Filodrammatica, storie d’altri tempi e temi di attualità

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È andata in scena questo fine settimana la prima dello spettacolo proposto dalla Filodrammatica poschiavina, che ha visto recitare gli attori tra le sale del CTL. Guidati dal regista Luca Redaelli, la Filo ha portato in scena “Un’opera da tre soldi”, di Bertold Brecht.

La commedia è ambientata a metà dell’800, in una Londra in balia ai criminali e alle forze dell’ordine corrotte. La storia parla di una giovane ragazza Polly, innamorata di uno dei più famigerati criminali del capoluogo inglese, Mackie Messer, che poi sposerà. Un uomo senza scrupoli, che non ha problemi a uccidere e a frequentare il letto di altre donne. Saputa la notizia del matrimonio, il padre della ragazza farà di tutto per far arrestare Mackie Messer, incontrando non poche difficoltà.

Quando “Un’opera da tre soldi” fu portata in scena per la prima volta nel 1928 a Berlino, fu allo stesso tempo un grande successo quanto uno scalpore: la differenza tra persone rispettabili e criminali svanisce davanti ai soldi e tutti diventano corrotti. La commedia pone altri quesiti sociali, come il ruolo di una donna nella società oppure la differenza tra ciò che è legale e ciò che è moralmente giusto. Già il titolo rappresenta una provocazione: infatti, idealmente Brecht voleva che il pubblico fosse il proletariato, ovvero gli operai di un’industria che rendeva sempre più ampio il divario tra ricchi e poveri. “Un’opera da tre soldi” indicava il prezzo d’entrata, accessibile anche ai meno abbienti. Paradossalmente però il proletariato non si dimostrò molto interessato e a decretare il successo dell’opera furono invece i borghesi, fatto che nell’autore suscitò sorpresa e disappunto.

Seppure la commedia sia ambientata in tempi lontani, i temi portati in scena al CTL sono di attualità anche nell’epoca di Trump e di colossi come Google e Amazon. L’opera che la Filodrammatica poschiavina ha portato in scena quest’anno ha quindi un carattere più serio rispetto ad altri spettacoli degli anni scorsi: non si tratta di una commedia leggera, ma bensì di un’opera a tratti difficile da capire e per certi versi impegnativa da seguire.

Chi volesse ancora vedere il teatro ci sarà un’altra possibilità il prossimo fine settimana.


Alice Isepponi