse le sue tracce. Nel corso delle estati 2014 e 2015, specialisti delle unità di montagna della Polizia cantonale, coadiuvati da esperti del reparto tecnico criminale, si sono recati sul ghiacciaio del Morteratsch per recuperare i resti umani rivenuti. Dopo oltre 50 anni i ghiacci hanno restituito il corpo dell’apinista a 3,5.chilometri di distanza dal punto dell’avvenuto smarrimento.

Capita spesso che, le nevi eterne, restituiscano all’improvviso resti umani o altri oggetti riguardanti l’equipaggiamento di alpinisti scomparsi. In tutto il massiccio del Bernina risultano essere tuttora disperse una quarantina di persone. La Polizia cantonale esorta chiunque, durante un’escursione d’alta montagna, dovesse imbattersi nei resti di una salma o anche solo in parti d’attrezzature abbandonate, a demarcare bene il luogo e, per quanto possibile, scattare delle fotografie da trasmettere poi al più vicino posto di polizia, il quale andrebbe comunque avvertito al più presto.

In nessun caso, o unicamente in casi eccezionali, possono essere recuperati corpi o oggetti senza l’aiuto di specialisti. Quali casi eccezionali s’intendono un pericolo imminente o la possibilità di non più rinvenire il luogo del ritrovamento. Qualora dovesse verificarsi una simile situazione, quanto rinvenuto va immediatamente consegnato al più vicino posto di Polizia.