L’isola del «Cioccolatino»

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Incantesimi, sogni, ombre che vagano come uomini, bambini che volano… e poi ancora musiche, canti, balli, emozioni, applausi. Tutto questo è avvenuto in occasione dello spettacolo «L’isola che non c’è», presentato da «Il Teatro del Cioccolatino» lo scorso fine-settimana presso le scuole di Li Geri a Campocologno.

Se è vero che ognuno di noi è destinato a crescere e ad invecchiare, è altrettanto vero che ognuno di noi un tempo è stato bambino. E, in quanto tale, dotato di una primaria facoltà che oltrepassa i confini della realtà: la fantasia. È questo, in essenza, il filo che fa da trama in «Peter Pan», il racconto-fiaba dello scrittore scozzese James Matthew Barrie. Un libro che, ahimè, non avevo ancora tenuto fra le dita, ma che ora, procuratomene una copia in biblioteca su sollecitazione della seducente recita dei «Cioccolatini», ho iniziato a leggere con non poco interesse.

Nel pomeriggio di sabato scorso, infatti, appena spentesi le luci in sala, i piccoli attori del «Cioccolatino», diretti dal regista, drammaturgo e chitarrista Valerio Maffioletti, e dalla maestra Luciana Nussio al pianoforte, hanno dato vita ad uno spettacolo di rara bellezza, trasportando l’intera platea su di un’isola animata da fate, pirati, pellerossa, coccodrilli, ma soprattutto dall’estrosa fantasia di Peter Pan, lo spregiudicato e impertinente fanciullo che non vuole crescere. Sì, proprio lui, il Peter Pan di Barrie, che assurge a simbolo della spensierata fantasia dei bambini e, come dichiarato dal regista nell’intervista qui allegata, rappresenta un po’ anche la sua scelta di vita: quella di fare teatro. Un luogo immaginario e magico che c’è e non c’è.

La rappresentazione, che è andata in scena pure nella serata di venerdì 3 marzo, è frutto di un libero adattamento di Valerio Maffioletti sulla traduzione italiana del testo di Barrie in cui, oltre a temi musicali legati all’ambientazione fiabesca, sono state sapientemente integrate tre famose canzoni di Edoardo Bennato. Ispirate dal medesimo racconto, esse sono state cantate dal vivo dal coro dei «Cioccolatini». A questo progetto, patrocinato dalla Pgi Valposchiavo, hanno inoltre collaborato anche le madri dei giovanissimi attori nell’allestimento scenografico, nella scelta dei costumi e nel trucco.

Quella del «Cioccolatino» è una realtà ormai consolidata nel panorama culturale-educativo della valle e quest’anno, tra l’altro, ricorre il ventesimo anniversario dalla nascita della compagnia teatrale. Maffioletti è ormai divenuto sinonimo di teatro e più in generale di cultura in Valposchiavo. Il suo fattivo contributo verso generazioni di giovani e meno giovani attori dilettanti, nonché verso il pubblico interessato a questo tipo di eventi sul nostro territorio, è stato ed è a tutt’oggi di indiscutibile valore. Soltanto a giudicare dall’enorme affluenza di pubblico per queste due ultime recite e dall’affetto di moltissimi spettatori, tributato nei suoi confronti a fine spettacolo, Valerio Maffioletti deve avere un pezzo di cuore che batte per la nostra valle.

Se l’obiettivo del teatro per bambini è quello di educare a relazionarsi anche attraverso il gioco, allora direi che gli spettacoli offerti dai «Cioccolatini» in questi scorsi anni sono andati ben oltre ciò. Sono sicuro che molti spettatori, come nel mio caso, si sono fatti letteralmente trasportare dall’immaginazione e hanno riscoperto la propria anima fanciullesca, mentre i piccoli attori (in quest’ultimo caso in balia del genio di Peter Pan) sono diventati i veri adulti che ci prendono per mano e raccontano una storia diversa dall’ordinario, ma che meglio di altre riesce a disvelarci i misteri della realtà in cui viviamo.

E se ci mettessimo attentamente in ascolto, anche in altri momenti della vita, sono convinto che potremmo ancora udire lo squillo di «Campanellino»… Chissà, forse la fatina volante ci aiuterebbe a superare alcuni ostacoli apparentemente insormontabili della quotidianità.


Achille Pola

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