Per Natale

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Ci sono tanti modi di avvicinarsi al Natale, di scambiarsi gli auguri.
Il Bernina quest’anno prova a farlo in un modo un po’ diverso e probabilmente inatteso, regalandovi una storia fatta in casa: cinque minuti di leggerezza e distrazione, forse anche di incanto, riportandovi a sensazioni mai dimenticate. Quelle dei momenti in cui, da piccoli, qualcuno si prendeva il tempo per noi, per intrattenerci e magari tranquillizzarci e cominciava allora a raccontare…

 

C’era una volta (inizio indispensabile per una vera storia) un cestino di frutta dentro un mese che si chiamava dicembre. Le cose allora non stavano esattamente come appaiono oggi: le banane erano diritte come bacchette, i mandarini tutti con i semi e profumavano di Natale già a novembre, i pompelmi esistevano solo gialli, le spagnolette erano dolci, con un guscio liscio e senza rughe, le mele tutte verdi, le arance erano arance.

Dunque, dentro quel cestino di frutta c’era proprio di tutto, una meraviglia a vedersi: tre banane, due pompelmi, ventotto spagnolette, quattro mele, cinque arance e tre mandarini. Proprio una festa di colori in quel dicembre tanto smunto!

Insomma, sfiòrati oggi, tòccati domani, quel che forse non doveva accadere accadde: un’arancia, finita proprio addosso ad un mandarino, inebriata da quel profumo, si innamorò e il mandarino naturalmente perse la testa per l’arancia che trovava irresistibile!

Apriti o cielo! quando la cosa fu evidente a tutti gli abitanti del cestino, si scatenò il finimondo: le prime ad insorgere furono le altre arance che, inorridite, neppure potevano pensarla una simile eresia. Da che mondo era mondo loro si erano sempre solo accoppiate con altre arance, così doveva essere e quella relazione era decisamente inaccettabile. Le banane la pensavano proprio allo stesso modo, ma da false e pettegole quali erano, non osavano dire apertamente la loro opinione, e si limitavano a spettegolare alle spalle della coppietta sussurrandosi mille cattiverie piene di gelosia: e per meglio riuscire a bisbigliarsi nelle orecchie segreti pettegolezzi finirono per cambiare forma e si curvarono proprio come le vediamo oggi. Le mele erano divise nel giudizio: due decisamente contrarie, e gridarono così forte il loro disappunto che finirono per diventare e rimanere rosse di rabbia; le altre due invece non vedevano ostacoli a quell’amore (in fondo, perché no?),ma erano di indole tranquilla e non presero parte alla discussione già fin troppo accesa, per cui continuarono la loro vita sempre tranquillamente colorate di verde. I pompelmi erano assolutamente favorevoli alla strana relazione anche perché in fondo trovavano le arance molto affascinanti e questo precedente gli avrebbe spianato la strada. Arrossirono pertanto di piacere, si trasformarono in due galanti pompelmi rosa e cercarono di appianare la situazione.

Gli altri mandarini non facilitavano le cose: sicuramente offesi dalla reazione altezzosa delle arance volevano convincere il loro omonimo innamorato che non valeva la pena sprecare tutti quei preziosi semi ibridizzandoli con un’altra razza neppure poi tanto profumata! Le ventotto spagnolette invece avevano le idee chiare: quell’amore era da difendere (stavano così bene quei due insieme!) e cercavano di gridare la loro opinione agli altri del cestino, ma purtroppo erano finite tutte sul fondo, coperte dagli altri frutti più ingombranti e la loro voce quasi non si sentiva.

In quel putiferio l’arancia e il mandarino si innamoravano ogni giorno di più, già i loro profumi si erano confusi fin quasi a fondersi, così decisero di sposarsi!

Ma ahimè, il mattino delle nozze, una mano si posò sopra il cestino e portò via per mangiarselo proprio lo sposo, il mandarino innamorato. Nel cestino tutti ammutolirono, persino chi fino all’ultimo si era schierato contro quell’unione restò senza parole di fronte al dolore dell’arancia che cominciò a piangere con un pianto silenzioso ma senza fine. Quelle lacrime salate vennero assorbite con un gesto di grande solidarietà dalle spagnolette solcandone addirittura la corteccia.

Un amore così non si rivide più. Nessuno da allora, però, fu più lo stesso.

E le spagnolette da quel giorno divennero salate.

Buon Natale a tutti i lettori del Bernina!


Serena Bonetti

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