Anche in Valposchiavo il terrorismo frena i viaggiatori

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Secondo un recente studio realizzato dall’istituto di ricerca bernese GfS, su incarico del Touring Club Svizzero, la paura di attentati terroristici e una percepita mancanza di sicurezza hanno effetti sulle preferenze di viaggio degli svizzeri, soprattutto per quanto riguarda il turismo verso i paesi islamici. Anche i viaggiatori della Valposchiavo evitano mete a rischio come Tunisia, Egitto e Turchia.

Il sondaggio effettuato su un campione di 1’001 persone di tutte e tre le principali regioni linguistiche della Svizzera ha evidenziato come il 60% degli intervistati reputi la minaccia terroristica quale fattore determinante nelle scelte di viaggio, seguito dall’ospitalità degli abitanti del posto (46%) dai rischi per calamità naturali (27%) e dai problemi di lingua (15%).

Lo studio evidenzia come Turchia, Emirati arabi uniti ed Egitto siano risultate le mete con le peggiori preferenze tra le 14 destinazioni turistiche prese in considerazione.

Tornano in auge, invece, le destinazioni nazionali come il Ticino, i Grigioni e il Vallese che sono ridiventate attrattive. Permangono altrettanto appetibili le mete europee limitrofe alla Svizzera come: Italia, Germania, Austria,Francia, Spagna e Portogallo. Oltremare le destinazioni più gettonate sono Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Sudafrica e Thailandia.

“La tendenza è quella di evitare le zone più calde: – ci spiegano dalla Balzarolo Viaggi di Poschiavo – mete come Tunisia, Egitto e Turchia non vengono più prese in considerazione per via della sicurezza. Resta regolare il turismo verso Spagna, Grecia e Italia. Mentre, per quanto riguarda le richieste turistiche in Svizzera, non abbiamo riscontrato cali o aumenti di rilievo”.

Dello stesso parere anche Elvezio Lardi, titolare della Lardi Grafica Viaggi di Poschiavo, che conferma quanto i paesi arabi abbiano perso attrattiva negli ultimi anni. Spagna, Grecia e Italia restano le destinazioni che vanno per la maggiore in Valposchiavo.

Per consultare lo studio completo dell’istituto di ricerca bernese GfS clicca qui.


Ivan Falcinella