La tèra la dà pan incö e pö anca duman

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    E’ stato dato alle stampe, sul finire del mese di marzo, il volume dell’Associazione Agricola Valposchiavo dal titolo “100 anni di agricoltura in una valle sudalpina”. Già dall’Impressum si capisce, grazie alle numerose e autorevoli persone coinvolte, l’importanza e la qualità del libro, che conta 147 pagine, curato da Pierluigi Crameri e Fabrizio Lardi.

    Il volume, che si apre con le prefazioni di Pierino Rada (presidente AAP) e Peter Küchler (direttore del Plantahof), dedica ampio spazio, attraverso la penna dello storico Fabrizio Lardi, alla vita dell’associazione, dalla sua nascita (il sodalizio fu fondato il 20 gennaio del 1918 in Casa Torre) fino alla svolta ecologica degli anni ’80 con le battaglie e le conquiste recenti.
    Successivamente, tocca a Carlo Mengotti (consulente aziendale del Plantahof) tracciare le condizioni quadro nelle quali l’associazione opera ed ha operato nel passato, e quelle che, probabilmente, riserverà il futuro.

    A circa metà del libro troviamo il terzo capitolo, intitolato “La svolta”. Qui, l’agronomo Daniele Raselli racconta il cambio epocale a cui abbiamo assistito negli ultimi 30 anni: “[…] il consumatore è diventato parte in causa, determinando il passaggio dall’autoapprovigionamento della famiglia contadina e dalla vendita dei prodotti alla cura mirata dell’ambiente della montagna e a una vasta offerta di servizi multifunzionali da parte delle aziende agricole in favore del ben comune di tutta la società postmoderna”.

    Da questa importante riflessione prende le mosse il testo di Gianluca Giuliani (economista agrario, Ing. Agr. ETH) che, attraverso l’analisi dell‘evoluzione delle strutture di produzione e di commercializzazione del latte, trae una serie di interessanti riflessioni sul futuro dell’agricoltura valposchiavina e non solo.

    Prima delle dodici originali interviste realizzate dai ragazzi della classe 3ap (2017-2018) di Poschiavo a personaggi vicini al mondo dell’agricoltura valligiana, il testo si chiude con un interessantissimo documento curato da Urbano Beti, riguardante il monte alpivo Predalta. In questo contesto, il lettore viene catapultato nei tempi che furono grazie ai racconti esemplari di Silvio Dorizzi, proprietario del luogo.
    Questo e molto altro in questo imperdibile volume, impreziosito anche da curiosità e numerose foto, d’archivio e non.

    La tèra la dà pan incö e pö anca duman, – scrive chiudendo la sua prefazione il presidente AAP Pierino Rada – ma fondamentale è continuare ad agire nel rispetto dell’ecosostenibilità, una qualità che fa della Valposchiavo un pioniere a livello nazionale […] Come nel passato, speriamo che il futuro ci riservi dei protagonisti d’irremovibile tenacia, con visione chiare e tanto spirito d’innovazione. Buona lettura a tutti”.
    E per chi volesse condividere i festeggiamenti dei 100 anni dell’AAP, l’appuntamento non può che essere per il prossimo 28 aprile, nel capannone alla Calchera, in occasione della mostra del bestiame.


    Marco Travaglia