E laggiù, le lampare!

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Un editoriale, per un giornale, rappresenta un articolo di fondo, una specie di biglietto di presentazione e, normalmente, viene scritto dal direttore della testata e messo in prima pagina. A Il Bernina mancava un editoriale, ma per un giornale online non era e non è facile immaginarne forma e contenuto: un editoriale al giorno? Uno alla settimana? Scritto dal presidente? Dal responsabile di redazione? Dai collaboratori esterni?

Con il nuovo sito, vi sarete accorti, è dunque partito anche il progetto di un editoriale. Ho avuto l’onore di esser parte delle persone scelte per questo spazio di scrittura, senza ancora sapere scadenze e ritmi. Ecco: spazio di scrittura. Mi ritrovo in questa definizione; mi piace riempire una pagina bianca con parole che, allineate con cura, raggiungono la curiosità del lettore, tenendolo attaccato all’articolo fino all’ultima riga.

Prima regola immagino sia quella di essere breve. Il lettore di un quotidiano va spesso di fretta, non gli si può rubare troppo tempo! Poi bisognerebbe saper essere intriganti, aver una storia da raccontare, anche solo un fatto o una riflessione che vengano però offerti in modo appetitoso. Le parole, dico sempre, possono essere musica, carezze, ritmo, possono affascinare o possono risultare pesanti e tediose. Una bella responsabilità dunque per chi scrive.

Per oggi allora una storia breve di parole.
“E laggiù le lampare” è il titolo di una canzone nuova di Pippo Pollina, cantautore e cantastorie siciliano, emigrato in Svizzera e conosciuto anche in Valposchiavo. Ha presentato, il 12 gennaio scorso, a Coira, il suo ultimo CD “Il sole che verrà”. Un concerto bellissimo, con tanti canti ma anche tanta parola (e la metto apposta al singolare!), parola ben dosata per raccontare e quietare la curiosità nel pubblico. La poesia del titolo del canto “E laggiù le lampare” è già musica da sola, e la canzone mantiene la promessa del titolo.
“La musica ha una sua responsabilità”, ha detto Pollina parlando del mestiere del cantautore, perché tutti ne abbiamo bisogno. Quanta verità!

Allora oggi regalatevi questa bella frase, “E laggiù le lampare… “: lasciatevela risuonare nelle orecchie come quasi una preghiera, di sicuro come una carezza perché le parole, ogni tanto, possono anche caricarsi la responsabilità di farci bene.


Serena Bonetti