Lombardia-Cantone, le divergenze restano: Non pensavamo che potesse andare diversamente

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Il Comune di Livigno ha tempo fa elaborato un documento che riportava il seguente titolo: “Affidamento di un incarico professionale per la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica preordinato alla riqualificazione della Strada della Forcola per permettere l’apertura continuativa durante l’anno (12 mesi)”.

L’assegnazione di un incarico progettuale e poi esecutivo di tale natura costituirebbe dunque (il condizionale è d’obbligo) la condizione minima necessaria per rendere percorribile la tratta in questione tutto l’anno, senza gli intoppi e i pericoli estremi della condizione invernale attuale.
Quali pubblicazioni appronti Livigno per uso proprio non è in generale una questione che debba interessare la Valposchiavo. A meno che l’oggetto non riguardi la Strada della Forcola, come in questo caso. In effetti, appare alquanto strano a noi di Tivas che fino alla seconda metà dello scorso settembre, dopo spiegazioni già ampiamente fornite da parte cantonale, Livigno ancora nutrisse il fermo proposito di ottenere l’apertura annuale continuativa del valico.

Il documento, piuttosto dettagliato, era pubblicamente scaricabile in formato pdf dal sito del Comune di Livigno. Di esso non v’è ora più alcuna traccia.
Bisogna sperare che l’ultimo incontro avvenuto a Coira il 27 settembre tra il sottosegretario della Regione Lombardia, Ugo Parolo, e il direttore del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste dei Grigioni, Mario Cavigelli, abbia condotto le autorità di Livigno a rimuovere un documento divenuto obsoleto in quanto preordinato a un obiettivo commerciale ormai chiaramente definibile come vano.
In effetti, il comunicato riassuntivo del 28 settembre redatto dalla Cancelleria dello Stato dei Grigioni riporta che relativamente all’apertura invernale della Strada della Forcola (e del Passo dello Spluga) “esistono chiare regolamentazioni che dal punto di vista del Governo non possono essere messe in discussione”. Dichiarazioni ufficiali di questo genere non possono che tranquillizzare i valposchiavini che risiedono in una valle stretta divenuta un corridoio di transito per l’accesso estivo a Livigno.
Più preoccupanti ci appaiono invece le esternazioni di Ugo Parolo che ha comunque descritto l’incontro come cordiale e franco. Secondo quest’ultimo, infatti, “per quanto concerne la Forcola, esistono rigidità normative e politiche manifestate dal Cantone dei Grigioni che dovranno essere oggetto di ulteriori valutazioni”. Noi di Tivas non comprendiamo come mai in questo contesto si faccia ancora cenno a locuzioni come “rigidità politiche” e “ulteriori valutazioni”. Come infatti ha sostenuto con chiarezza Alberto Crameri, segretario del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste, “i patti sono sempre stati chiari”. In altri termini, non è che ora siano comparse improvvise “rigidità normative e politiche” oppure regole che richiedano “ulteriori valutazioni”.

Ricordiamo ancora una volta che la questione pedaggio è fuori discussione, per via di precisi divieti di natura costituzionale che fanno eccezione solo per condizioni molto speciali nel novero delle quali non rientra la tratta in oggetto. Proporre, come ha fatto il sindaco di Livigno Damiano Bormolini, di dividere gli introiti di un pedaggio effettuato sul fronte italiano non sposta il problema. La spartizione economica è infatti giuridicamente equipollente ad istituire un secondo pedaggio sul territorio svizzero.
In relazione all’apertura e chiusura della Forcola, va invece ricordato ancora una volta che si tratta di una questione critica inerente la sicurezza del transito. Va altresì rammentato che in questo ambito di controllo il Cantone dei Grigioni dispone di totale ed esclusiva autonomia decisionale.
Qualunque deroga rispetto a quanto qui appena descritto sembra dover necessariamente coinvolgere autorità più elevate, ovvero interlocutori di livello federale. Ciò vale verosimilmente anche per l’esigenza di rendere finalmente sostenibile il traffico attraverso la Valposchiavo, come vorremmo noi di Tivas in rappresentanza delle adesioni raccolte. Saremmo infatti ben contenti se fosse possibile adottare facilmente una soluzione del tipo di quella proposta dal sindaco Bormolini, ovviamente solo per moderare il transito estivo e non certo al prezzo insostenibile di un’apertura invernale.

La questione della moderazione del traffico è complessa, per via dei cambiamenti che intercorrono nella mobilità, spesso connessi con ingenti interessi commerciali e origine di pressioni smodate sui territori montani che, purtroppo, non sembrano adeguatamente inquadrate dalle attuali normative. Si possono forse in questo ambito escludere alcuni riferimenti di fondo, quale il principio di protezione delle Alpi contenuto nella Costituzione svizzera. Dettami generali di questo tipo pongono le basi per regolamentazioni locali più specifiche, contro eventuali involuzioni provocate dal commercio e dal turismo di massa. Essi dovrebbero sensibilizzare oggi i responsabili delle politiche per la montagna, tanto svizzeri quanto italiani, come lo stesso segretario Ugo Parolo che della protezione di quei territori è per ruolo chiamato a rispondere.
Noi di Tivas notiamo invece che, come ci aspettavamo, l’ultimo incontro Lombardia-Cantone non ha fatto altro che segnare un altro punto di stallo relativamente alla questione del traffico estivo in Valle. Crediamo che i tempi per affrontare seriamente il problema siano sempre più ristretti e, una volta di più, ci permettiamo di richiamare con preoccupazione il paradigma della rana che non si accorge che l’acqua della pentola in cui è finita inizia a bollire.
Notiamo inoltre come il carico veicolare sui territori montani inizi a sollevare questioni politiche serie anche altrove. Tanto per fare un esempio vicino, è notizia recente apparsa sui media che Hans Peter Wellig, rappresentante dei liberali del circolo di Mesocco, abbia interpellato il Granconsiglio dei Grigioni in merito al traffico lungo la Strada del San Bernardino, spesso imboccata in alternativa a quella che porta al Gottardo. Anche la Strada del Bernina è imboccata per accedere a Livigno, pur essendo disponibili via alternative.


Tivas