Mariagrazia Marchesi, la donna che (non) sussurra alle piante

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Anche quest’anno Il Bernina ha selezionato e intervistato alcuni personaggi valposchiavini che si sono distinti nel corso del 2017.

 

L’attività di Mariagrazia Marchesi consiste nel tenere dei corsi, durante i quali si va per prati, incolti e boschi dove mostra e spiega ai partecipanti come riconoscere attraverso i sensi i vari tipi di erbe, radici e bacche commestibili.
Si procede poi con la raccolta e la preparazione delle erbe in cucina, con varie ricette prese dal suo ricettario ma dove ognuno può dare sfogo alla propria creatività.
Infine si chiude il corso con una cena in compagnia, la quale sorprende sempre tutti i partecipanti per la varietà di sapori, di colori e per la versatilità degli ingredienti.

Questi corsi, secondo la filosofia per cui sono stati creati, riportano l’uomo all’essenza delle cose, aiutandolo a capire quanto si sia allontanato da ciò che gli serve veramente.
Oltre ai corsi completi di tre o quattro giorni, Mariagrazia organizza anche delle cene di degustazione, catering per matrimoni e altri eventi; sempre a base di erbe spontanee.

Ci puoi fare un bilancio del tuo 2017?
È stato un anno molto impegnativo ma ricco di soddisfazioni.
La prima edizione del Festival delle Erbe è stata per me l’avverarsi di un sogno che avevo da molto tempo. Questo grazie a Giovanni Ruatti, senza il quale, devo essere sincera, non ce l’avrei fatta; grazie alle sue competenze, al suo impegno, alla sua pazienza e con l’aiuto degli altri componenti del gruppo organizzativo siamo riusciti nel nostro intento.
Una cosa che mi ha molto commossa è stata la partecipazione di numerosi volontari, indispensabile per la riuscita del Festival. Questo potrebbe sembrare un elenco di ringraziamenti ma non potevo tralasciarlo, per far capire quanto sia stata grande la nostra emozione nel vedere tanta gente credere nel nostro progetto.
Un’altra grande soddisfazione di questo anno mi è stata data dal corso introduttivo alla permacultura, tenutosi in settembre dall’esperto permacultore Rakesh Rootsman Rak.
Visto l’entusiasmo da parte dei partecipanti e la nostra, mia e di mio marito, organizzeremo anche il corso completo. Per chi non lo sapesse la permacultura è nata inizialmente sotto il nome di “Permacoltura” per opera di Bill Mollison negli anni settanta.
Inizialmente Mollison cercò di creare dei piccoli ecosistemi che assicurassero la produzione di cibo di buona qualità e che si riproducessero con il minimo intervento da parte dell’uomo. Con un’attenta osservazione dei processi della natura, Mollison si rese conto di come gli stessi principi fossero applicabili alla creazione di sistemi di vita e di comunità.
Tutto questo in completa armonia con la natura e con gli altri esseri umani, senza sfruttare risorse non rinnovabili, uomini o animali.
Da questo l’evoluzione del termine Permacoltura in Permacultura.

Quali sono i tuoi propositi per il 2018?
I miei propositi per questo nuovo anno sono quelli di impegnarmi sempre di più per portare avanti le idee in cui credo e riflettere sugli errori fatti.
Riproporremo il Festival delle Erbe, con un gruppo organizzativo ampliato, sempre al Cantone, grazie alla generosa ospitalità di Claudia Lazzarini e Elmo Zanetti.
Manterremo lo stesso proposito per cui questo progetto è nato, ovvero quello di far conoscere i molteplici usi delle erbe spontanee, ma anche l’importanza del rispetto per il mondo, l’amore e la passione che sono i motori della vita.
In più, come ho lasciato intendere nella risposta precedente, terremo il corso completo di permacultura, della durata di due settimane chiuse tra maggio e giugno.

Ti ritrovi nella definizione di donna che sussurra alle piante?
No, per niente, io non sussurro a nessuno: se devo dire qualcosa lo dico ad alta voce!


A cura di Michelle Köthe