Castagne, sarà una buona annata?

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Le premesse sembrano buone, ma gli interrogativi non mancano (di P. Pola)
La stagione delle castagne è appena iniziata, ma il tipico frutto autunnale pare al momento aver poca voglia di uscire dai ricci che, peraltro, si presentano ancora in gran parte acerbi. A detta degli esperti si tratta solo di un ritardo nella maturazione, mentre il raccolto dovrebbe essere migliore rispetto agli scorsi anni.

 

L’inizio dell’autunno, caratterizzato quest’anno da gradevoli giornate estive, quasi a prendersi beffa delle più tipiche e uggiose nebbioline di stagione, coincide con il raccolto delle prime castagne che, solitamente, già a fine settembre fanno capolino dai ricci pronte ad essere raccolte. La maturazione del prelibato frutto autunnale è però in ritardo rispetto al solito, ciò lo si percepisce osservando le poche castagne giacenti al suolo e i tipici involucri spinosi ancora saldamente attaccati ai rami e, all’apparenza, acerbi.

Dopo la devastazione delle selve castanili, causata negli scorsi anni dal cinipide del castagno – l’insetto proveniente dalla Cina che blocca lo sviluppo delle parti vitali della pianta, fermato grazie all’avvento del suo antagonista naturale, il “Torymus sinenis” – la situazione sul fronte della produzione di castagne dovrebbe ora segnare un cambiamento favorevole, contestuale al miglioramento dello stato di salute delle piante.

A cosa dobbiamo allora attribuire questo ritardo nella maturazione, nonostante una stagione estiva all’apparenza priva di fenomeni meteorologici particolari? Stando a quanto riferito dal segretario dell’Associazione castanicoltori della Svizzera Italiana, Paolo Piattini, durante un servizio mandato in onda lo scorso lunedì 26 settembre dal Quotidiano, su RSI LA1, il cinipide, la cui attività distruttiva non potrà comunque mai essere del tutto debellata, ha causato un forte stress agli alberi e li ha portati ad essere deboli e con poche energie, motivo per cui i castagni non riescono a produrre dei bei ricci.

Sempre secondo Piattini, le premesse per un buon raccolto paiono comunque essere ottime e, nonostante la maturazione un po’ in ritardo, la qualità dovrebbe attestarsi su livelli migliori rispetto agli scorsi anni.

Un ulteriore punto interrogativo, emerso osservando le nostre selve castanili, è rappresentato dallo stato generale delle piante, le quali, trovandosi le più in età molto avanzata – una buona parte di esse supera infatti il secolo di vita – potrebbero avvicinarsi alla fine del ciclo produttivo. Un cedimento strutturale della pianta percettibile scrutando anche solo i molti rami secchi sporgenti dalle chiome.

L’ingegnere forestale Gilbert Berchier non ha voluto del tutto escludere questa tesi, rimanendo comunque prudente nel trarre conclusioni in assenza di dati certi. “Di sicuro – riferisce Berchier al nostro giornale – sappiamo che, causa l’età, le piante non sono più tanto vitali, motivo per cui, col passare degli anni, andrebbero gradatamente sostituite con delle nuove. Quest’anno – continua Berchier – abbiamo provveduto ad un accertamento dei castagneti, rilevando anche lo stato del sottobosco. Ciò ci permette di elaborare dei provvedimenti da poter poi mettere in atto – conclude l’ingegnere forestale – come per esempio rilanciare la pascolazione delle selve mediante pecore o capre, come facevano un tempo per mantenere pulito il suolo.”

Ricordiamo che il prof. Paolo Culatti, tecnico del servizio fitosanitario della Regione Lombardia, interpellato lo scorso anno dal BERNINA a proposito dello stato di salute delle nostre selve castanili, aveva definito le condizioni generali delle piante soddisfacenti, evidenziando comunque una differenza sostanziale fra selve coltivate e abbandonate. In quest’ultime è diffuso il cancro del castagno, malattia che porta la pianta alla morte.

In merito all’età dei castagni si era invece così espresso: “In generale, ho pure constatato un elevato quantitativo di piante molto vecchie, in parte bisognose di essere sostituite. Se si trovano in buona salute esse possono comunque ancora fornire un’eccellente produzione”.


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