Marco Triacca, “Garbela è di tutti i brusiesi”

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Il Presidente della Commissione Turismo respinge le accuse secondo le quali il progetto è stato pensato su misura per favorire poche persone (di P. Pola)
Dopo il sorprendente comunicato della Commissione Turismo, durante l’assemblea dello scorso 27 novembre, di proporre al Consiglio comunale lo stralcio del progetto Garbela, allo stesso è stato probabilmente inferto il colpo finale. Per Marco Triacca, Presidente della Commissione Turismo, mancano ormai i presupposti per poter continuare a lavorare con serenità.

 

L’idea di realizzare un centro ricreativo, in sostituzione delle vecchie infrastrutture a suo tempo costruite nel bosco attiguo alla piccola frazione di Garbela, era già nata oltre dieci anni fa, allorquando, la locale società bocciofila aveva presentato un primo progetto di rivalutazione dello spazio dove, oltre a continuare a praticare il tradizionale gioco delle bocce, era prevista anche la creazione di località per trascorrere momenti di svago e distensione in un luogo dalle caratteristiche naturali uniche ed esclusive.

Fermatosi a pochi passi dalla sua realizzazione, questo primo progetto ha nel frattempo subito diverse modifiche dal punto di vista strutturale, fino ad arrivare all’ultima versione scaturita da un nuovo concetto elaborato da un nutrito gruppo di partner sotto l’egida della Commissione Turismo; concetto che, dopo essere stato presentato al pubblico nel novembre dello scorso anno, era ora in attesa di concludere l’iter d’approvazione, per poi, se del caso, entrare nella fase realizzativa.

Dopo i recenti sviluppi, che hanno preceduto l’annuncio durante la scorsa assemblea del Presidente della Commissione turismo, Marco Triacca, di proporre al Consiglio comunale lo stralcio del progetto, lo stesso si trova ora su un binario morto, pronto ad essere definitivamente sepolto.

Di questa sorprendente decisione e dei motivi che stanno all’origine della stessa, Il BERNINA ne ha a voluto parlare con Marco Triacca, che spiega le ragioni dell’improvvisa svolta in questa delicata fase del progetto.

Marco Triacca, durante la scorsa assemblea comunale, in qualità di Presidente della commissione turismo, hai comunicato il ritiro del progetto Garbela. Quali le motivazioni che vi hanno indotti a prendere una decisione così drastica?
Durante l’ultima Assemblea comunale, a nome della Commissione turismo, ho comunicato che in una prossima seduta chiederemo al Consiglio comunale di stralciare il progetto Garbela dai programmi futuri. Di fatto, solo il Consiglio comunale ha la facoltà di ritirare il progetto, visto che a più riprese era già stato approvato. Ad oggi questo passaggio non è ancora avvenuto e quindi non sono in grado di prevedere se il progetto verrà ritirato o se resterà ancora sul tavolo. In ogni caso i membri dell’attuale Commissione turismo non sono più disposti ad occuparsi del progetto. Purtroppo, secondo noi, mancano i presupposti per poter continuare a lavorare con serenità. Nessuno di noi ha mai preteso che il progetto venisse per forza accettato; abbiamo molto rispetto per tutte le opinioni diverse dalle nostre, siamo sempre stati aperti al dialogo. Un dibattito molto acceso tra favorevoli e contrari era prevedibile, ma questo non dovrebbe mai sfociare in attacchi gratuiti o in illazioni infondate. Serve rispetto, per tutti.

La decisione è maturata solo negli ultimi giorni o il possibile ritiro del progetto era già stato tematizzato all’interno del vostro gruppo?
Personalmente, durante questi ultimi mesi e in alcune situazioni, mi è capitato di pensare “adesso getto la spugna”, ma poi l’ottimismo ha sempre avuto il sopravvento. Il ritiro del progetto non è mai stato tematizzato in precedenza. Vedere i membri della Commissione e del gruppo di lavoro impegnarsi con la mia stessa determinazione e voglia di fare è stato molto stimolante. In questi ultimi giorni però qualcosa è cambiato e alcune riflessioni mi hanno portato a confrontarmi con gli altri membri della Commissione. La decisione maturata è stata molto dolorosa, ma condivisa da tutti.

Dove, secondo te, non siete riusciti a far passare il messaggio dell’importanza, per il Comune di Brusio, di dotarsi di una struttura ricreativa immersa in un area naturale unica come quella di Garbela?
A questa domanda sto cercando di rispondere in questi giorni; finora però non ho trovato una risposta soddisfacente. Spesso ci si lamenta di non avere strutture adatte, in particolare per il tempo libero, poi quando si potrebbe creare qualcosa di nuovo improvvisamente ci si rintana in casa, come se dovessimo difenderci o proteggerci da qualcosa. Forse siamo troppo ligi al dovere. Naturalmente questo è anche un pregio, ci mancherebbe, ma magari ogni tanto dovremmo imparare a coccolarci un po’ di più, anche come comunità.

Secondo te, è solo una questione di finanze?
Il fattore economico è sicuramente determinante. Se si considera solo l’esborso per la realizzazione del progetto, allora la cifra è importante. A questa cifra bisognerebbe però contrapporre anche quella delle entrate. Una struttura del genere vive ed è dinamica. Quando si investono ingenti somme per ristrutturare, ad esempio, le strade, non ci si pone molte domande e si accetta subito, perché “bisogna farlo”. Un progetto del genere non è indispensabile e quindi la questione finanziaria assume maggior importanza. Poi ci saranno anche altre ragioni, immagino, legate magari all’ubicazione o alle dimensioni della struttura. Realizzare il progetto perfetto per tutti è cosa impossibile. Personalmente mi ha dato invece molto fastidio sentirsi dire che questo progetto è stato pensato su misura per favorire solo alcune persone.

Dopo oltre un decennio, durante il quale si sono presentati diversi progetti e in cui si sono moltiplicate le discussioni sia dentro che fuori i gremi politici su come utilizzare al meglio l’area di Garbela, pensi che domenica scorsa sia stata definitivamente scritta la parola fine sul progetto?
Prima di tutto aspettiamo il prossimo Consiglio comunale per capire come si intende proseguire. A prescindere dalla decisione che verrà presa, sono convinto che l’area di Garbela vada valorizzata perché si tratta di un piccolo angolo di paradiso. Se qualcuno volesse portare avanti il progetto, anche modificandolo, ben venga. Garbela è di tutti i brusiesi!

Che consigli ti sentiresti di dare, qualora un nuovo gruppo decidesse di credere nuovamente nel progetto?
Non ho consigli particolari da dare. Lavorare ad un progetto, pubblico o privato che sia, richiede tenacia, entusiasmo e passione. Augurerei a questo nuovo gruppo di lavorare con serenità, questo sì. Per fare bene, serve tanta serenità. E non mancherebbe il mio appoggio morale.

Provi più rabbia o delusione per non essere riuscito a portare a termine l’opera assieme a tutta la Commissione turismo?
Fortunatamente non provo sentimenti di rabbia. Lavorare a questo progetto con la Commissione turismo e il gruppo di lavoro Garbela è stato un piacere e mi ha fatto crescere. La delusione per la decisione presa insieme alla Commissione era palpabile fino a pochi giorni fa. Oggi invece sono tranquillo e consapevole di aver dato il massimo insieme a tutti gli altri. Resta il rammarico per non aver portato a termine il progetto. Ora non mi resta che capire dove ho sbagliato e dove e come potrò migliorare in futuro. Servirà per affrontare le nuove sfide e realizzare i nuovi progetti.


Riaperti i negozi, pensi possa essere il turno anche dei ristoranti?

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