A chi la parola?

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Nel 2004 un gruppo di amici ha dato vita con molto entusiasmo a ilbernina.ch

Tre i principali obiettivi: offrire ai poschiavini di tutto il mondo un’alternativa di informazioni locali autorevole e di attualità, partecipare in maniera indipendente alla disputa politica proponendo idee e iniziative anche di carattere culturale, creare inoltre una piattaforma moderna di discussione – una specie di taul rudont virtuale – dove i lettori possano discutere le proprie opinioni d’interesse pubblico. Dei tre obiettivi l’ultimo è rimasto quasi incompiuto.

 

Può tranquillizzare il fatto che portali più prestigiosi del nostro non hanno avuto maggiore fortuna. “Ma perché”?, ci si chiede. Per quale ragione al famoso taul rudont tutti hanno ricette geniali sul come risolvere i nostri problemi, ma solo poche persone partecipano ad una discussione online costruttiva?

Le alte frequenze di visite quotidiane dimostrano che gli abbonati seguono con interesse le proposte redazionali, così come lo dimostra la partecipazione ai sondaggi. Purtroppo non é però nella nostra cultura esprimere una propria opinione scritta ed identificarsi. Ci si conosce, si potrebbe offendere qualcuno, criticare apertamente potrebbe portarci degli svantaggi. È un tema vecchio come il giornale. Le parole sono pietre, scrisse il noto romanziere Carlo Levi.

Personalmente ritengo che non sono gli argomenti contraddittori a screditare eventualmente chi scrive, ma la forma nella quale vengono espressi (scritti).  La qualità della discussione é fondamentale, confrontarsi civilmente su convinzioni diverse si può imparare. IL BERNINA in questo contesto vuole dare a tutti un’opportunità. Sarebbe molto interessante – per la crescita della nostra comunità e del giornale stesso -, se i lettori ne facessero uso abituale.

A chi la parola?


Bruno Raselli