Lo sposo fedele

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Isaia 54.1 – 10; 55.1 – 2, 6 – 11; 56. 1 – 2, 6 – 10
Sermone del 18 giugno 2017

Il culto è stato registrato e si può riascoltare al seguente indirizzo:
http://www.ustream.tv/channel/riformati-valposchiavo

54:1 «Esulta, o sterile, tu che non partorivi! Da’ in grida di gioia e rallegrati, tu che non provavi doglie di parto! Poiché i figli dell’abbandonata saranno più numerosi dei figli di colei che ha marito», dice il SIGNORE. 2 «Allarga il luogo della tua tenda, si spieghino i teli della tua abitazione, senza risparmio; allunga i tuoi cordami, rafforza i tuoi picchetti! 5 Poiché il tuo creatore è il tuo sposo; … 6 Poiché il SIGNORE ti richiama come una donna abbandonata, il cui spirito è afflitto, come la sposa della giovinezza, che è stata ripudiata», dice il tuo Dio. 7 «Per un breve istante io ti ho abbandonata, ma con immensa compassione io ti raccoglierò. 9 «Avverrà per me come delle acque di Noè; poiché, come giurai che le acque di Noè non si sarebbero più sparse sopra la terra, così io giuro di non irritarmi più contro di te, di non minacciarti più. 10 Anche se i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, l’amore mio non si allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso», dice il SIGNORE, che ha pietà di te.

55:1 «O voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte! 2 Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò che è buono, gusterete cibi succulenti! … 6 Cercate il SIGNORE, mentre lo si può trovare; invocatelo, mentre è vicino. 7 Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; si converta egli al SIGNORE che avrà pietà di lui, al nostro Dio che non si stanca di perdonare. 8 «Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il SIGNORE. 9 «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri. 10 Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, 11 così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata.

56:1 Così parla il SIGNORE: «Rispettate il diritto e fate ciò che è giusto; poiché la mia salvezza sta per venire, la mia giustizia sta per essere rivelata. 2 Beato l’uomo che fa così, il figlio dell’uomo che si attiene a questo, che osserva il sabato astenendosi dal profanarlo, che trattiene la mano dal fare qualsiasi male!» … 6 Anche gli stranieri che si saranno uniti al SIGNORE per servirlo, per amare il nome del SIGNORE, per essere suoi servi…, 7 io li condurrò sul mio monte santo e li rallegrerò nella mia casa di preghiera; …, perché la mia casa sarà chiamata una casa di preghiera per tutti i popoli».

Cara comunità, il profeta Isaia dice: allarga la tua tenda! Per “tenda” intende il popolo errante e infedele rimasto però ancora proprietà di Dio. Questo popolo deve accogliere altri fuori della sua cerchia. Da questi, Dio creerà un “popolo” nuovo, una comunità allargata. Il compito e la responsabilità di aumentare un popolo è quello dello sposo. L’immagine è di un “marito” che ritorna a casa di un popolo inclusivo, sua sposa, ora di nuovo fedele. Il popolo di Dio si è disperso, ma sono tutti degni di “dimorare” nelle tende del Signore. Per questo devono aprirsi agli altri fuori della propria comunità.

Il profeta ricorda il Dio “Prima di Noè” e quello “dopo”. Il Dio del “dopo Noè” promette di non distruggere mai più la sua creazione e di riportare a se lo smarrito. Il Signore promette al suo popolo che ritornerà in vita e prospererà, non sarà più come morto, desolato, sterile e disconnesso. Il Signore raccoglierà chi erra; e chi lo cercherà, sarà sua proprietà. Per Isaia, Dio è lo sposo e il redentore che ha promesso con la caparra dello “arcobaleno” di non abbandonare più il suo popolo (sposa), e la sua presenza garantirà la “fertilità” del popolo. Dio promette di curarsi di chi lo cerca e lavora nella sua vigna, la sua “casa di preghiera” per tutti i popoli – Gesù scaccerà i mercanti dal tempio perché esso aveva perso la funzione “per tutti”. La casa di Dio includerà tutti – puro o impuro, Ebreo e Gentile: mai più il Signore distruggerà la creazione. Anzi, nel suo piano invia suo “Figlio”, il Liberatore degli smarriti, la base del tempio di Dio costruito con umane pietre e colori di tutti i tipi. Lo sposo ritornerà, restaurerà il matrimonio, la “sterile” nella fede darà nuovo frutto; la smarrita ritornerà al gregge; il desolato e l’assetato, lo smarrito sarà riconciliato. Perché “le mie vie sono più alte delle tue vie, e ciò che prometto, stanne sicuro, sarà riscattato”. A modo mio. Nel mio tempo, dice il Signore del “dopo Noè”.

