Le sorelle Gasparin salutano e ringraziano i tifosi valposchiavini

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A poco più di un mese dal termine delle Olmpiadi di PyeongChang, Il Bernina ha intervistato le sorelle Gasparin, grandi protagoniste nella squadra di biathlon della nazionale Svizzera.

Elisa Gasparin

Cosa ti ha impressionato di più della Corea del Sud?
Abbiamo passato circa tre settimane e mezzo in Sud Corea, ma non abbiamo avuto l’opportunità di fare molte escursioni, viste le tante gare che dovevamo affrontare. La maggior parte del tempo l’abbiamo passata tra il Villaggio Olimpico e lo Stadio dove avvenivano le gare, solo gli ultimi 2 giorni abbiamo avuto un po’ di tempo libero. Mi ha colpito particolarmente la gente del posto, sempre molto gentile e pronta ad aiutare: visto quello che si vede della Nord Corea sui mass media, questo fatto mi ha positivamente colpito, permettendomi di vivere l’esperienza con più tranquillità.

Qual è stato il momento più bello di questa tua Olimpiade?
Direi l’ottavo posto nella 15 km individuale, la mia condizione negli ultimi due anni non è stata al 100%, ho dovuto ricominciare da zero con un faticoso programma di allenamento che pian piano è diventato sempre più pesante. Il fatto di essermi piazzata fra le prime mi ha fatto capire che posso ancora competere ad altissimi livelli, sento di poter dare ancora di più, aumentando l’allenamento, la mia forma fisica.

Ora quali saranno le prossime sfide che andrai ad affrontare?
Al momento sono in Siberia per la tappa della Coppa del Mondo a Tjumen. Poi ci saranno ancora alcune gare e finalmente ad aprile avremo un po’ di riposo, non vedo l’ora di godermi le sospirate vacanze.

(Ndr, a differenza di altre atlete la preparazione delle sorelle Gasparin dura tutto l’anno, si cominciano ad allenare due volte al giorno, il primo maggio, e finiscono con le ultime gare i primi di aprile) 

 

Selina Gasparin

Cosa ti ha colpito di più della Corea del Sud?
Ero già stata prima in Corea, quindi sapevo cosa mi aspettava. Devo confessare che, avendo girato il mondo per le mie gare, la Corea è il posto dove ho notato la differenza più netta nella filosofia di vita rispetto a tutte le altre nazioni che ho visitato. In Corea non viene concepita la maleducazione, anche solo alzare la voce (come noi facciamo spesso) o rispondere negativamente a una richiesta di informazioni, viene vista come una mancanza di rispetto. Questo a volte causa anche dei “rispettosi” disagi ai turisti, che chiedono indicazioni e vengono mandati nei posti sbagliati perché i coreani, anche se non sanno dov’è il posto richiesto, pur di non rispondere “no” danno indicazioni sbagliate.

Qual è stato il momento più bello di questa tua Olimpiade?
Diciamo che per me la cosa più bella è stata vedere così tanti biatleti svizzeri. Quando esordii nella Swiss-Ski, nella stagione 2004/2005 e fino a Vancouver 2010, ero la sola atleta di biathlon Svizzera; oggi questo sport è molto cresciuto nei numeri e io ho vissuto tutto questo suo cammino in prima persona. Ancor più bello il fatto, che pian piano, in questo cammino, ci stiamo anche avvicinando alle migliori nazioni del mondo.

Non voglio dimenticare nemmeno il sesto posto nella staffetta 4×6 km femminile, insieme a mia sorella Elisa a Lena Haecki e a Irene Cadurisch. E’ stato un risultato sorprendente che poteva addirittura essere migliore, visto il forte vento e le squadre più blasonate che si sono ritrovate in grosse difficoltà. Nella mia frazione di gara ho vissuto tante emozioni e ho dato il massimo per arrivare più in alto possibile.

Ora quali saranno le prossime sfide che andrai ad affrontare?
Dal 26 al 30 marzo sarò in Val di Fiemme per il Trofeo Cinque Nazioni, manifestazione sportiva riservata agli atleti appartenenti ai Corpi di Polizia Doganale di Austria, Francia, Germania, Svizzera e Italia. Io e le mie sorelle ci andiamo tutti gli anni e siamo molto affezionate a questo evento.
Successivamente, dal 31 marzo al 1 aprile, saremo a Lenzerheide, dove abitiamo tutte e tre da ormai due anni, per i primi Campionati Svizzeri in “casa”.
Il prossimo anno ci saranno i Campionati Mondiali in Svezia e nel 2020 saremo ad Anterselva (Trentino Alto Adige) per i Mondiali di biathlon.

(Ndr, la Biathlon Arena Lenzerheide è la prima struttura costruita appositamente per il biathlon in Svizzera; il trasferimento delle tre sorelle a Lenzerheide non è casuale).

Aita Gasparin

Cosa ti ha impressionato di più della Corea del Sud?
Mi ha impressionato la gentilezza della gente, il fatto che addirittura si inchinano per salutarti. Poi, rispetto a Sochi, il fatto che il Villaggio Olimpico era più grande, con tantissimi atleti, tra cui un mio caro amico biatleta con cui ho potuto condividere questa esperienza. E ancora la possibilità di andare a piedi dal Villaggio allo Stadio, o il fatto che a circa 30 minuti, nel Villaggio di Gangneung, ho potuto vedere il mare, anche se con temperature diverse da quelle a cui sono abituata.

Qual è stato il momento più bello di questa Olimpiade?
Ho gareggiato solo nella individuale 15 km femminile, quindi direi che il mio momento più bello, il mio giorno, è stato quello. Purtroppo questa gara, in programma il 14 febbraio, causa maltempo è stata spostata il giorno successivo a pochi istanti dall’inizio. Io avevo già effettuato il massaggio e avevo già la testa alla gara quando è stato comunicato il rinvio, quindi sono rimasta abbastanza spiazzata da questo; sinceramente il vento non mi sembrava così forte come hanno detto. E’ stato un momento molto particolare, vissuto in maniera speciale grazie alla presenza delle mie sorelle.

Ora quali saranno le prossime sfide che andrai ad affrontare?
Parlando delle prossime Olimpiadi invernali i miei obiettivi sono: innanzitutto competere in più di una gara, in secondo luogo riuscire ad essere competitiva per giocarmi le medaglie.
Per riuscire in questi obiettivi, a partire dalla prossima stagione, sono fortemente motivata a impegnarmi ancora maggiormente negli allenamenti per ottenere degli importanti progressi in gara.


Ivan Falcinella