Nominata la Commissione edilizia in una serata carica di tensione

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Il Comune di Poschiavo ha di nuovo la sua Commissione edilizia (CE). È stata nominata dalla Giunta comunale lo scorso lunedì 10 aprile 2017, in coda ad una seduta sofferta, durante la quale non sono mancati momenti di tensione fra gli schieramenti politici e anche fra i deputati stessi.

Dopo mesi di accese discussioni attorno al comparto edile, culminati la scorsa estate con le dimissioni in toto dell’allora Gruppo edilizia privata e la relativa nomina di una compagine d’emergenza per il disbrigo degli affari correnti e l’avvallo di proposte per possibili soluzioni future, i contrasti scaturiti dai molti dissidi intercorsi durante le riunioni hanno lasciato il segno, riflettendosi inevitabilmente sulla discussione finale, spesso arenatasi in un ginepraio di cavilli ed interpretazioni che hanno visibilmente esasperato molti dei deputati presenti.

Una seduta non facile per la Presidente Gabriela Menghini Inauen

Già prima dell’entrata in materia riguardo l’approvazione dell’articolo 34 del regolamento della Giunta comunale, volto a conferire alla stessa la facoltà di nominare la CE, il Vicepresidente Reto Capelli chiede ed ottiene il permesso di presentare tutta una cronistoria riguardo l’evolversi del comparto edilizia privata durante i mesi trascorsi, concludendo con  un accorato appello ai colleghi di Giunta di voler prendere decisioni coerenti, che abbiano quale finalità il ripristino di una solida struttura a sostegno dell’Autorità edile.

Liquidata senza grandi patemi la modifica al regolamento di gestione della Giunta, le tensioni tornano a farsi sentire quando si entra nel vivo della discussione in merito al regolamento della Commissione edilizia e, subito dopo, nelle proposte d’aggiornamento della tabella indennità per l’anno 2017, all’interno della quale era rimasta aperta la voce riguardante la CE.

Per il capogruppo dei liberali Fabio Zanetti la proposta di designare un membro del Consiglio Comunale, rispettivamente dell’Autorità edilizia, quale presidente della CE è irricevibile, causa un palese conflitto d’interessi. Non è invece così per il Podestà Alessandro Della Vedova, che insiste sull’importanza di potersi avvalere di un membro con diritto di firma all’interno della CE, per poter snellire molte pratiche senza per questo dover sempre comparire dinnanzi all’Autorità Edile nel disbrigo di delibere minori.

Dopo aver ancora messo in discussione l’assetto formale di alcuni capoversi, come per esempio postulato dal PLD Flavio Lardi, il quale ha chiesto lo stralcio dell’aggettivo “auspicabile” dall’art. 2 cpv. 2 (è auspicabile che almeno un membro principale della CE sia un tecnico edile o con formazione equivalente), il regolamento viene approvato senza modifiche, con 12 voti favorevoli e 3 contrari.

Un pensieroso Alessandro Della Vedova

I contrasti si acuiscono nella discussione relativa alle indennità a favore dei membri della CE, fattore fondamentale nella ricerca di potenziali candidati con il profilo adatto per potersi assumere l’incarico. Come affermato dal Podestà nell’approccio alla tematica,  le indennità proposte possono effettivamente rappresentare uno scoglio nell’assunzione di persone con il curriculum ideale; l’unità di trattamento rispetto alle altre commissioni è però una questione prevalente e va salvaguardata.

Per la PDC Michela Cortesi è inoltre precluso dalla stessa legge sul personale, e la relativa ordinanza, il conguaglio delle trasferte per eventuali incaricati provenienti da fuori valle, per i quali vige il principio del posto di lavoro nel Comune di Poschiavo. Per il capogruppo PLD Fabio Zanetti quest’ultimo punto abbisogna invece di ulteriore chiarezza, in quanto deve poter essere fatta la necessaria astrazione fra impiegato e politico. Egli incarica pertanto il Consiglio comunale di occuparsi entro fine anno della faccenda e formulare proposte.

Per il Consigliere comunale Renato Isepponi ne va pure del fatto che, durante le discussioni relative all’allestimento degli ultimi piani finanziari, si è sempre parlato di tagli, risparmi ed austerità e quindi, dopo aver applicato in modo esemplare questo principio in altri settori, risulta essere alquanto controverso far finta di nulla nel dover mettere in pratica lo stesso concetto anche per i membri della CE.

Per il liberale Capelli è comunque incomprensibile tanta ostruzione a discapito di eventuali candidati provenienti da fuori valle i quali, oltre ad essere altamente qualificati, dovrebbero anche garantire la necessaria imparzialità. La votazione finale vede approvato l’aggiornamento delle indennità così come presentate, con 12 voti favorevoli e 3 contrari, senza quindi un rimborso spese per eventuali candidati residenti oltralpe.

La nomina della Commissione edilizia tramite scrutinio segreto

Non resta ora che nominare i membri della nuova commissione edile, che vengono così proposti dai rispettivi partiti: UDC, Marco Betti (principale); Poschiavo Viva: Daniele Kalt (principale), Carlo Vassella (supplente); PLD, Dino Menghini (principale); PDC, nessun candidato.

Lo scrutinio segreto promuove al primo turno Daniele Kalt, unico candidato con 13 voti a raggiungere la maggioranza assoluta, mentre al secondo turno viene eletto, con 8 voti, Marco Betti. Con 7 voti Dino Menghini non è invece stato nominato. Il supplente Carlo Vassella viene eletto, mediante voto palese, con 15 suffragi. Prima di poter essere definitivamente operativa, la CE attende ora la designazione di un terzo membro principale che sarà proposto dal Consiglio comunale.

Come si presentano i banchi di Giunta dopo il “time-out” chiesto dal Gruppo liberale, prima della votazione per la nomina della Commissione edilizia

L’ordine del giorno prevede ancora le informazioni in merito alle assemblee degli Enti Frazionali di Aino, proposte dal Presidente Graziano Crameri, e di Prada, in merito alle quali il Presidente Reto Capelli chiede di poter intervenire in occasione di una prossima seduta, non sentendosi più in grado di esporre la propria presentazione.

Il Cancelliere annuncia la prossima seduta per il 6 giugno 2017. Un po’ di pausa non fa male. L’aria pesante respirata a fine serata all’interno del Salone di Casa Torre deve avere il tempo necessario per potersi dissipare.


Piero Pola