Scollegati dalla rete

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Giovanni 1.29 – 42
Sermone del 15 gennaio 2017

Il culto è stato registrato e si può riascoltare al seguente indirizzo:

http://www.ustream.tv/channel/riformati-valposchiavo

29 Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! 30 Questi è colui del quale dicevo: “Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me”. 31 Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua». 32 Giovanni rese testimonianza, dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui. 33 Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare in acqua, mi ha detto: “Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo”. 34 E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figlio di Dio».

35 Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli; 36 e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l’Agnello di Dio!» 37 I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. 38 Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: «Che cercate?» Ed essi gli dissero: «Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?» 39 Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.

40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni e avevano seguito Gesù. 41 Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che, tradotto, vuol dire Cristo); 42 e lo condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa» (che si traduce «Pietro»).

Cara comunità, nel mondo della Borsa poche cose sono peggiori dell’insider trading. È sfruttare informazioni non di dominio pubblico per compiere operazioni in Borsa traendo vantaggio dalla conoscenza anticipata. Agendo su “informazioni privilegiate” è prendere decisioni su delle conoscenze “speciali” non ancora a disposizione del pubblico. È avere informazioni private in anticipo.

Il Vangelo di oggi esprime un certo “insider trading”. I discepoli del Battista sapevano da lui, prima di altri, alcune sorprendenti informazioni. Nel vangelo di Giovanni, parti del racconto battesimale di Gesù sembrano un resoconto distante: “Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua”. Giovanni conosceva Gesù. Erano cugini, quanto spesso si erano stati seduti al “tavolo dei bambini ” in famiglia ma Giovanni non conosceva la vera identità di suo cugino. Il Battista e Gesù ripresero contatto da adulti. Al battesimo di Gesù, Giovanni capì subito chi egli stesso intendeva con: “dopo di me viene uno”. Il Battista era incaricato di “battezzare con acqua” ma precisò “Chi mi ha mandato a battezzare in acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è chi battezza con lo Spirito Santo”. Quello che Giovanni vide al momento del battesimo di Gesù lo cambiò da parente a discepolo, da familiare ad adoratore, da “Gesù suo cuginetto” a “Gesù, Figlio di Dio”. E lui passò queste informazioni interne ai suoi discepoli.

Il battesimo segna l’inizio del ministero di Gesù. Tuttavia cambia anche la missione del Battista. Il suo compito diventa di riconoscere e annunciare l’identità di “colui che viene dopo”. Egli indica ai suoi seguaci l’inviato di Dio e alcuni diventarono discepoli di Gesù. Quando Gesù passò accanto al Battista, egli s’inchinò subito confessando ai due suoi discepoli: “Guardate, ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo”. Non chi espia i peccati (plurale) degli umani, ma “un” peccato: il rifiuto della vita che Dio comunica, dovuto a false ideologie, anche religiose, che impediscono alla luce di Dio di arrivare all’umano. Anche se chiamare Gesù “agnello” suona familiare a noi oggi, non lo era alle orecchie degli ebrei del primo secolo. Dato il tono della sua predicazione, è probabile che il titolo, “Agnello di Dio”, si riferisse al potente agnello apocalittico e guerriero, descritto in testi ebraici come 1° Enoch 90.9 – 12 e il Testamento di Giuseppe 19.8. Questo “agnello” apocalittico avrebbe giudicato Israele e spazzato via i peccatori, come il Battista predicava del grano vagliato e della pula bruciata. Le parole del Battista, per quanto strane, portano i due discepoli a Gesù e a “seguirlo”. Tutto cambia, Gesù inizia, il Battista indica al Cristo.

Questi nuovi “adepti” lo seguono, ma non avevano chiaro chi fosse Gesù. Quando Gesù chiede: “Che cercate?” non sanno rispondere. Chiamano questo “Agnello di Dio” “Rabbi”, “Maestro”, poi piuttosto che rispondere, fanno loro una domanda. Il massimo che riescono a chiedere all’”Agnello di Dio” è “dove abiti?”, in breve, “dove andremo a finire?” Forse si aspettavano da Gesù un tutoraggio privato, che questo “agnello guerriero” si dirigesse verso un covo segreto di potenti profeti che avrebbe liberato Israele, per darle di nuovo grandezza. Poiché erano in Betania, sembra probabile che Gesù si trovasse a casa dei suoi migliori amici, Lazzaro, Marta e Maria, non certo persone di potere. Eppure Gesù invita i due a unirsi a lui, e rimasero con lui tutto il giorno. È solo dopo aver trascorso insieme queste poche ore con Gesù che Andrea va da suo fratello Simon Pietro e dichiara: “Abbiamo trovato il Messia”. Hanno cominciato a conoscerlo.

La domanda di Gesù ai due primi discepoli è la stessa che egli chiede ancora a chi vuole seguirlo: “Che cerchi?”. Questa mattina, tu che sei qui, che cosa ti aspetti? Anche noi rispondiamo con la stessa esitante richiesta di protezione: “Se ti seguo dove finirò?” “Qual è il piano?”. Di nuovo, Gesù chiede: “Che cerchi nella vita?” Amore? Senso? Sentirti vivo? Una nuova prospettiva? Un modo per servire e curare gli altri? Fare la differenza in meglio? Una relazione con Dio che ti cambi la vita? O cerchi in Gesù un’assicurazione che ti “protegga”, una cosa “sicura”, un piano perfetto o un GPS infallibile? Sei un discepolo connesso “in rete” o “fuori rete”? La prima risposta dei due discepoli di Gesù dimostra che erano ancora connessi alla “rete” umana. La rete razionale di senso per loro era: dove sarebbero andati e quali costi avrebbero dovuto pagare su quella strada. Gesù però non offrì loro una destinazione né sicura né tranquilla, rispose solo: “Venite e vedrete” (che è anche una delle traduzioni del nome divino in ebraico “l’Io sono”). A loro credito, “vennero e videro”. E rimasero. Si scollegarono dalla “rete” di una vita pianificata e perfetta, razionale e di routine e scelsero la fiducia nella missione d’amore divina per questo mondo. Non c’è garanzia che seguire Gesù verso Gerusalemme porterà applausi o consensi, sia dalla famiglia, dagli amici, o dalla chiesa. Che cosa cerchi da Gesù? Lo scoprirai seguendolo e vedrai la sua gloria.

Quando la “rete” elettrica va giù, diventa freddo e buio. Se vivi al sud, diventa caldo e afoso. C’è chi vive in modo alternativo, sconnesso “dalla rete” nazionale, la maggioranza però desidera sicurezza e protezione. Oltre alla “rete” elettrica che controlla le nostre luci, c’è una “rete” sociale che ci condiziona. Si cerca così l’approvazione altrui, di piacere agli altri, di accodarci agli altri, di non agitare le acque di non rollare la barca. È la rete sociale che ci sussurra di non alzare la testa per paura che sia tagliata. Alcuni di noi hanno una vita così bloccata che vivono in un ingorgo totale tutta la vita, incastrate nella “rete” sociale di ciò che è sicuro e non compromettente. Non è questa la via del discepolato, i due discepoli si scollegarono da questa rete per seguire Gesù. Nel prologo, l’evangelista aveva detto che la luce non combatte contro le tenebre ma splende per dileguarle. E così il peccato del rifiuto umano di Dio non va combattuto ma estirpato. Come? Dice l’evangelista “è lui che battezza nello Spirito Santo”. Battezzare nello Spirito Santo significa un accesso nell’intimo dello Spirito, la forza d’amore di Dio. Qui questo Spirito è definito Santo non solo per la sua qualità divina, ma per la sua attività di santificare, di separare e mandare. Chi accoglie Gesù riceve da lui il suo Spirito, la sua capacità d’amare che lo allontana dalla sfera del male. La rete del Vangelo libera da ogni blocco: emotivo, spirituale, fisico, relazionale, psicologico. Gesù offre la liberazione da ogni “blocco della rete”. Gesù ci risponde come ai suoi primi discepoli: venite e vedrete. Vai avanti. Non guardare indietro. Non agitarti di dove sei stato o dove stai andando. Solo “segui me”. Scollegati dalla rete opprimente.

Il Battista passa delle informazioni interne ai suoi discepoli. Con il battesimo di Gesù, la sua missione cambia, non più a raddrizzare la via del Signore e a battezzare, ma a indicare “l’Agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo”. Queste informazioni interne porta due dei suoi discepoli a seguire Gesù. Non sanno che cosa farà questo strano “Agnello di Dio” ma lo seguono. Che cercate? Dice Gesù, fama, senso, sicurezza, emozioni? Dove finiremo se ti seguiamo? È la risposta, alla quale Gesù non dà appigli: venite e vedrete! Se mi seguirai, dovrai avere fiducia a ogni passo. Scollegati dai giudizi della rete sociale. Collegati a quella della fede. Lasciamo che Gesù ci sblocchi e ci apra alla straordinaria grazia divina e alla potenza del Vangelo nel realizzare una vita nuova e trasfigurante nel suo Spirito Santo. Questa Buona Notizia non deve rimanere un’informazione interna. Andiamo e vedremo. Amen.

Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa


Pastore Antonio Di Passa