Li Geri, lettera aperta degli Impresari

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I membri della Società Impresari Valposchiavo comunicano alla popolazione la grande preoccupazione in merito agli ultimi sviluppi a Li Geri. Persone o enti coinvolti godono del diritto di replica.

La missiva dei membri della Società Impresari Valposchiavo inviata da Reto Capelli

Il ricorso di 16 firmatari, tra cui esponenti di spicco del settore turistico di Le Prese, ci lascia perplessi, increduli e delusi. Rispettiamo naturalmente le opinioni e le convinzioni in merito alle procedure che il gruppo ritiene più adatte per il futuro della zona Li Geri. Questa volta però si esige dal Comune di Poschiavo che blocchi i lavori di sostituzione e di adattamento degli impianti resosi necessari dopo la demolizione dell’ex silo Isepponi. Questa demolizione, volta a riqualificare la zona in fondo in riva al lago di proprietà del Comune, è stata eseguita nelle scorse settimane.

Già a inizio anno, come tutti avranno notato, era stata smontata la zattera con i relativi nastri galleggianti ed interrotta definitivamente l’estrazione dal lago. Questi, secondo noi, sono segni tangibili a dimostrare che le nostre autorità stanno procedendo nella giusta direzione.

La conseguenza di ciò che chiedono i ricorrenti sarebbe l’impossibilità da subito di produrre inerti puliti indigeni e di riflesso di calcestruzzo per l’economia edile del Comune di Poschiavo. Per i calcestruzzi speciali il blocco coinvolge tutta la Valposchiavo essendo l’impianto a Li Geri l’unico con le certificazioni richieste per i lavori pubblici e della Ferrovia Retica. I primi problemi sorgeranno proprio sui cantieri già aperti per l’ammodernamento della stazione di Poschiavo.

Diverse imprese in Valle si trovano con contratti di lavoro firmati comprendenti termini imperativi e multe convenzionali elevate in caso di non rispetto degli stessi. I prezzi si basano sul fatto che esiste un impianto che può fornire in Valle i calcestruzzi speciali richiesti. Anche trovando una soluzione con forniture da Montebello (difficile da attuare tecnicamente perché il calcestruzzo certificato subisce mutamenti dati dalla distanza e dal dislivello) chi sosterrà i costi supplementari? Niente di più probabile che gli imprenditori edili e i committenti si troveranno costretti a fare causa chiedendo risarcimenti al Comune che non sarà ahimè riuscito a tutelare il rifornimento di una materia prima essenziale.

La Società Impresari Valposchiavo ha sostenuto pubblicamente la legge sul turismo, sostiene le iniziative e gli sforzi dei Comuni per incentivare l’attrattività della Valposchiavo, sostiene l’iniziativa 100% Valposchiavo di cui gli inerti dovrebbero far parte. I suoi membri appoggiano e sponsorizzano le società, occupano diversi impiegati, istruiscono apprendisti, pagano imposte e cercano di fare del loro meglio per assicurare una buona qualità edilizia in Valle.

Chiediamo gentilmente ai ricorrenti di valutare a fondo le conseguenze che avrà la loro richiesta per l’economia della Valposchiavo e di cosa ne sarà dello spirito di solidarietà reciproca dei diversi settori economici, che sono interdipendenti fra di loro. La rinuncia a questa richiesta sottintende naturalmente la conferma vincolante da parte del Comune sul modo in cui verranno concessi i permessi. Questi dovranno essere in forma provvisoria e limitati nel tempo come promesso dai responsabili comunali nella presentazione a Le Prese dell’8 novembre scorso.
Non siamo in grado di dire chi siano i deboli e chi siano i forti (Remo Tosio) in questo pasticcio. Di sicuro siamo tutti sulla famosa e metaforica “stessa barca”!


Società Impresari Valposchiavo