Profumo di vendemmia

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Il culmine di un lavoro svolto per mesi (di E. Bontognali)
L’autunno è sinonimo di vendemmia. I colori sono caldi, come calde possono esserlo ancora le temperature sotto i raggi del sole. Ma le giornate si accorciano e non c’è da fidarsi del tempo dell’autunno. La pioggia può arrivare da un momento all’altro e rovinerebbe l’uva, giunta ormai alla piena maturazione.

 

Ma quando è il giusto momento per la raccolta? Questa decisione pende dalla mano esperta del vignaiolo… ma che coraggio ci vuole! Marcel Zanolari, viticoltore a Bianzone, vive questo periodo in un misto tra felicità e ansia, tra emozione e tensione. „È il momento dove si tirano le somme e da un anno come questo si impara molto“.

Già, perché la vendemmia è solo la punta dell’iceberg, il culmine di un lavoro svolto per mesi. Lavoro che comincia in inverno, nella pallida luce delle brevi giornate. Lavoro di preparazione, d’osservazione, di potatura, di calcoli e di attesa. Con l’arrivo della primavera le attenzioni per la vigna aumentano: il vignaiolo la cura giorno per giorno, meravigliandosi continuamente nell’osservare il suo delicato ed ineluttabile risveglio. I germogli sbocciano, le foglie crescono, appaiono le prime inflorescenze ed infine le bacche cominciano a prendere forma e colore. Il vignaiolo accompagna la crescita della pianta. La dirige e si fa guidare, poiché è lei che detta i tempi.

Quest’anno – mi dice Marcel Zanolari è stato abbastanza difficoltoso in primavera, con la molta pioggia, ma al momento stiamo vivendo un autunno da sogno. E chi è riuscito a proteggere bene l’uva nei mesi di maggio e giugno avrà un’annata eccezionale.“

Osservando le sue vigne, Marcel Zanolari mi confessa che, per quanto lo riguarda, quest’anno pagherà abbastanza a caro prezzo le avversità atmosferiche primaverili. Un 30-40% dell’uva ha subito l’attacco della peronospora larvata, che ha portato all’essicazione completa di interi grappoli. “Sarebbe stato possibile limitare leggermente i danni – continua Zanolari – aumentando in modo sostanzioso i trattamenti, ma credo ci voglia anche una certa coerenza e rispetto per le leggi e le decisioni della natura.”

Le uve bianche più precoci sono già state raccolte. Il nebbiolo si gode i raggi di sole caldi e le fresche ore notturne sui tralci e, se tutto va bene, verrà colto a inizio novembre. Quest’autunno suggerisce promesse di grandi vini.