Che cosa è la vita eterna?

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Giovanni 3.1 – 17
Sermone del 12 marzo 2017

Il culto è stato registrato e si può riascoltare al seguente indirizzo:

http://www.ustream.tv/channel/riformati-valposchiavo

3:1 C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. 2 Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni miracolosi che tu fai, se Dio non è con lui». 3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. 8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito». 9 Nicodemo replicò e gli disse: «Come possono avvenire queste cose?» 10 Gesù gli rispose: «Tu sei maestro d’Israele e non sai queste cose? 11 In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza. 12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti? 13 Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell’uomo.

14 «E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, 15 affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. 16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Cara comunità, anni fa, mentre un signore guardava la TV, sul suo schermo apparve un avviso che un tornado era diretto verso la sua città. Il tempo di leggere e le luci si spensero. Si rivestì in fretta, trovò una torcia elettrica e poi disse: sentii un rumore e mi diressi verso la porta, mentre i vetri della stanza andavano in frantumi e tutto era aspirato, mentre cercavo di chiudere la porta, questa si sollevò, svenni e rimasi sul pavimento. Lì in terra, il tempo sembrava essersi fermato e tutto in casa mi volava sopra, raschiandomi e battendomi la schiena. Poi il caos smise, non c’era più la stanza, nulla più della casa. Quest’uomo spiegò così la sua sopravvivenza: “Il Signore mi teneva per una gamba, lasciandomi capire che non avevo compito ancora tutto il suo compito”. Gli statunitensi dicono: “Niente concentra di più la mente che un’impiccagione all’alba”. In altre parole, di fronte al pericolo di morire, il nostro cervello prende coscienza di ciò che è più importante e amiamo veramente e ciò che crediamo.

Di solito, viviamo distratti nel tempo che passa. Quando la vita è minacciata da un pericolo di morte, viviamo il momento non in tempo reale ma come se fosse rallentato. Nel pericolo, si dice, ti scorrono i ricordi di una vita. I secondi e i minuti spariscono e quegli instanti ti sembrano un’eternità. Questi brevi momenti “speciali” ci fanno vivere sospesi in un “fuso orario” rallentato, extra terreno, per cui le ore passano senza rendersene conto. I chirurghi che operano, gli atleti sul campo da gioco, i musicisti in concerto, sperimentano tutti una sensazione di “guerra al tempo” quando ritornano da quel “fuso orario”. Un lungo intervento chirurgico al cuore; una gara estenuante o una giornata di pianoforte, e nessuno dei protagonisti ricorda questo tempo in minuti o ore, ma come un evento unico. In queste esperienze la mente, il corpo e lo spirito lavorano insieme senza soluzione di continuità, con armonia, perdendo la reale cognizione del “tempo” in minuti o ore. Anche noi conosciamo questi momenti “sospesi nel tempo” che rendono, per esempio, i giorni di vacanza come estendersi all’infinito e tuttavia volare via in fretta. Due giorni spesi a lavorare al ritmo della “vita come di solito” scorrono a un ritmo diverso da due passati a scalare una montagna o al mare. Basta una telefonata dal “mondo come il solito” e siamo trascinati indietro nella dimensione normale delle ore e dei minuti. Noi viviamo già piccoli momenti di “eternità” in cui il tempo si ferma.

Queste esperienze sono pezzetti momentanei di quello che il Vangelo di oggi definisce “vita eterna”. Una vita in cui la qualità del tempo si estende all’infinito. Giovanni 3.16 è il versetto più conosciuto nella Bibbia: “Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Unigenito Figlio affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna”. Che cosa è la vita eterna? Chiariamo prima che cosa non è. Non è una “vita immortale”. Le divinità greche del pantheon erano immortali e, oberate dal peso di giorni interminabili, diventavano inqueti scaricando la loro noia eterna sulla vita dei mortali. Non è una sequenza di eventi cronologici estesi all’infinito. È, invece, una vita vissuta senza tempo, ma come la immaginiamo? In realtà lo facciamo tutti i giorni. Di solito pensiamo al “tempo” o al passato o al futuro. Per gli umani, tutto è passato o futuro, non c’è presente. A dispetto del parlare sempre di “vivere nel presente”, “qui e ora”, il presente è quel fuso orario di cui non sappiamo nulla. Viviamo nel flusso di passato – futuro. L'”adesso” se ne va come il battito di ciglia. Gli umani non conoscono presente, nessun “adesso”. Il presente, “adesso”, è il fuso orario di Dio, dell’eternità. La vita eterna è la condizione in cui Dio vive. Entrare nella vita eterna è accedere nel possesso della vita che è di Dio. È essere innalzati sopra il puramente umano, delle cose transitorie, nella gioia e nella pace che sono solo di Dio. Si entra in questa stretta relazione nascendo di nuovo in Cristo, rendendogli l’amore, il timore, la devozione e l’obbedienza che dobbiamo a Dio. In Cristo ci dice: vieni a stare con me! Qua e là abbiamo frammenti di “vita divina”.

