Intervista a Orlando Lardi: “L’unione d’intenti è alla base di ogni ragionamento regionale”

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Il 29 gennaio del 2016 Orlando Lardi è stato eletto Presidente della nuova Regione Bernina. A quasi due anni dall’inizio del suo mandato lo abbiamo intervistato per capire come stanno andando le cose.

 

Può spiegare brevemente ai nostri lettori come è nata la nuova Regione Bernina, da chi è composta, e quali sono a grandi linee le mansioni previste per questo organo politico?
La nuova Regione Bernina nasce con la votazione popolare cantonale del 2012, a seguito della quale da 14 entità regionali e 11 circoli nascono 11 regioni che raggruppano la totalità dei Comuni sparsi sul territorio del Cantone. La nostra Regione Bernina è composta da Podestà e Sindaco dei due Comuni e da un consigliere per ogni Comune, che vanno quindi a comporre la Conferenza dei Sindaci. Per statuto accettato dal popolo, alla Regione Bernina spettano i compiti di gestire gli uffici dello Stato Civile, delle Esecuzioni e dei Fallimenti, della Curatela, nonché delle sviluppo economico regionale e di tutti gli aspetti amministrativi.

Alle persone che non seguono la politica interessa spesso soltanto l’aspetto economico. Ci può spiegare come è finanziato questo ente e di quali cifre si parla?
Ogni Regione è finanziata dai relativi Comuni di interesse, con chiavi di ripartizioni ben definite. Bilanci e preventivi vengono pubblicati sul sito della Regione stessa, seguendo le direttive degli statuti, in modo che ogni cittadino abbia libero accesso alle cifre. Invito tutti alla lettura dei documenti contabili e mi limito a dire che i costi sono stati notevolmente ridotti rispetto al recente passato.

Dopo due anni di Regione Bernina, quali sono stati i lavori concretamente svolti e conclusi e quali quelli attualmente in corso?
La Regione Bernina ha assunto ruoli sostanzialmente diversi rispetto alla passata Regione Valposchiavo. A livello cantonale sono stati dati degli incarichi ben precisi e che ho già citato sopra; i servizi a favore del cittadino funzionano egregiamente ed è estremamente positivo potere usufruire di questi uffici senza andare oltre Bernina. Ulteriori incarichi devono essere trasmessi dal popolo tramite votazione popolare, come è recentemente successo con i rifiuti o come si potrebbe immaginare in futuro per una gestione regionale del turismo.

Quali sono state le maggiori difficoltà riscontrate?
Non si è trattato di una semplice eredità ricevuta dalla precedente Regione, ma di una messa in atto di nuove direttive e nuovi statuti. Sindaco e Podestà sono confrontati quotidianamente con grandi e piccole soluzioni da trovare fra i due Comuni partecipi alla Regione Bernina. Gli incontri all’interno della Conferenza dei Sindaci devono di conseguenza andare a toccare interessi regionali che non sono già stati affrontati a livello comunale. Le difficoltà sono spesso nel ricercare argomenti di importanza rilevante, spettanti esclusivamente alla Regione. A livello cantonale non mancano tuttavia le sollecitazioni in tal senso.

La vecchia Regione Valposchiavo è stata molto attiva nell’ambito dei progetti Interreg. Qual è la posizione del CoSi (consiglio dei sindaci) riguardo a questo tipo di progetti? Quali sono stati seguiti o avviati in questi due anni?
Durante il 2017 sono stati lanciati numerosi nuovi bandi cosidetti “Interreg”; una quindicina sono arrivati sulle nostre scrivanie prima delle scadenze previste per l’inoltro. Sono personalmente molto critico e scettico di fronte a progetti destinati a diventare “aria fritta”, senza arrivare ad essere concreti. Gli sperperi in tempi e denari sono grotteschi e preferisco lasciare questi onori ad altri primattori. Al vaglio nostro e degli organi competenti sono rimasti solo cinque progetti, che attendono di superare il giudizio finale e che pubblicheremo a tempo debito in caso di approvazione.

La questione della gestione dei rifiuti continua ad essere un tema molto discusso: quali passi concreti intende intraprendere la Regione Bernina?
La Regione Bernina merita di gestire l’amministrazione legata alla raccolta dei rifiuti sia per competenza come pure per spirito regionale e per interesse comune. Alla luce della recentissima sentenza pesante del Tribunale Amministrativo, la Regione non può fare altro che attendere le volontà dei massimi esponenti politici dei due Comuni.

Come si può far cambiare idea a quelle persone che ritengono la Regione Bernina poco attiva?
Vanno analizzati i nuovi compiti assegnati dagli statuti votati, per capire che la Regione sta svolgendo egregiamente il proprio compito. L’anomalìa di una Regione composta da soli due Comuni confinanti limita il raggio d’azione, fintanto che non vedremo nascere elementi di forte interesse comune. Non ritengo utopica l’idea di intavolare argomenti interregionali con la Regione Maloja, per individuare e ottimizzare punti di maggiore interesse legati alle nostre valli. In un recente passato i cugini della Bregaglia ci hanno forse legittimamente criticati di aver voluto forzare verso Coira la concessione di creare una micro regione tutta nostra.

Ci sono delle richieste o delle pretese da parte del Cantone per quanto riguarda l’attività da svolgere a livello regionale?
In occasione di una recente ispezione da parte degli organi cantonali competenti, sono stati elogiati la qualità dell’operato e il rispetto delle direttive cantonali da parte dei nostri responsabili. Attività che forse vengono troppo facilmente snobbate o non riconosciute.

L’ente che rappresenta opera su incarico dei due comuni. Quanta volontà ha riscontrato da parte di queste amministrazioni di assegnare dei compiti concreti alla Regione? E quale disponibilità finanziaria?
Tra Regione e Comuni regna una buona intesa, basata su accordi ben precisi e definiti. Come già accennato, la disponibilità finanziaria è regolata da ripartizioni definite.

A fine 2016 lei ha affermato che che la RB avrà un maggior peso quando la stessa saprà assumersi un ruolo fondamentale a livello di impegni legati a tutta una regione e non a un solo Comune: a che punto ritiene di essere in questo senso?
Credo di aver già risposto a questa domanda. L’unione di intenti è alla base di ogni ragionamento regionale: chiedo a ogni cittadino di suggerire al sottoscritto argomenti di valido interesse comune da portare sul nostro tavolo e sarò ben lieto di diventarne il portavoce.


A cura di Marco Travaglia

Caporedattore e membro della Direzione