Votazioni: spenta definitivamente la fiaccola olimpica

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Per la quarta volta in meno di quarant’anni, il popolo grigionese ha detto no ai Giochi olimpici. E lo ha fatto senza se e senza ma, in modo eloquente, in maniera molto più netta rispetto a quattro anni fa, allorquando si diceva che il progetto era perfettibile e che, facendo tesoro di alcuni errori veniali, come la scelta di due sole località, il verdetto si sarebbe potuto ribaltare.

Il popolo ha invece dimostrato che non è così. Non è una questione di concetto e neppure di strutture o di località, sono proprio le Olimpiadi, come tali, che il popolo non vuole sul suolo grigionese. Lo ha detto e ripetuto chiaramente in tutti questi anni. Inutile quindi arrabattarsi in altri progetti che prevedano più tecnologia o ecologia, più regioni o infrastrutture già esistenti. La risposta è no e, per una generazione almeno, il discorso dovrebbe perciò essere chiuso.

Non sono quindi i Giochi olimpici a dover fare da traino ad una robusta ripresa del turismo e dell’economia nel nostro Cantone, concetto sul quale erano fermamente convinti il Governo e la maggioranza del Parlamento, nonché gli ambienti economici e tutti i partiti borghesi. Archiviata dunque definitivamente l’idea delle olimpiadi, per rimettere in moto una congiuntura da anni ormai poco più che stagnante, dovranno ora emergere concretamente i concetti alternativi, in parte già evidenziati dagli oppositori durante la campagna d’avvicinamento al voto e che hanno ora l’occasione di dimostrare anche la loro efficacia.

Anche i mondiali di sci, tuttora in corso a St. Moritz, non hanno dato una mano alla causa olimpica, permettendo di sfruttare l’onda emotiva e l’entusiasmo del momento. Questo a dimostrazione che le dimensioni dei due eventi non sono paragonabili fra loro. La scintilla olimpica è ora rimasta accesa solo in Vallese e solo il tempo dirà se un giorno questa fiammella si trasformerà in fuoco. A quel punto sarà il Vallese a dire se i Grigioni hanno perso un’occasione.

Stesso destino, ma su un fronte diverso, ha atteso al varco la Legge sulla Riforma III dell’imposizione sulle imprese, oggetto votato a livello federale, respinto con quasi il 60% di contrari. Anche in questo caso si tratta di una sconfitta dell’”establishment” politico che, sinistra a parte, proponeva l’accettazione della legge per evitare la possibile fuga in altri paesi di grosse multinazionali estere, con la conseguente perdita di decine di migliaia di posti di lavoro in Svizzera e competitività nei vari comparti dell’economia. Il popolo ha dimostrato di essere molto sensibile sulle tematiche fiscali, obbligando ora Consiglio federale e Parlamento a studiare soluzioni più eque e meno onerose per tassare le holding, in sintonia con le normative internazionali alle quali la Svizzera dovrà presto adeguarsi.

Olimpiadi e Riforma III, per quanto potevano risultare differenti fra loro, erano legate da un comun denominatore, quello di creare le condizioni quadro per il rafforzamento dell’economia in Svizzera e nei Grigioni e la creazione di nuovi posti di lavoro. Il popolo è stato di tutt’altro parere, ritenendo ambedue i concetti non supportati da validi argomenti e le sfavorevoli ripercussioni sull’economia, in caso di voto contrario, ancora tutte da dimostrare. Anche qui sarà il tempo a dirci chi aveva ragione.

Dal punto di vista politico emerge la netta sconfitta dell’UDC, battuto su quasi tutti i temi, mentre il turno elettorale arride alla sinistra. Presto per dire se è in corso un cambiamento degli equilibri, si tratta comunque della prima vera e propria battuta d’arresto dei partiti borghesi dopo la netta vittoria alle ultime elezioni federali.


Piero Pola

4 COMMENTI

  1. Tutti quei “Grandi Politici” dei “Pro”, delle Olimpiadi nei Grigioni e della riforma III che hanno incrementato e poi incassato la “batosta”, dovrebbero tirare le conseguenze ed “andarsene” a quel Paese! Cominciando dai Grandi Poschiavini eletti dal Popolo!

      • le Idee ci sono (leggi per.es. quanto scritto dal Signor Dario Monigatti in un precedente articolo apparso su questo giornale). Comodo per Chi era favorevole, dire ora che ci pensino gli altri. I nostri politici (a livello comunale, cantonale e purtroppo anche federale), non ci rappresentano piu’. Come spiega il fatto che sia St.Moritz che Davos, sono contrari alle Olimpiadi? Forse sono l’unico covo di socialisti contrari a tutto cio che viene proposto dagli altri partiti? Di questo passo, i politici attuali, proporranno una terza votazione sulle olimpiadi, anziché cercare alternative (molto piu valide, fondate e con effetto a lungo termine per le nostre regioni).