“Adesso” è il momento senza tempo che contiene tutti i momenti passati e futuri in un presente istante eterno. Il teologo Paul Tillich ha scritto dell’”Adesso eterno” e mise Dio in quel “fuso orario” o “zona senza tempo”. In altre parole, l’interezza di Dio si trova nella vita eterna dell’”adesso”. Avete mai provato a spiegare i “fusi orari” ai bambini? Come possono essere le tre in un posto e le sei in un altro? Più difficile è spiegare la “linea della data” internazionale. Puoi vivere nel tuo ieri o nel tuo domani, a seconda se vai a est o a ovest. Vivere nel fuso orario dell’”adesso” è diverso. È l’opposto di analizzare e dividere il tempo in giorni ore o minuti. Quando la tua “vita lampeggia davanti ai tuoi occhi” e sperimenti i tuoi ricordi, le sensazioni, le impressioni, le emozioni in un lampo concentrato di chiarezza, questo è un momento “formativo” che abbraccia e incarna la totalità della vita, e non si può contare in minuscoli frammenti esistenziali. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna”. Quando Gesù promette il dono della “vita eterna”, non fa sperare in qualcosa futura. La vita eterna è un dono di ORA e per il suo fuso orario viviamo ora con Dio. È la capacità di superare la gabbia del passato e del futuro e di vivere il tempo divino adesso. La vita umana rinata riceve integrità perché “Dio ha tanto amato il mondo”. Sentito? “Dio ha tanto amato il mondo”. Il momento dell’amore divino è “ora”. Adesso sei nel suo fuso orario.

È possibile perché Dio “ha dato il suo Figlio unigenito”. Il Signore ha dato prima il Figlio a una vita terrena. Poi il Figlio ha donato se stesso in croce affinché capissimo la grandezza dell’amore del Padre. Per Cristo sulla croce noi abbiamo riconciliazione e accesso al Padre per vivere nel suo “adesso”. Ora siamo figlie e figli, noi gli apparteniamo, adesso. Ecco i momenti “ora” sono quelli di Dio, quelli che vivi “sospeso nel tempo”, in un fuso orario in cui ti senti vivere. Quali hai già sperimentato? Il momento in cui eri innamorato. Per la nascita di un figlio. Quello della morte di una persona amata. Il momento in cui l’auto di famiglia si è schiantata. Quello in cui hai avuto il tuo primo lavoro o al pensionamento. Il momento in cui hai confessato di avere una dipendenza o quando hai sentito perdono. Tutti questi decisivi momenti “ora” sono il luogo in cui Dio c’è, in cui il dono di Cristo porta integrità e guarigione, invitandoci a seguirlo. Questi momenti “ora” rendono la vita degna e ci invitano alla presenza eterna con Dio. In questo tempo contiamo i giorni alla passione di Gesù. A quel giorno quando la croce ci ha aperto la porta per una vita presente, di ora, con Dio senza più conteggi di tempo. È vero, i nostri giorni sono contati, i miei e i tuoi. Che numero è oggi? Questo potrebbe essere il centesimo, il decimo o l’ultimo giorno. L’eternità non è numerata. Un missionario nelle Filippine definisce così il tempo: per capire il valore di un anno chiedilo a uno studente bocciato. Per capire il valore di un mese chiedilo una madre che ha partorito un bambino prematuro. Per capire il valore di una settimana chiedilo a un editore di un settimanale. Per capire il valore di un giorno chiedilo a un operaio a giornate con sette figli da sfamare. Per capire il valore dell’eternità cerca Cristo e tutte le sue ricchezze. In Cristo vivere nell’eterno presente è possibile, perché Dio ci ama.

Trovarsi scaraventati in mezzo a un tornado, ti fa lampeggiare la vita davanti. Il tempo diventa sospeso, i minuti non esistono più. L’essenziale diventa chiaro. Questi e altri sono momenti ci portano in un fuso orario dove il tempo acquista qualità. La vita eterna è un tempo di qualità in cui l’adesso diventa senza tempo, è la dimensione in cui vive Dio. Per Cristo, noi siamo invitati a entrare nella vita di Dio, non dal passato e nel futuro ma ora, adesso è il momento eterno con Dio. Sei figlia, sei figlio, invitato a seguirlo per vivere adesso con Dio. Credi in lui, confida in lui e seguilo. “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chi ha mai crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.” Non hai bisogno di trovarti in mezzo a un tornado! È adesso che hai la vita con Dio! Amen.

 

 

Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa