La porta – Magda Szabò

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Un libro splendido.
Conobbi lo straordinario talento della Szabò con “L’altra Estzer” . Un talento che qui si conferma, anzi, lo esalta.
Szabò ha una incredibile capacità di analisi dell’animo umano.
Una capacità rara e fuori dal comune.
Qui ci descrive un ritratto di donna, Emerenc, con una finezza e un candore tali da rendere la stessa un personaggio indimenticabile della letteratura contemporanea.
E’ una storia cupa quella che narra la Szabò. Affatto compiacente. Anzi, ispira spesso rabbia per la sconfitta dell’innocenza a favore della esistenza. La sconfitta della normalità. Quella normalita’ che usiamo tutti, quotidianamente.
E’ praticamente impossibile essere puri come Emerenc. Noi stiamo tutti dall’altra parte. Dalla parte degli altri “inquilini”. In particolare della “scrittrice”. Tutti viviamo nelle nostre ipocrisie. Nei nostri infiniti “aggiustamenti” della vita, più concentrati a sopravvivre che a vivere. E’ per questo che spesso non siamo felici. Perchè non riusciamo ad andare oltre alle nostre paure, alle nostre certezze, al nostro equilibrio.
Per questo il personaggio di Emerenc ci appare spesso incomprensibile, fin irritante.
Ma è lei la vincitrice della vita sulla morte. Che è poi l’unica vittoria che merita di essere vinta nella vita.
“I morti vincono sempre. Solo i vivi perdono” scrive la Szabò e lo so bene io che ho perso da poco una delle poche ragioni per vivere.
Non è una lettura facile. Non perchè sia scritto in modo difficile, tutt’altro. Ma perchè l’ambientazine è priva di “colori”. E’ come vedere quei film esistenzialisti in bianco e nero. Io li amavo, ma mi rendo conto che in genere provocano irritazione. Bisogna lasciarsi prendere. Farsi cullare dalla cupezza della storia, dalla sua apparente incomprensibilità per approdare infine alla profondità e alla bellezza di quella porta che si apre.
Ultra consigliato. Tra le mie letture più belle del 2017.

È un rapporto molto conflittuale, fatto di continue rotture e difficili riconciliazioni, a legare la narratrice a Emerenc Szeredàs, la donna che la aiuta nelle faccende domestiche. La padrona di casa, una scrittrice inadatta ad affrontare i problemi della vita quotidiana, fatica a capire il rigido moralismo di Emerenc, ne subisce le spesso indecifrabili decisioni, non sa cosa pensare dell’alone di mistero che ne circonda l’esistenza e soprattutto la casa, con quella porta che nessuno può varcare. In un crescendo di rivelazioni scopre che le scelte spesso bizzarre e crudeli, ma sempre assolutamente coerenti dell’anziana donna, affondano in un destino segnato dagli avvenimenti più drammatici del Novecento.


di Alfredo / pagina fb