Caccia al tesoro

0
140

Matteo 2.1 – 12
Sermone dell’8 gennaio 2017 Epifania

Il culto è stato registrato e si può riascoltare al seguente indirizzo:

http://www.ustream.tv/channel/riformati-valposchiavo

1 Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: 2 «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo». 3 Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. 4 Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informò da loro dove il Cristo doveva nascere. 5 Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:

6 “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele”».

7 Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s’informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; 8 e, mandandoli a Betlemme, disse loro: «Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch’io vada ad adorarlo».

9 Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov’era il bambino, vi si fermò sopra. 10 Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. 11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. 12 Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un’altra via.

Cara comunità, da oggi è ufficialmente troppo tardi fare un regalo “natalizio”. Il termine è scaduto. Fino a Epifania, però, nessun dono era “in ritardo”. Quello che arriva da domani per Amazon Prime o altro, è fuori dei termini. In ogni caso, conserva qualsiasi cosa arrivi da domani e mettilo nella tua collezione dei regali “oops”. Di certo nel 2017 avrai molte occasioni “oops!” con cui usarli: un compleanno dimenticato, un regalo d’emergenza, portare qualcosa a una festa!

Nell’Epifania la chiesa legge il testo di Matteo che annunzia l’amore universale di Dio per l’umanità. Con universale non intende soltanto l’estensione, in breve, ovunque, ma la sua qualità, per tutti. Epifania segna il giorno tradizionale in cui la chiesa celebra l’arrivo dei “magi” a destinazione. Questo episodio era talmente imbarazzante per la chiesa primitiva che, nel tempo, ha badato a trasformarlo in un evento folclorico anziché esporlo con profonda ricchezza teologica. Perché? Con il termine mago s’indicavano gli ingannatori, i corruttori, era un’attività condannata dalla Bibbia e vista severamente dalla prima comunità cristiana. Anche nel NT il mago è visto in maniera negativa. La maggior parte di quello che “sappiamo” di questi “magi” deriva dalla tradizione, non dai testi biblici. Matteo non specifica che fossero solo tre. Il numero è suggerito dai tre doni presentati al bambino Gesù. Qualsiasi gruppo di notabili, autorità con trasporto di preziosi che intraprendeva un lungo viaggio, sarebbe stato accompagnato da un entourage di servitori, guardie, animali e custodi. I magi avrebbero viaggiato in una carovana numerosa. Eppure i primi che vengono per adorare e accogliere Gesù sono proprio dei maghi, pagani, quindi le persone ritenute le più lontane da Dio. Ecco la sorpresa scandalosa. Epifania è la “manifestazione” dell’amore divino particolare e universale a tutti.

Vengono questi e dicono di aver visto spuntare la sua stella. E loro avevano associato l’avvistamento alla nascita del “re dei Giudei”. In Numeri 24, con la profezia di Balaam, si parla del sorgere di un astro per Israele, quindi questa stella viene vista come il segno divino della nascita del Messia. I Magi desideravano rendere “omaggio” a questo “re” il più presto possibile. Anche se avevano con sé un tesoro, i Magi erano alla “caccia di un tesoro”. E ogni caccia al tesoro ha bisogno d’indicazioni. Seguivano la stella ma non sapevano quale strada prendere per trovare il nuovo re. Politicamente ingenui da sfiorare la stupidità, questi “saggi” chiedono aiuto al re Erode e si aspettano che lui individui il suo potenziale usurpatore. Ebbene, “All’udire questo Erode restò turbato”, si capisce perché lui era un re illegittimo, sospettoso di chiunque potesse togliergli il regno. Erode e Gerusalemme hanno paura di perdere, uno il trono e Gerusalemme il tempio, l’egemonia e l’esclusiva sulla figura di Dio. Trono e tempio sono all’insegna del potere. Erode si affretta a riunire i sacerdoti e gli scribi per trovare le indicazioni per questi studiosi. La risposta essi la trovano in Michea 5.2 che identifica “Betlemme”, la città natale del re Davide, e 2° Samuele 5.2 che rileva il carattere “pastorale” di questo nuovo sovrano. Mentre i sacerdoti e gli scribi procurano le “coordinate” ai Magi, la stella agiva come GPS personale sul luogo di nascita. La stella li precede come il Signore precedeva il popolo d’Israele nel cammino dell’esodo della liberazione. “Finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino”. L’evangelista è cosciente di non star dando un’indicazione storica. Non è possibile che una stella si fermi su un luogo, quindi fornisce indicazioni teologiche. Al loro arrivo, i magi sono “sopraffatti dalla gioia”, un’emozione in contrasto con la risposta di Erode e dei suoi leccapiedi di Gerusalemme che erano “spaventati” dalla notizia di questa nascita. I magi sono a meta.

I viaggiatori adempirono immediatamente lo scopo del loro viaggio. Essi offrirono “omaggio” al re bambino con un assortimento di doni straordinari che avevano nei loro “forzieri”. Riconoscono in lui non solo un re, ma anche la divinità, il figlio di Dio. Il privilegio esclusivo di Israele diventava patrimonio dell’umanità. Nell’epistola agli Efesini, Paolo parla “delle insondabili ricchezze di Cristo” (vs 8). I doni dei Magi potrebbero essere stati un “fondo d’investimento” per il bambino, ma il dono del Cristo all’umanità ci ha reso eredi di uno sconfinato tesoro: del perdono e dell’amore di Dio, appunto, “delle insondabili ricchezze di Cristo”. L’Epifania è la celebrazione della chiesa di grandi doni. Quello maggiore però, non proviene dai “forzieri” dei Magi. Il dono più grande è la presenza di Gesù nel nostro mondo, per noi, per sanare la nostra vita, e per averci riconnesso nel giusto rapporto con il nostro Dio e Creatore. L’”epifania” divina è il Signore che apre il suo forziere in cui si trovano le ricchezze illimitate per una vita soddisfacente. Oro, incenso e mirra erano l’equivalente di una Carta di Lusso, un biglietto della lotteria da milioni di franchi, o un migliaio di azioni Amazon. I doni dei Magi erano una promessa di abbondanza al bambino. Il dono di Cristo Gesù era la promessa di ricchezza illimitata per ogni figlio e figlia di Dio. Ecco perché questi pagani offrono omaggio al re dei re.

Queste “ricchezze” non sono misurabili in franchi, in immobili o in costosi “giocattoli”. Queste ricchezze sono la promessa di “splendore”, “odore” e “spezie” per la vita. L’oro brilla, ma sotto chiave, accumulato o idolatrato non fa bene. Senza dubbio però, l’oro, il suo splendore, apre nuove vie e possibilità per chi lotta per trovare cibo e riparo, un’educazione e la fuga dalla disperazione. L’oro, simbolo di regalità, è segno che anche i pagani entrano nel regno di Dio. L’incenso era l’esclusiva offerta dei sacerdoti nel tempio, ecco anche il privilegio di essere un popolo di sacerdoti esclusivo del Signore, in breve, un popolo con un rapporto diretto con Lui, passa ora a tutta l’umanità. L’incenso è un “odore” pungente ma dolciastro. È il profumo di casa e comodità, di amore e di cura, dalle proprietà antisettiche e purificanti, rappresenta raccoglimento, pulizia e spiritualità. Era un aroma costoso, ma lo possiamo spargere mentre prendiamo una tazza di caffè con la famiglia o un collega. È nell’odore di un bambino che coccoliamo e curiamo, è l’essenza dell’amore, di comunione e comunità che sappiamo portare al prossimo. Tutta l’umanità diventa popolo sacerdotale, in breve, può entrare in relazione immediata, senza mediatori, con Dio e con questo, propagare la sua essenza. La mirra è una resina aromatica, che si conserva e persiste anche alla presenza della morte. Il dono di “speziare” è quello della forza, convinzione e compassione che è data a ciascuno di noi che crede e abbraccia il Signore. Quello che era particolare di un popolo diventa ora prerogativa dell’umanità che crede. Questo è l’annunzio dell’Epifania: l’amore universale di Dio per tutta l’umanità, e nessuno si può sentire escluso da quest’amore o non chiamato a diffonderlo.

Lasciate che Gesù sia il tuo tesoro. Lasciate che Gesù sia la tua fama. Lasciate che Gesù sia il tuo sogno per il 2017. È solo in Lui e nel suo “forziere”, dove le “ricchezze insondabili” della vita possono essere trovate: l’oro regale per sostenere il mondo; l’incenso sacerdotale per diffondere l’amore di casa e la cura purificante; la mirra per speziare il mondo con la presenza divina. Gesù è la vera caccia al tesoro della vita. Amen.

Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa


Pastore Antonio Di Passa