Mantenimento dell’effettivo di personale di Dogana e del Cgcf per una maggiore sicurezza alle frontiere

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Foto: Engadiner Post / Jon Duschletta

La sicurezza rientra tra le esigenze di base dell‘individuo. Un’elevata sicurezza è peraltro molto importante anche quale fattore economico per qualsiasi territorio. Per effettuare una valutazione della situazione relativa alla sicurezza, come noto viene fatta una distinzione tra una “sicurezza oggettiva”, riscontrabile grazie a dati statistici e ai fatti, e una “sicurezza soggettiva”, basata sulla percezione del singolo individuo. Entrambi i tipi di sicurezza sono di fondamentale importanza. La sensazione di sicurezza da parte della popolazione dipende tra l’altro anche da una comunicazione aperta, trasparente e regolare. Attualmente bisogna purtroppo constatare che tale attività da parte della Confederazione risulta essere molto lacunosa.

Negli ultimi mesi sono stati ad esempio fermati presso le dogane di Campocologno, Müstair e Martina circa 50 rifugiati, che sono stati respinti o portati ad Altstätten presso il centro di accoglienza. La popolazione non si è praticamente accorta di nulla. Ciò è avvenuto grazie all’eccellente lavoro delle nostre forze di sicurezza attive in prima linea, che con molto impegno e umanità, ma al contempo non senza fatica, hanno gestito i singoli casi. Sulla base di questo fatto si potrebbe ritenere che alle nostre frontiere grigionesi non vi siano problemi. Questa situazione resa più rosea dal fatto di esssere taciuta potrebbe essere sfruttata dalla Confederazione quale pretesto per ridurre ulteriormente il reale effettivo delle Cgcf nel nostro Cantone, fatto che viene categoricamente respinto.

La presenza di Cgcf e dogane alle frontiere non contribuisce solo all’aumento della sicurezza in senso generale. Provvede contemporaneamente a fare in modo che vi siano posti di lavoro importanti e di grande valore nelle nostre regioni periferiche.
In questo contesto ci molto del fatto che tramite la prevista centralizzazione del servizio di indagini doganali sia prevista un’ulteriore riduzione dei posti di lavoro. Ottantasei firmatarie e i firmatari in Gran Consiglio hanno pertanto chiesto al Governo quali conseguenze avrebbe per il Cantone dei Grigioni il progetto di riforma DaziT della Direzione generale delle dogane da 400 mio. di franchi, il quale comprende anche una componente organizzativa.

Con stupore i promotori dell‘incarico Della Vedova sono costretti a prendere atto del fatto che nonostante diversi interventi, fra cui l’iniziativa cantonale inoltrata poco tempo fa a questo proposito, la Confederazione procederà a un’ulteriore riduzione dei posti di lavoro, che noi contestiamo e combatteremo con veemenza. Sulla base di quanto esposto in precedenza, quali prima misura chiediamo al Governo quanto segue:

1. Richiedere al Corpo delle guardie di confine un’attività di informazione trasparente rivolta al pubblico in merito alla situazione alle frontiere del nostro Cantone e in merito alle conseguenze del progetto DaziT;

2. Impegnarsi attivamente e ulteriormente presso la Confederazione contro una riduzione presso le dogane e presso i Cgcf nelle regioni del Cantone dei Grigioni;

3. Evitare con tutti i mezzi a disposizione una centralizzazione del servizio di indagini doganali e quindi un’ulteriore riduzione dei posti di lavoro nelle regioni grigionesi;

4. Unirsi agli altri Cantoni della Svizzera orientale e comunicare alla Confederazione chiare aspettative riguardo alla dotazione di personale alle dogane e nei Cgcf alle frontiere orientali.

Il Governo, nella sua risposta all‘incarico Della Vedova, che verrà dibattuta in Gran Consiglio durante la sessione di aprile, accoglie le richieste fatte e propone al Gran Consiglio di approvare la mozione. Il Comitato interpartitico e interregionale per maggiore sicurezza nel sud dei Grigioni ringrazia il Governo, e in modo particolare il Consigliere di Stato Christian Rathgeb, per la risposta e l‘impegno a favore delle nostre regioni.


Per il Comitato interpartitico e interregionale per maggiore sicurezza nel sud dei Grigioni

Gran Consiglieri Alessandro Della Vedova (PDC – Circolo di Poschiavo), Mario Salis (UDC – Circolo Alta Engadina), Maurizio Michael (PLD – Circolo di Bregaglia)