“Progetto Li Geri”, lettera aperta

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Il Consiglio comunale vuole concedere alla Ibi Sili un nuovo permesso di costruzione a Li Geri. Persone o enti coinvolti godono del diritto di replica.

La missiva dei firmatari del ricorso “Progetto Li Geri” inviata da Elmo Zanetti

In occasione della serata informativa dell’8 novembre a Le Prese, il Consiglio Comunale ha dichiarato di voler affrontare la problematica Li Geri “in maniera pragmatica” (Della Vedova). Da parte sua, il diretto interessato, Gianluzi Battaglia, ha affermato di dovere e volere trovare una nuova soluzione operativa praticabile.

L’apprezzabile intento sia da parte politica che privata arriva purtroppo fuori tempo massimo. Le scadenze di contratto per l’estrazione erano date, si ritiene che la tematica doveva essere affrontata politicamente con largo anticipo. Nel lontano 2007 il Governo cantonale aveva confermato le precedenti decisioni, rifiutando l’approvazione della zona industriale a Li Geri come proposta dal Comune, invitando lo stesso Comune di Poschiavo a trovare delle soluzioni alternative. La soluzione proposta ora da IB Sili è dovuta ad una necessità commerciale, e non va necessariamente intesa come contributo allo sviluppo turistico e al miglioramento ecologico della zona. Ciò avrebbe dovuto avvenire prima.

Se di fatto entro l’autunno del 2017 andrà in votazione la nuova pianificazione del territorio (Della Vedova) – che prevede lo sgombero industriale integrale dell’area in parola-, e se di fatto ci sono segnali positivi sia da Coira che da parte dei diretti interessati, i quali hanno già inoltrato offerte impegnative (Berchier), e se inoltre anche il Comune di Brusio intende realizzare un centro di lavorazione inerti alla Motta di Miralago (Plozza), la domanda spontanea è la seguente: è sensato accordare un nuovo permesso di costruzione a Li Geri? Da notare che il permesso di costruzione non è stato chiesto per un tempo limitato e inoltre che i lavori hanno già avuto inizio (Berchier)!

Riteniamo che questo modo di procedere compromette la realizzazione di un progetto definitivo a La Mota di Miralago. Inoltre potrebbe creare una nuova situazione di “legalità giuridica” operativa nella zona in parola, che pregiudicherebbe la chiusura definitiva senza indennizzo.

Queste considerazioni sono dettate dalla paura e dalla sfiducia di un gruppo di cittadini che abitano la sensibile zona in discussione, gli accessi e i loro d’intorni. Ai permessi provvisori non crede più nessuno! La storia insegna. Così come non si può ingenuamente credere ai buoni propositi e alle parole promettenti di circostanza. Purtroppo a più riprese, in assenza della dovuta tutela politica e di un’ attività manageriale sostenibile, si è dovuto ricorrere a delle raccolte di firme e a dei fastidiosi ricorsi. Ricorsi impegnativi, anche dal lato finanziario, da parte di cittadini impegnati, ricorsi interpretati scorrettamente da male informati come impedimento allo sviluppo economico regionale. Queste iniziative vogliono invece semplicemente salvaguardare una zona naturale unica, sia per noi poschiavini che per i forestieri. Le istituzioni superiori cantonali hanno sempre sostenuto la causa dei firmatari, mentre in valle purtroppo sono prevalsi altri interessi.

In relazione a quanto esposto sopra riteniamo che vada cercata in tempi brevi una soluzione definitiva, lontana dalle rive del Lago di Poschiavo. E’ l’unica via percorribile per ridare alla foce del fiume la sua bellezza originale. I nostri figli ce ne saranno grati.

Tergiversare è dei deboli (R. Tosio), agire – per il bene di tutti! – è dei forti.


Firmatari ricorso “Progetto Li Geri”