Alcuni tra noi oggi hanno un peso sul cuore. Alcuni sono arrabbiati con Dio per una perdita di lavoro o per una malattia piombata su noi o la nostra famiglia. Altri potrebbero dubitare che il Signore si preoccupi della loro vita o quella di un nostro caro. Alcuni potrebbero non essere sicuri che il Signore ci ascolti. Se sei uno che frequenta la Chiesa, avrai timore di porti queste domande, per non offendere Dio. Se ti sei avvicinato da poco alla fede, potresti chiederti se ti stai illudendo: c’è davvero un Gesù che può sanare la mia vita? Il Vangelo può cambiare il mondo? Terrorismo, omicidi, rapine, droga, abusi, politica, guerra – i TG ci ricordano che non viviamo in un mondo perfetto. Il Signore fa qualcosa? Menti assetate lo vogliono sapere. Cuori affamati gridano per saperlo. Si preoccupa? Dov’è? Isaia ci dice: il Signore è sempre lì per il suo popolo. Lo sarà sempre per ognuno che cerca e ha bisogno. Il Signore mantiene la sua promessa, ma “Le vie di Dio non sono le nostre vie… i suoi pensieri non sono i nostri, l’agire divino … non è il nostro”. Il Signore non commette atti malvagi, terrorismo, omicidi, rapine, abusi, crimini contro la natura, inganni sociali, questi sono nostri atti di peccato, odio, debolezza, giudizio e vendetta. Le Chiese oggi ricordano i migranti e la prossima, la tortura e la pena di morte, per dire che tutto questo non fa parte di Dio. Le vie del Signore… non sono le nostre vie. I suoi pensieri… non sono i nostri. Se hai un peso nel cuore, sappi che il Signore ti è affianco.

In effetti, alcuni giorni, può sembrare che il Signore sia distratto. Tace quando abbiamo bisogno di ascoltarlo. È lontano quando lo vogliamo vicino. A volte gridiamo e non c’è risposta, almeno non la nostra. A volte, pensiamo che Dio sia come noi – rabbioso e geloso, senza perdono, che ci ferisce, vendicativo, indifferente, malvagio, o almeno, pensiamo che non fermi i malvagi. Il Dio che pensa e agisce come noi è un idolo inventato, il vero Signore è altro. Il profeta Isaia ci aiuta a capirlo: avrò pietà di te, dice il Signore… non importa il passato. Rispettate il diritto e fate ciò che è giusto, perché la mia salvezza sta per venire… beato l’uomo che fa questo, e… trattiene la mano dal fare qualsiasi male. Quanto siamo beati? Il Signore afferma: “Se qualcuno ti assale con ferocia, non sarò io”. Le cose malvage non sono da Dio, né le accetta, né le tollera. Le vede e le conosce, sa il bene e il male e nella sua continua opera creatrice risana noi e il mondo come Lui solo sa. Non parla più come ad Abramo Isacco e Giacobbe, ma ci ha parlato per sempre in Gesù il Cristo. Nel frattempo, viviamo e agiamo per il prossimo “come se” Lui non ci fosse. Tutti noi ci curiamo anche di qualcun altro. Nessuno ce la fa nel mondo senza un altro che ti guarda le spalle. Chi ti è stato dietro? Tu a chi stai dietro? Avete visto la scena quando un bambino inizia a camminare? Il papà lo tiene e poi lo lascia andare un passo, due e poi una caduta. Poi si rialza e via, di nuovo a terra. Fino a quando il passo diventa più sicuro. Più tardi, varrà lo stesso per la bicicletta, giocare a calcio, a scuola. Il papà non può impedirgli di cadere, farsi male, sbattere, fallire un esame o un matrimonio, ma sta lì a rialzare, coprendo le spalle a distanza. Essere lì quando le cose vanno male, è il suo compito. Nessuno può impedire che ti accada qualcosa di spiacevole, né dovrebbe, non saresti libero ma vivresti in una stanza imbottita. Il Signore non si distrae ma ci ritiene maturi.

Non possiamo proteggere i nostri cari in questo mondo imperfetto. Possiamo essere lì a raccogliere i pezzi quando i nostri sogni e le nostre speranze vanno in frantumi. Sì, a volte i nostri cari ci possono mollare. I mariti possono lasciare una moglie o il contrario, il migliore amico può tradirci e un genitore fallisce. C’è però differenza tra le persone e Dio: “Le vie di Dio non sono le nostre vie”. I pensieri di Dio non sono i nostri. Le sue strade … sono più alte delle nostre. Le sue motivazioni… sono più pure delle nostre! Il Signore è sempre “buon” genitore, padre, marito/moglie, “sorella” o “fratello” o “figlia” o “amico”. È sempre lì. Non ha bisogno di ripetercelo continuamente. E se la vita ci delude in molti modi, il Signore ci ha donato una speranza indistruttibile. Dio ama sempre. Dio perdona sempre. A questo punto, dobbiamo capire che: se abbiamo conosciuto Dio in Cristo, accolto l’Evangelo in noi, ricevuto il dono della fede, non serve rivolgersi al Signore come se fosse un idolo cieco e muto! Noi viviamo nel suo Spirito certi della sua presenza sanante. Non serve chiedere o avere continue prove del suo amore, le abbiamo avute una volta per sempre, la croce è l’eterna conferma. Niente ci separa dal suo amore, niente ci fa dubitare che si cura di noi.

Isaia ci parla del Dio “dopo-Noè”. È un momento ENORME. Il Signore si ricorda della sua promessa: nonostante la ribellione e la disobbedienza, è lì per il suo popolo, con amore e compassione, leale e misericordioso, per donargli una vita indistruttibile. È lui che ci copre le spalle. Il profeta Isaia dice: cercate il Signore, … invocatelo mentre è vicino. Lasci l’empio la sua via… ; si converta al Signore che avrà pietà di lui, … e non si stanca di perdonare. Infatti, i miei pensieri non sono i vostri, né le vostre vie sono le mie vie, dice il Signore. In un mondo spietato e ingiusto, in una vita con gioie e tumulti, alti e bassi, il Signore è la tua costante. Presente, misericordioso. Sempre alle spalle. Non hai bisogno di invocarlo come un idolo muto e cieco. Per Cristo Gesù puoi andare nelle praterie che ti ha messo davanti certo della sua presenza. Amen.

 

 

 

Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa