Italiano bistrattato dall’Ospedale cantonale dei Grigioni

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Immagine dal sito: www.ksgr.ch

Ad alcuni è noto che il sito web dell’Ospedale cantonale dei Grigioni affida la traduzione in italiano al famigerato “Google Translator”, mostrando evidenti strafalcioni linguistici, dei quali però nessuno sembra preoccuparsi. La situazione non è nuova: da qualche anno la traduzione in italiano, che prima non esisteva nemmeno, è gestita da un’applicazione che svilisce la nostra lingua.

Digitando il nome italiano dell’ospedale in un motore di ricerca è tra l’altro impossibile raggiungere direttamente il suo sito web (www.ksgr.ch), anche prendendosi il tempo di scorrere diverse pagine di risultati.

Ecco alcuni degli esempi più eclatanti che possono essere ritrovati sul sito, partendo dalla pagina principale («casa»):

  • Kantonsspital Graubünden è come ospedale centrale del sud-est della Svizzera, maggiori datori di lavoro indipendenti del cantone. Il nostro obiettivo principale è quello di rendere il soggiorno, l’assistenza infermieristica e cure mediche per i nostri pazienti ad un elevato standard di qualità e di miglioramento continuo sostenuta…
  • Il braccialetto del paziente che si è creato nella zona trattata e portarlo fino alla vostra uscita…
  • Una consultazione nel corso delle consultazioni con kindergynäkologischen bambine è utile nei seguenti casi…
  • Così tumori nella testa e all’interno del corpo con finora non possono essere trattati in maniera non invasiva precisione possibile tenutasi oggi…
  • L’arruolamento dei pazienti. Il nostro obiettivo è quello di consigliare i pazienti individualmente e di concedergli un ricovero liscia in ospedale…
  • Gastronomia paziente. Sui reparti di servire i nostri ospiti e hostess dei Servizi Camera con il cuore e l’anima. (…) Con una equilibrata offerta di cibo hai rapito il team di cucina nel mondo della cucina eclettica. La preparazione del cibo di buona qualità inizia con l’acquisto di cibo onesto…

Interpellata a questo riguardo, la Pro Grigioni Italiano ha ammesso che il problema dell’italiano presso l’Ospedale cantonale (non solo per quanto riguarda il sito web, ma anche e soprattutto per quanto riguarda i rapporti con il personale medico e infermieristico) è conosciuto da tempo, ma che a nulla sono valsi finora i diversi appelli lanciati su più fronti con il sostegno del Sodalizio nell’ultimo decennio: lettere al Governo e interrogazioni parlamentari dedicate in generale alla posizione dell’italiano nel servizio pubblico cantonale sono cadute nel vuoto.

Nel dicembre dello scorso anno, dopo l’incontro svoltosi nel mese di maggio tra la Pgi e i suoi delegati, il Consiglio dei ministri del Consiglio d’Europa ha pubblicato le raccomandazioni che devono essere rivolte alla Svizzera perché rispetti compiutamente gli impegni assunti sottoscrivendo la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie: la prima delle tre raccomandazioni riguarda proprio l’uso della lingua italiana nel Cantone dei Grigioni, con l’invito alle autorità a «continuare a promuovere l’uso dell’italiano nell’amministrazione e nel settore pubblico dotato di mandato cantonale», citando esplicitamente il settore della sanità.

La verifica delle gravi lacune che il Cantone dei Grigioni presenta nella tutela delle minoranze linguistiche sarà anche al centro dei controlli che la Confederazione condurrà questo e il prossimo anno, dando così seguito al postulato «Allegra, lunga vita al romancio e all’italiano» presentato dalla consigliere nazionale Silva Semadeni.

Nonostante il sostegno finanziario che la Confederazione fornisce ai cantoni plurilingui, infatti, sottolinea la PGI, nei Grigioni le carenze mostrate dalle istituzioni nella salvaguardia e nella promozione della nostra lingua sono innumerevoli, presentandosi ad ogni livello: accessibilità dei servizi pubblici, discriminazioni nell’insegnamento, discriminazioni nelle assunzioni dell’amministrazione cantonale, discriminazioni – fino a poco tempo fa – persino nel sensibile ambito della giustizia, per non dire di quei piccoli ma significativi esempi di noncuranza che la vicenda dell’iscrizione del Museo cantonale d’arte ha portato sotto i riflettori.


Ivan Falcinella

 

 

 

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