L’eroe Arturo Fanconi ora celebrato anche a Poschiavo

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Andrea Compagnoni (sulla dx.) in occasione della posa della targa commemorativa in onore di Arturo Fanconi, Poschiavo 28 dicembre 2016

Si è svolta nel pomeriggio di ieri, 28 dicembre, in via Olimpia a Poschiavo, la cerimonia per la posa della targa commemorativa dedicata ad Arturo Fanconi, eroe poschiavino della seconda guerra mondiale. Presenti all’evento Andrea Compagnoni, che nel 1984, dopo lunghe ricerche, scoprì la tomba del milite in un cimitero britannico a Bayeaux in Normandia, il presidente della Società Storica Daniele Papacella e l’ex Podestà Guido Lardi.

Ieri l’inaugurazione della targa sulla casa natia

“Oggi, – ha esordito Daniele Papacella di fronte a un nutrito pubblico – vogliamo commemorare l’esempio positivo di Arturo Fanconi, che, come cittadino della Valposchiavo, ha affrontato in modo eroico una delle tappe più importanti del ventesimo secolo: la seconda guerra mondiale”.

Andrea Compagnoni, colpito dalla storia di Fanconi, per ben quattro volte ha setacciato la Normandia a caccia di una tomba, dell’ultimo luogo terreno del milite poschiavino. Per puro caso, passando in corriera in un giorno tetro e piovoso presso la città di Bayeux ha notato un cimitero che ospitava soldati britannici. Tra 4’600 croci Compagnoni è incredibilmente riuscito a trovare quello che cercava da anni: la lapide di Arturo Fanconi.

“Mi chiesi: sto sognando o è vero? – racconta commosso Andrea Compagnoni – Tornai in albergo, ordinai dei fiori e li portai sulla tomba di Arturo insieme alla comitiva con cui ero in viaggio”.

Successivamente, una delegazione del Comune di Poschiavo, guidata da Guido Lardi, si è recata in Normandia a visitare il cimitero.

L’idea di ricordare con una targa l’eroe anche nel suo paese natio è venuta ad Andrea Compagnoni lo scorso anno, quando ha letto un articolo sul giornale Südostschweiz relativo ai 70 anni dallo sbarco in Normandia. Il titolo insinuava che l’eroe poschiavino fosse stato dimenticato nel suo paese, mentre invece ne onorava la memoria una targa esposta in Normandia.

E così, dopo le dovute richieste al Comune, ieri è avvenuta l’inaugurazione della targa anche a Poschiavo, seguita da un minuto di silenzio accompagnato dall’inno nazionale svizzero. Subito dopo Guido Lardi ha letto le parole dedicate al milite sul muro della casa dei suoi genitori in Via Olimpia 123:

In questa casa vissero Anna e Giulio Fanconi-Schumacher, genitori del sergente volontario dell’esercito inglese ARTURO FANCONI  (1906 -1944) cittadino di Poschiavo caduto a Quinéville (Normandia) il 28 giugno 1944 nel corso delle operazioni di sbarco degli Alleati e insignito post mortem della Corona inglese della “Albert Medal” per il suo comportamento eroico in favore dei commilitoni. Comune di Poschiavo 2016.

La commemorazione è proseguita all’Albergo Suisse con un incontro dedicato ad Arturo Fanconi e al contesto storico in cui è avvenuta la sua morte, tramite la proiezione di un breve spezzone di un documentario degli anni Ottanta prodotto dalla Televisione della Svizzera tedesca SRF e le parole di Guido Lardi e Andrea Compagnoni.

Dal telegiornale RSI del 05/06/2004: l’eroe poschiavino Arturo Fanconi che 70 anni fa partecipò allo sbarco


La storia di Arturo Fanconi
Poschiavino di nascita, inglese per destino familiare, a 38 anni Arturo Fanconi seguì l’appello del primo ministro britannico Winston Churchill ad arruolarsi per difendere non solo il Regno Unito, ma tutta l’Europa dal terrore nazista. Il primo ministro inglese Winston Churchill l’aveva annunciato senza mezze parole: la difesa sarebbe costata «sangue e sacrificio».

Arturo Fanconi – che come cittadino svizzero non era obbligato a prestare servizio militare – ritenne necessario rispondere all’appello e mettersi a disposizione. Così si arruolò nei servizi sanitari della marina britannica. Il suo impegno al fronte fu limitato: perse la vita il 28 giugno, tre settimane dopo quello Sbarco in Normandia del 1944, mentre cercava di evacuare dei feriti da un campo minato.

Dal racconto di Andrea Compagnoni il resoconto degli ultimi attimi di Arturo Fanconi
Mentre Arturo era intento a cucinare il pasto per il suo distaccamento una violenta esplosione colpì la compagnia ferendo gravemente 3 compagni, Fanconi, seppur vittima di una mina che gli aveva divelto gli arti inferiori e causato atroci dolori cercò di raggiungere la valigetta medica per aiutare i propri compagni in difficoltà, ma un’altra mina pose termine alla sua vita.


Foto e video di Pierluigi Crameri


Ivan Falcinella