Mattia Cathieni, dal vivaio VPC a giovane promessa del calcio svizzero

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Mattia Cathieni quando ancora vestiva la maglia della VPC

Mattia Cathieni, figlio di Michela e Giancarlo di Li Curt, fin dall’infanzia è cresciuto con una passione: giocare a calcio. Il suo amore per il pallone è stato coltivato nelle varie categorie allievi della Valposchiavo Calcio, finché un giorno è stato notato da un talent scout (Marco Pittà) che gli ha offerto la possibilità di vivere il sogno di tanti ragazzi della sua età: iscriversi ad un accademia calcistica per giovani talenti.

Per provare a diventare un grande giocatore però non basta solo il talento, ci vuole anche molta abnegazione e sacrificio nell’allenarsi, senza rinunciare ad avere anche un’istruzione scolastica. Per un anno Mattia e i suoi accompagnatori si sono sobbarcati tutti i mercoledì il viaggio da Poschiavo a Domat Ems per svolgere gli allenamenti con una selezione della Svizzera sudorientale, in vista dell’esame di ammissione alla Talentschule di Coira. Superato a pieni voti il test, il giovane talento valposchiavino ha iniziato a frequentare la prima secondaria della scuola sportiva e a giocare per il Team Südostschweiz U-15.

Per aiutare Mattia tanti sono stati anche i sacrifici fatti dai genitori: la madre si è trasferita direttamente con lui a Coira e il padre fa la spola da Poschiavo 2/3 giorni a settimana. Ci sono state anche alcune difficoltà di ambientamento iniziali, tra cui la lingua e i nuovi compagni di squadra. Il tutto però si è risolto nel giro di poche settimane.

Questa nuova esperienza del giovane talento è composta da scuola (durante la mattina), quattro sessioni di allenamenti settimanali (la sera dalle 17.00) e una partita al sabato. Il suo cammino sportivo è seguito costantemente da insegnanti professionisti con grandi ambizioni per il suo futuro.

Mattia Cathieni in posta con il Team Südostschweiz U-15 (da sinistra a destra, il quarto dei ragazzi seduti). SONY DSC / Immagine dal sito: www.bfv.ch

Il Bernina ha intervistato il responsabile della Scuola Calcio VPC, Davide Vassella, che ha seguito in prima persona il percorso di Mattia Cathieni attraverso le varie categorie allievi nostrane.

Ci si è subito resi conto che Mattia era un talento o la sua crescita è stata graduale?
Mattia ha dimostrato da subito ottime doti calcistiche; inoltre, a differenza di altri ragazzi, ha dimostrato pure una grande applicazione. Questo lo ha sicuramente aiutato nella sua crescita.

E’ normale che i talent scout vengano ad osservare le partite delle serie minori (allievi ecc.) o si “scomodano” solo su segnalazione da  parte dello staff della squadra? Come funziona?
Raramente gli osservatori della federazione arrivano fino in Valposchiavo. I nostri ragazzi vengono osservati quando giocano in trasferta. È però basilare una forte determinazione da parte del ragazzo e della famiglia; senza questo appoggio difficilmente i ragazzi riescono a farsi notare in modo rilevante.

Quanto conta avere alle spalle una famiglia “sempre presente” per  questo giovane calciatore di talento?
Come scritto in precedenza: senza l’appoggio della famiglia il tutto diventa alquanto complicato. Vista la situazione geografica della nostra valle il ragazzo deve essere sostenuto al 100%.

Quale consiglio daresti a Mattia se lo incontrassi domani?
A Mattia direi di continuare ad inseguire il suo sogno senza però perdere il divertimento del gioco. Il calcio è un gioco e quindi bisogna divertirsi nel praticarlo, a tutti i livelli.

Giochiamo un po’ al fantacalcio. Se dovessi scommettere, in quale  squadra vedi Mattia fra qualche anno?
Fra qualche anno sarebbe bello vederlo nelle giovanili del San Gallo. Significherebbe che la strada intrapresa un paio di anni fa era quella giusta e la carriera di Mattia sarebbe pronta per essere lanciata nel calcio che conta.


Ivan Falcinella

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