Assistenza agli “asilanti” minorenni, Cantone promosso

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Cantone dei Grigioni promosso per quanto riguarda la prassi di collocamento e assistenza di richiedenti asilo minorenni non accompagnati (RMNA). Da uno studio esterno emerge che il Cantone si colloca nella media svizzera in quanto a standard di qualità. C’è ancora da fare, tuttavia, su alcuni punti chiave.

È il quadro che emerge dallo studio commissionato dal Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità del Cantone a Peter Arbenz, ex direttore dell’Ufficio federale dei rifugiati, reso pubblico oggi a Coira in un incontro con i media.

Per quanto il giudizio dell’operato nell’assistenza dei minori “asilanti” non accompagnati sia, nel confronto intercantonale, sostanzialmente positivo, un potenziale di miglioramento appare possibile e auspicabile soprattutto per quanto riguarda il numero degli assistenti sociali e la loro formazione specialistica.

Cosa migliorare

Nei Grigioni sono attualmente assistiti circa 60 RMNA tra 14 e 18 anni: i maschi presso i due centri di transito di Davos Laret e Trimmis, le donne nel convento dominicano a Cazis. La maggior parte proviene da Afghanistan ed Eritrea, alcuni da Somalia e Siria.

Pur constatando che nei centri si lavora in modo “professionale e con impegno” e che l’assistenza corrisponde in “larga maggioranza” alle raccomandazioni della Conferenza dei direttori cantonali sociali, l’esperto ha rilevato carenze e gap da colmare.

In particolare, per quanto riguarda la proporzione tra numero di assistenti e assistiti, sarebbe auspicabile che i Grigioni raggiungessero lo standard della Svizzera orientale: infatti, se nei Cantoni di Turgovia, San Gallo e Appenzello questa si attesta su 1 a 7, nei Grigioni è di 1 a 10, attualmente appena sufficiente ma inadeguata qualora il numero dei RMNA dovesse aumentare.

La proporzione migliore se la aggiudica un centro di assistenza di Zurigo, dove è a disposizione un assistente ogni quattro RMNA.

Altre raccomandazioni riguardano le opportunità di formazione per gli operatori, i quali dovrebbero avere la possibilità di seguire offerte formative per migliorare la comprensione interculturale e le competenze pedagogiche, in particolare avendo a che fare con giovani che hanno subito traumi.

Da migliorare, poi, l’accesso alle attività scolastiche per i minorenni: si è rilevata, infatti, una distanza eccessiva (Davos-Cazis) per raggiungere i luoghi delle lezioni. Da aumentare anche l’offerta delle attività sportive e culturali per il tempo libero.

Cantone già pronto a migliorare gli standard

Il capo del Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità, Christian Rathgeb, si è detto soddisfatto che lo studio confermi che il Cantone opera con prassi conformi alla Costituzione e alla legge per quanto riguarda l’assistenza ai RMNA.

Il Cantone seguirà gradualmente le raccomandazioni, ha concluso Rathgeb, ed ha, anzi, già concesso un ulteriore posto di assistente: “ci siamo già attrezzati e se il numero di giovani rifugiati aumenterà prenderemo ulteriori misure di rafforzamento”.


ATS