Un traguardo brillantemente raggiunto

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La parola ai giovani • Terminata la scuola dell’obbligo per molti ragazzi e ragazze della valle si propone un’importante scelta: quale strada intraprendere per la propria formazione?

Una grande soddisfazione per Lorenzo e Mirco

Alcuni allievi scelgono di continuare gli studi magari al liceo, in una scuola media specializzata  o in una scuola di commercio.
Molti altri invece, seguendo un sogno coltivato da tempo e sfruttando le loro abilità pratiche, scelgono di svolgere un apprendistato.
L’impegno da riversare in questa scelta è notevole dovendo alternare a giornate di lavoro pratico altre di formazione a scuola.

Portare a termine questo percorso è fonte di grande soddisfazione e così è stato per due giovani valposchiavini, Mirco Marantelli di Campocologno e Lorenzo Misani di Brusio, che hanno raggiunto il loro traguardo con risultati molto positivi.

Il Bernina li ha intervistati e ha scoperto che, dietro ai loro successi, si cela tanta passione per la loro professione e grande impegno e determinazione.


Mirco
Terminata la scuola dell’obbligo avevo voglia di intraprendere una professione che mi avrebbe portato nel mondo del lavoro così avrei potuto imparare qualcosa che mi interessava e l’idea di iniziare a guadagnare dei soldi per gestire le mie spese quotidiane mi ispirava.
Sin da piccolo mi sono sempre interessato agli oggetti che avevano una parte meccanica. Cercavo di capirne il funzionamento, così che, se si fossero guastati, avrei potuto aggiustarli da solo. Inoltre mi piaceva molto anche costruire degli oggetti con i pezzi che trovavo per casa.
Crescendo ho iniziato ad appassionarmi ai motori a scoppio; con il tempo ho capito che questa passione l’avrei potuta sfruttare ed intraprendere un apprendistato come meccatronico di automobili.

Lorenzo
Dopo i nove anni di scuola obbligatoria non avevo molta voglia di continuare a studiare, ma volevo fare qualcosa con le mani, quindi ho cominciato l´apprendistato di falegname.


 

Puoi raccontare come è strutturata la formazione che hai intrapreso?

Mirco
Ho svolto l’apprendistato come meccatronico d’automobili presso la ditta Auto Pfister AG a Samedan. Nel campo dell’automobile si può scegliere se intraprendere una formazione di tre o quattro anni. Dopo tre anni di apprendistato si ottiene un diploma di meccanico di manutenzione d’automobili e, se si decide di proseguire, si possono aggiungere ancora due anni di scuola per diventare meccatronico d’automobili. Io ho scelto la formazione di quattro anni per diventare direttamente meccatronico; anche se più impegnativa, questa scelta mi ha regalato molte soddisfazioni.
La scuola che ho frequentato è quella professionale a Samedan. Durante la settimana una giornata e mezza andavo a scuola: una giornata la dedicavamo all’insegnamento professionale e l’altra mezza alla cultura generale.
Diversamente magari dalle altre scuole, ci facevano di frequente esami a sorpresa riguardanti il capitolo che stavamo trattando, ma anche sul materiale studiato negli anni precedenti. Questo lo trovo un metodo molto valido per ricordare quanto appreso in precedenza.
Così facendo, all’ultimo anno non ci si trova troppo in difficoltà a studiare tutto il materiale.
Durante le lezioni dedicate alla cultura generale abbiamo anche svolto vari lavori di ricerca per prepararci al lavoro finale VA (Vertiefungsarbeit). La ricerca finale l’ho scritta in tedesco e ho approfondito un tema attuale riguardante le automobili elettriche e l’ho intitolato “Elektro- oderVerbrennungsfahrzeug?”.
Inoltre ci sono i corsi pratici che il primo anno vengono svolti alla scuola professionale di Samedan, mentre dal secondo anno in poi bisogna andare a Coira alla sede dell’UPSA (Unione Professionale Svizzera dell’Automobile).

Lorenzo
La formazione prevede 4 giorni di lavoro in ditta o sul cantiere e 1 giorno di scuola nella Gewerbeschule a Samedan.
Io ho lavorato 4 anni nella Engadiner Lehrwerkstatt für Schreiner a Samedan, che si trova proprio vicino alla scuola.
Durante i primi 3 anni abbiamo dovuto scrivere 3 piccoli “LIA” (lavori di fine scuola) cosí da poterci preparare adeguatamente all’esame finale “VA” (Vertiefungsarbeit).
Noi allievi potevamo scegliere in che lingua realizzare il testo così io ho scelto di scrivere le prove in tedesco, mentre il lavoro finale l’ho fatto in italiano.


 

Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato nel tuo percorso formativo?

Mirco
Dopo la scuola dell’obbligo ho deciso di non frequentare un decimo anno per migliorare il tedesco, ma ho voluto iniziare subito il mio apprendistato. Durante i primi mesi di formazione ho dovuto abituarmi e imparare il tedesco, questa penso sia stata la difficoltà maggiore che ho riscontrato.
Comunque, una volta ambientato, non ho più avuto grossi problemi con la lingua.

Lorenzo
Grandi difficoltà non le ho trovate anche se nel primo anno di apprendistato si realizzano sempre lavoretti poco interessanti ma che bisogna fare lo stesso. La motivazione sul lavoro era scarsa, ma sono riuscito comunque ad andare avanti.


 

Quali sono state le soddisfazioni che hai ottenuto?

Mirco
Sicuramente quella di aver sempre raggiunto dei buoni risultati sia nel campo scolastico che nei corsi pratici. Mentre, sul posto di lavoro, riuscire a svolgere i compiti assegnati in modo corretto.

Lorenzo
Negli esami intermedi ho fatto il miglior voto del cantone, un 5.2,a pari con Rampa Simone di Poschiavo (Gervasi SA). Ero molto contento perché quell’esame valeva un terzo della nota finale. È stato un gran sollievo.


 

Cosa ti piace maggiormente del lavoro che hai scelto?

Mirco
Penso che la soddisfazione maggiore che il mio lavoro mi possa regalare è quella di riuscire a trovare una soluzione agli errori o ai pezzi guasti. Infine veder funzionare nuovamente le cose rotte sapendo che le ho aggiustate io.

Lorenzo
È un lavoro molto creativo e nella Lehrwerkstatt ho potuto dare sfogo alle mie idee: la sera potevo realizzare dei lavori privati e nel secondo, terzo e quarto anno ho partecipato a dei concorsi. Nel quarto anno ho pure vinto il premio quale mobile più bello del quarto anno di apprendistato nella nostra ditta.


 

Come si svolge l’esame finale?

Mirco
La parte teorica dell’esame finale l’ho svolta a Samedan mentre quella pratica alla sede dell’UPSA a Coira, che aveva una durata di due giorni.
L’esame era strutturato in 15 postazioni dove bisognava effettuare delle misurazioni e trovare sbagli elettrici, misurare parti meccaniche, capire dove si trovava l’errore, sostituire i pezzi etc.
Inoltre ho svolto anche un esame orale della durata di 60 min. dove venivano poste delle domande riguardanti tutto il campo dell’automobile e bisognava rispondere correttamente con i termini tecnici. Ad essere sincero l’esame orale era quello che mi metteva più agitazione.

Lorenzo
L’esame è suddiviso in 6 sesti: 2 sesti sono l´esame intermedio, 1 sesto la media delle note fatte durante i 4 anni a scuola (solo ciò che ha a che fare con il lavoro, senza cultura generale), 1 sesto l’esame finale LAP “Lehrabschlussprüfung” solo sul tema lavoro, 1 sesto l’esame finale pratico (un mobile che viene fatto nella propria ditta e valutato da un operaio della stessa ditta; inoltre si deve scrivere un riassunto tipo LIA e presentarlo ad un operaio o capo di un’altra ditta. La media del tutto da un sesto della nota finale), l’ultimo sesto è suddiviso in ulteriori 3 terzi che riguardano la cultura generale (“ABU” Allgemeinbildungsunterricht); 1/3 è dato dalla media delle note dei 4 anni di scuola, 1/3 è l’esame finale (LAP) e  l’ultimo terzo è il VA (come il LIA in Valposchiavo)


 

Il risultato che hai ottenuto nell’esame finale è stato molto positivo. Quali riconoscimenti hai ottenuto?

Mirco
Sono molto soddisfatto del risultato che ho ottenuto (un 5.4) sapendo inoltre che ho conseguito la miglior nota del cantone come meccatronico d’automobili.
Come riconoscimento ho ricevuto un orologio Tissot da parte dell’UPSA (Unione Professionale Svizzera dell’Automobile).

Lorenzo
Ho concluso la mia formazione con un 5.2.
Tutte le note sopra il 5 vengono premiate dal VSSM con un Calibro mentre quelle sopra il 5.3 con una pialla. Purtroppo non sono riuscito a raggiungere il mio obiettivo, ossia arrivare al 5.3, ma sono lo stesso contento del mio risultato.


 

Quali progetti hai per il tuo futuro, ora che hai terminato il tuo apprendistato?

Mirco
Durante i prossimi mesi lavorerò ancora presso l’Auto Pfister AG a Samedan. Dopodiché svolgerò il servizio militare. Il prossimo anno ho deciso di fare la matura professionale e probabilmente, una volta terminata, continuerò il mio percorso di formazione.

Lorenzo
Il 2 agosto ho cominciato l’apprendistato quale muratore a Coira da Lazzarini. Tra due anni finirò e poi dovrò svolgere il servizio militare.
Successivamente farò 3 anni di scuola come capocantiere (Bauführer) ad Aarau, 2-3 anni di pratica da Lazzarini a Coira e dopo, se tutto va bene, penso di tornare in valle a rilevare la ditta di mio papà (POLA SA).
Comunque non si sa la vita cosa ha in serbo per me…


 

Quali consigli daresti ai ragazzi che termineranno a breve la scuola dell’obbligo e sono indecisi sulla scelta della loro formazione futura?

Mirco
Trovare la professione che ci si addice è molto difficile, specialmente in un’età giovane dove si hanno mille idee che frullano in testa. Il consiglio che posso dare è quello di cercare di vedere più professioni possibili, così da avere un’ampia panoramica su cosa riserverà il mondo del lavoro.
Inoltre consiglio a tutti di seguire le proprie passioni come ho fatto io.

Lorenzo
È sicuramente una scelta difficile e molto personale ma, anche se indecisi, consiglio di non andare a fare un 10° anno di scuola, lo trovo inutile.

I migliori auguri a Mirco e Lorenzo perché il futuro riservi loro tanti successi professionali.


La parola ai giovani • Che cosa farò da grande? La ballerina, la restauratrice, l’informatico, il macchinista, l’infermiera, il falegname o il prete missionario. Mille possibilità e altrettanti dubbi su un futuro tutto da disegnare. I giovani collaboratori de IL BERNINA vi fanno entrare, attraverso una serie di interviste pubblicate a scadenze regolari, nel mondo della scelta professionale, invitandovi a partecipare a un dialogo tra coetanei.


Catia Curti