Manca poco!

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La bella stagione volge al termine, le giornate si accorciano, le temperature scendono. Manca poco all’inizio della caccia. Se da una parte per i cacciatori questo è il periodo più atteso dell’anno, dall’altra parte altri hanno difficoltà a capire le motivazioni oppure non condividono i principi di questa passione.

A volte – quando mi alzo presto la mattina, preparo il necessario, salgo in macchina e parto da casa – mi capita di pensare: perché lo faccio? In viaggio mi sembra di risentire sulla pelle quella strana sensazione che provai durante la mia prima mattina di caccia, ero un accompagnatore inesperto. Sentivo un misto di eccitamento, paura e imbarazzo. Mi sentivo impacciato quel primo giorno di otto anni fa. Non sapevo che cosa fosse la caccia, non la conoscevo.

Altre volte – mentre è ancora buio e il cammino da percorrere è erto, sento che mi manca l’energia nelle gambe – mi capita di ripensare: perché lo faccio? Rivedo il mio primo giorno di caccia e i bei momenti vissuti grazie a lei. Le sensazioni e le emozioni provate non si cancellano, sono indelebili, tatuate nella mia mente.

Poi, appena giungo alla meta, do spesso uno sguardo rapido al sole che sta sorgendo. Dal sacco afferro il binocolo e inizio a scrutare il pezzo di montagna che mi sta di fronte. Anche se è estate e mancano ancora diversi giorni all’inizio della caccia, la sensazione che provo è forte, viscerale. In questi momenti mi è chiaro il motivo perché lo faccio.

Fino a quel primo giorno di otto anni fa ho sempre visto in modo estraneo e critico la caccia e soprattutto il mondo che la circonda. Un mondo fuori dagli schemi quotidiani. Un mondo esagerato. Un mondo spesso troppo chiuso. Un mondo caratterizzato da contraddizioni. Un mondo lontano. Un mondo che non conoscevo.

Oggi la caccia non mi è più estranea e partecipo al suo mondo. Vivo con passione i momenti che mi regala e che faccio miei. Un mondo immerso nella natura. Un mondo carico di tradizione. Un mondo da esplorare. Un mondo ricco di emozioni. Un mondo composto di persone.

Continuo a osservare la caccia e il mondo che le appartiene in modo critico. Però oggi, a differenza di prima, la conosco e nonostante le sue imperfezioni mi ammalia e non vedo l’ora di vivere e condividere nuovi attimi indimenticabili legati a lei.

Manca poco!


Francesco Vassella