Un nuovo volto per il Caffè Sport

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Vendesi: casa storica in ottima posizione con più di cinquanta locali, senza riscaldamento centrale, nessun isolamento termico, da ristrutturare. Se un annuncio come questo dovesse venir pubblicato su Il Bernina, i lettori avrebbero probabilmente due reazioni. Alcuni si spaventerebbero, pensando alla fatica, ai sacrifici e al lavoro che una casa simile richiede. Rabbrividirebbero pensando al freddo che si insinua fra le vecchie finestre, alle interminabili ore di lavoro e al budget che una casa come questa richiede per essere rimessa a nuovo. Un’altra parte dei lettori, un po’ più romantica forse, si entusiasmerebbe davanti ad un annuncio simile. Penserebbe a tutti i particolari che un edificio vissuto può offrire, all’unicità, all’emozione di poter ridare vita a una cosa che pian piano sta morendo. Non si soffermerebbe a pensare agli ostacoli da sormontare, ma si concentrerebbe sull’obbiettivo di realizzare qualche cosa di unico ed inimitabile. Claudio Zanolari fa parte della seconda categoria: la differenza è che lui si è trovato davanti ad una simile offerta. Da poco ha acquistato l’ex Caffè Sport, con la speranza di potergli dare un nuovo volto ed una nuova funzione.

Negli ultimi anni, nel borgo di Poschiavo sono stati aperti sempre più cantieri e, a poco a poco, tutte le vecchie case in rovina stanno scomparendo. La residenza Ragazzi, la biblio.ludo.teca La Sorgente e la casa Mini sono solo alcuni degli edifici che sono stati ristrutturati di recente. L’ex Caffè Sport potrebbe essere l’ultima aggiunta di questa lista. Tuttavia, il restauro di un edificio simile non è molto semplice. I progetti ed i sogni rimangono tali, se non poggiano su basi solide. Per questo motivo un gruppo composto da una decina di studenti dell’Università del Lichtenstein ha passato una settimana a Poschiavo per un breve seminario. Gli studenti, guidati dal professor Robert Mair hanno potuto visitare la casa, lasciarsi ispirare dal luogo e ideare dei progetti per un eventuale ristrutturazione dell’edificio. Lavorando a coppie hanno sviluppato quattro progetti diversi, con l’obbiettivo di creare un edificio attrattivo sia per i turisti che per gli abitanti del luogo. I temi sviluppati erano sport, cultura, gastronomia e la conservazione di un monumento storico. Gli studenti hanno preso in considerazione molti aspetti del territorio, come il progetto 100% Valposchiavo, la produzione di erbe aromatiche e le attività che si possono praticare nella nostra zona ed hanno cercato di creare dei progetti che potessero invogliare i turisti a passare del tempo a Poschiavo. Tuttavia l’idea condivisa non era quella di creare un ostello o un albergo solamente per turisti, ma di realizzare anche degli spazi comuni in modo da poter creare un punto d’incontro per turisti e per abitanti del luogo.

I progetti sono stati presentati alla popolazione venerdì 13 ottobre al Centro Tecnologico del Legno. Prima che i giovani presentassero le loro idee è stato possibile visitare l’intero edificio dell’ex Caffè Sport. Molte persone hanno approfittato di questa occasione, più unica che rara. Alcuni visitatori sono stati richiamati dai vecchi ricordi di quando il bar era ancora aperto, altri sono stati spinti dalla curiosità. Il Caffè Olgiati ha chiuso i battenti nella prima metà degli anni ’80 mentre l’edificio è disabitato dal 2001, quindi molti non avevano ancora varcato la sua soglia.

Dopo la presentazione dei progetti è seguito un aperitivo, dove il pubblico ha potuto discutere con i realizzatori dei progetti e dare le proprie impressioni. L’idea di creare degli spazi pubblici è stata accolta molto positivamente dai presenti, ed è stato posto l’accento sulla mancanza di un’infrastruttura adeguata a questi scopi. L’edificio in questione è però in mano a privati e la realizzazione ed il mantenimento di simili locali è solitamente compito del Comune.

I progetti sono stati realizzati principalmente per uno scopo didattico, ma sono sicuramente un ottimo spunto di riflessione per Claudio Zanolari. Quale sia il futuro per l’ex Caffè Sport è difficile dirlo. Ad ogni modo l’interesse per l’edificio è vivo e, con un po’ di fortuna, il borgo di Poschiavo avrà un nuovo gioiello.


Daniele Isepponi