InfoRLife SA firma il contratto collettivo di lavoro per i suoi 185 dipendenti

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A conclusione di una lunga ma “cordiale trattativa” (come hanno tenuto a sottolineare le parti), InfoRLife SA ed il sindacato Unia hanno trovato un accordo per dare vita ad un partenariato sociale.

Gähnne Anke (responsabile UNIA per la Svizzera Orientale) e Arno Russi (responsabile Unia sezione Grigioni)

A questo scopo le due parti hanno sottoscritto, alle ore 15 di martedì 24 gennaio, un Contratto Collettivo di Lavoro (il primo in assoluto nel Canton dei Grigioni nel ramo chimico/farmaceutico) che formalizza il già in atto Contratto di Lavoro Aziendale con alcune integrazioni organizzative. I punti nuovi e rilevanti del CCL rispetto al Contratto Aziendale, sono la costituzione:

  1. di una commissione d’azienda (a tutti gli effetti una rappresentanza sindacale all’interno della struttura)
  2. di un fondo paritetico (alimentato dall’azienda e dai dipendenti non iscritti al sindacato, circa il 50% di quelli presenti) con una partecipazione finanziaria straordinaria, pari a CHF 20’000, da parte della InfoRLife SA.

A dispetto di quanto si poteva prevedere, il contratto collettivo non parla di salari. Nel 2014, infatti, era stato proprio il sindacato Unia ad accusare l’allora ACS Dobfar Info SA di pagare “salari bassi” (clicca qui per leggere il comunicato stampa originale). A distanza di 3 anni, l’organizzazione di lavoro saluta questo accordo molto favorevolmente.

Giuseppe Gobbi Frattini (responsabile del personale e amministrativo) e Sandro Cortesi (presidente del cda)

La InfoRLife SA (ex ACS Dobfar Info SA) è una realtà di rilievo internazionale nel settore farmaceutico e conta, a Brusio, 185 dipendenti per un giro d’affari di circa 80 milioni di franchi all’anno (nel 2005 gli assunti erano circa 50, mentre il fatturato era di circa 10 milioni). Il mercato principale, circa il 90-95% della fetta, è negli Stati Uniti. Il 95% dei dipendenti proviene dalla vicina Valtellina ed il motivo è presto spiegato: da una parte, in Valposchiavo, la disoccupazione è bassissima e quindi sono bassissime anche le richieste di assunzione; dall’altra non sono praticamente presenti laureati in chimica e farmaceutica, mentre i residenti, così come ha spiegato il Presidente del Consiglio d’amministrazione Sandro Cortesi, “hanno poca attitudine al lavoro in fabbrica”, cioè come operai.

L’espansione dell’azienda è ancora in divenire. Grazie ad un nuovo prodotto già brevettato negli Stati Uniti da un importante partner e in fase di produzione nel corso del 2017, ha spiegato il direttore generale Sergio Dusci, si potrà garantire piena occupazione per almeno altri 4-5 anni. In vista, inoltre, c’è l’acquisto di altre due linee di produzione che porteranno all’assunzione di altre tre decine di dipendenti.

Sergio Dusci, direttore generale

 


Marco Travaglia