Scorie radioattive, per il deposito la Svizzera punta sull’argilla opalina

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La Svizzera punta sull’argilla opalina per lo stoccaggio delle scorie altamente radioattive. È questo il tema al centro della “Clay Conference”, la conferenza sull’argilla di tre giorni che si svolge presso il centro congressi di Davos (GR) e vede la partecipazione di 400 scienziati e ingegneri provenienti da 23 paesi.

Impianti di stoccaggio in profondità negli strati rocciosi di argilla opalina per lo smaltimento dei rifiuti altamente radioattivi. Secondo la Nagra, la Società cooperativa nazionale per l’immagazzinamento di scorie radioattive, saranno presto la soluzione concreta per la gestione di tali scorie in Svizzera.

Dopo attenti accertamenti, gli strati di roccia di argilla opalina, che nel nord della Svizzera è largamente diffusa, si sono rivelati idonei e sicuri per lo stoccaggio di scorie radioattive, spiega la Nagra, dimostrando che un deposito finale in formazioni geologiche in profondità in Svizzera è fattibile.

L’argilla opalina è una roccia molto densa, si legge in una nota dell’associazione, quasi impermeabile, in cui i rifiuti possono essere immagazzinati in sicurezza rispettando le condizioni poste per legge per la prova della fattibilità di un confinamento sicuro.

Secondo la Nagra, l’argilla come roccia ospitante per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi è un’opzione anche in Belgio, Germania, Francia e Canada. In particolare, ha dichiarato Andreas Gautsch, geologo, “per noi lo scambio con la Francia è particolarmente importante in termini di fattibilità, in quanto lì esistono già esperienze pratiche con la costruzione e il funzionamento di una struttura sotterranea”.

La Clay Conference è stata creata su iniziativa dell’ANDRA, l’organizzazione francese per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi, e si svolge ogni due anni e mezzo. Quella del 2017, a Davos, è la settima edizione ed è organizzata dalla Nagra.


ATS

1 COMMENTO

  1. Qualcuno si rende conto, da quanto tempo la NAGRA sta cercando una soluzione al deposito delle scorie radioattive? E, se pensiamo al fatto che MAI questi scarti (non si tratta “solo” dello smaltimento di uranio) smetteranno di inquinare/uccidere, ben venga che si trovi un modo di renderli perlomeno il meno pericolosi possibile. Negli ultimi 40 anni, chissà quante volte tutti gli eminenti scienziati si saranno incontrati (guarda caso nei posti più belli del mondo), senza trovare risposte. Ora si é scoperta l’argilla opalina; evviva! E quando verrà definito il luogo ideale? Il tempo passa…la radioattività, MAI.