Arsenico nell’acqua di Poschiavo, nessun allarmismo

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La scelta della fontana fotografata è puramente casuale

Solo l’acqua di una fontana su sei supera i tassi limite di arsenico. Questo è quanto emerso da un certificato di sistema di autocontrollo dei distributori di derrate alimentari effettuato sulle fontane più a “rischio arsenico” sparse lungo il territorio del Comune di Poschiavo, da Pedecosta a Miralago.

L’esito di questa verifica, datato 9 gennaio 2017, parla di cinque fontane con risultati ineccepibili e solamente una sopra la tolleranza di arsenico. Il problema, come più volte comunicato dal Comune di Poschiavo, è da riferirsi alle fonti della sponda orografica destra, dove i valori di arsenico sono sensibilmente più alti della norma, 1.5/2.5 µg/l oltre il limite consentito. Invece, le sorgenti sulla sponda orografica sinistra, quelle captate dalla mano pubblica, rispettano la normativa.

Il Bernina si era già occupato del problema nel maggio del 2013, cercando di rassicurare la popolazione con l’aiuto di Adriano Menghini, allora capo dipartimento ambiente, traffico e infrastrutture, che così si esprimeva attraverso le nostre pagine: “Non c’è nessun pericolo per la salute pubblica e dunque nessuna emergenza sanitaria”.

Il caso arsenico era stato “accresciuto” soprattutto dall’aggiornamento dell’ordinanza sulle sostanze estranee e sui componenti (OSoE), datato maggio 2012 e messo in vigore nel 2013, che sanciva l’inasprimento dei parametri di arsenico consentiti nell’acqua, passando dai precedenti 50.0 µg/l a soli 10.0 µg/l.


Approfondimento sull’aggiornamento dell’ordinanza OSoE
L’ufficio per la sicurezza delle derrate alimentari e la salute degli animali dei Grigioni dopo l’aggiornamento, in vigore dal 2013, dell’ordinanza sulle sostanze estranee e sui componenti (OSoE) ha informato i Comuni e fissato un periodo transitorio di 5 anni, ossia fino al 2018 per dare alle aziende idriche interessate dalla riduzione del valore limite per l’arsenico tempo a sufficienza per adeguarsi. In seguito sono iniziate le campagne di analisi, di verifica della componente arsenico e in aggiunta di quella dell’uranio, di tutte le acque sorgive d’utilizzo pubblico.

I metodi di controllo nel Comune di Poschiavo
Di regola vengono svolte le analisi sulla microbiologia, sulla chimica e, nello specifico, ripetutamente sull’arsenico e uranio. I certificati, 35/40 verifiche annue, sono consultabili presso l’amministrazione comunale. L’acqua potabile, fonte di vita e di energia rinnovabile, del Comune di Poschiavo è ineccepibile. Il Cantone visita e controlla gli impianti e le strutture comunali una volta all’anno e redige un rapporto d’ispezione. I controlli sulla qualità sono liberi e vengono svolti più volte all’anno.


Di recente, il caso di inquinamento da arsenico di Selva Madreda, zona che riceve l’acqua dalle fonti sul versante orografico destro di Poschiavo (sorgenti di Lavineu Selva e Le Prese), ha riportato in auge il problema e creato un certo allarmismo nella cittadinanza.

Il Comune di Poschiavo, dalla sua, grazie al sistema di autocontrollo dei distributori di derrate alimentari, tiene sotto controllo la rete idrica attraverso ripetute verifiche, garantendo la qualità dell’acqua erogata in ogni singola spina allacciata alla rete di distribuzione pubblica: fontane pubbliche, economie domestiche e aziende di produzione di generi alimentari. L’autocontrollo prevede il rilievo autonomo, ad intervalli regolari e nei periodi di criticità. Esso è a sua volta controllato dai responsabili cantonali, Ispettorato dell’acqua potabile, Controllore derrate alimentari, Chimico cantonale.

Inoltre, sempre a tutela dei cittadini, lo scorso autunno, il Comune ha formato il responsabile Comunale, Silvano Cortesi, con il diploma di Fontaniere con attestato professionale federale, attraverso un percorso formativo della durata di 2 anni.

Sulla questione abbiamo intervistato Marco Passini, Responsabile del reparto tecnico del Comune di Poschiavo: “Non sono competente in materia, posso solo esprimere il mio modesto pensiero. L’arsenico, elemento chimico o se vogliamo un semimetallo, è di fatto un veleno. Questo va a confermare i valori severi dell’ordinanza, e la perseveranza dei responsabili a intraprendere tutto quanto tecnicamente possibile a raggiungere la qualità ineccepibile dell’acqua erogata”.

“Certamente, – ha aggiunto Marco Passini – il problema esiste e va affrontato”. Il Responsabile del reparto tecnico del Comune di Poschiavo tiene a sottolineare la responsabilità dei gestori di strutture turistiche e dei consorzi dell’acqua potabile privati riguardo il consumo di questo genere alimentare e il relativo obbligo d’informazione da dare al singolo consumatore. “A tale proposito – aggiunge – il Comune informa sui media e sulla bolletta”.

Quali sono gli accorgimenti attuali per fornire un approvvigionamento idrico adeguato in tutto il Comune di Poschiavo?
Al momento, per 10 mesi all’anno, riusciamo a garantire un’acqua con livelli di arsenico a norma in tutta Poschiavo. Questo avviene grazie al miscelamento fra sorgenti con più bassa concentrazione di arsenico e quelle con più alta presenza di quest’elemento chimico, nonché grazie all’accumulo d’acqua nelle ore notturne che viene poi distribuito nelle ore diurne”.

Il sistema idrico a Poschiavo è sempre stato gestito dal Comune?
L’acqua è stata captata e distribuita nelle case a partire dal 1900 circa. Fino al 2004 erano i Consorzi dell’acqua potabile delle singole frazioni a garantire le strutture e a gestire l’approvvigionamento. Dopo la votazione popolare del 16 maggio 2004 il compito
è stato assunto dal Comune. Si tratta dall’approvvigionamento idrico e del servizio anti incendio, con rispettive reti di distribuzione, serbatoi, captazioni e strutture idrauliche necessarie.

Quindi la sfida attuale è il rinnovo delle reti di distribuzione?
Un piccolo impianto frazionale non è per forza conforme ad una rete di distribuzione comunale che si sviluppa da Pedecosta a Miralago. Attualmente ci occupiamo dell’aggiornamento del progetto generale degli acquedotti, concetto sviluppato nel 1993, aggiornato una prima volta nel 2003 e giunto alla fase conclusiva di un secondo aggiornameto nel 2017. Un’evoluzione al passo con i tempi e le prescrizioni. Le sfide, o meglio, i temi attuali sono la garanzia di qualità: il rinnovo delle reti e degli impianti e la delimitazione delle zone di protezione delle sorgenti.

Qual è l’obiettivo che vi prefiggete per il futuro idrico?
L’impegno e l’obiettivo degli operatori è l’approvvigionamento e il controllo severo della qualità.  Per questo motivo la distribuzione è garantita dalle sorgenti ineccepibili, con la limitazione degli impianti esistenti. La durata di vita degli impianti è pari a 60/80 anni. Quindi il cambio da impianto consorziale a impianto comunale è un’evoluzione da gestire a medio/lungo termine.


Ivan Falcinella