La marmellata in cantina e il futuro del turismo nei Grigioni

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Nella serata di martedì, 10 aprile 2018, la direzione di Valposchiavo Turismo ha invitato, presso l’albergo «La Romantica» di Le Prese, i rappresentanti della stampa, dei due comuni e gli operatori del settore per una serata informativa sul “libro bianco” per il turismo grigionese, recentemente pubblicato nell’ambito del «Programma per il Turismo 2014-2021».

A dare il benvenuto c’era Marcello Gervasi, presidente di Valposchiavo Turismo, che prima di passare la parola ai due relatori provenienti da oltre Bernina, ha voluto anticipare ai presenti che domenica 6 maggio 2018, l’ente da lui presieduto, organizzerà il primo «Bundì Valposchiavo»: una giornata che rimpiazzerà il tradizionale «Badòz» primaverile e si pone l’obiettivo di far conoscere a tutta la popolazione la strategia dell’organizzazione turistica valposchiavina e le attrazioni della nostra regione. Nei prossimi giorni Valposchiavo Turismo renderà ufficialmente noto il programma dettagliato di quest’evento.

A presentare il “libro bianco” si sono alternati il professor Ernst A. Brugger, presidente del Consiglio del Turismo, e Eugen Arpagaus, direttore dell’Ufficio dell’economia e del turismo del Cantone dei Grigioni. Brugger ha esordito affermando che dopo alcuni anni dall’avvio del «Programma per il Turismo 2014-2021», il Consiglio del Turismo retico si è accorto che il meccanismo faticava a dare i frutti desiderati. Per illustrare la situazione di stallo in cui il programma si è venuto a trovare nel corso del 2017, il professor Brugger ha menzionato il fatto che di 155 progetti inoltrati, ad oggi solo una ventina sono stati approvati e sostenuti. Nel programma – ha ricordato il relatore – sono stati stanziati 20 Mio di franchi per la promozione turistica nei Grigioni, per metà finanziati dalla Confederazione e per metà dal Cantone.

Brugger ha inoltre sottolineato che il “libro bianco” è uno strumento adatto a risolvere dei problemi e i suoi curatori, membri del Consiglio del Turismo, sono tutti personalità provenienti dal settore turistico e dal valore indiscusso. Il libretto, un centinaio di pagine circa, è stato inoltre redatto in un linguaggio volutamente provocatorio, a volte anche sfacciato, affinché venga percepito da tutti gli imprenditori grigionesi come un appello a mobilitarsi. Uno fra i maggiori problemi nel settore turistico dei Grigioni – sempre secondo Brugger – sarebbe infatti la spiccata propensione al risparmio da parte di coloro che in passato hanno approfittato di condizioni migliori in questo settore dell’economia. E per meglio esprimere il concetto egli ha usato una metafora molto colorata: “È giunto il momento che la marmellata accumulatasi in cantina venga finalmente utilizzata”.

Gli effetti attesi dagli autori di questa pubblicazione sono l’avvio di una discussione in merito al futuro sviluppo del turismo, l’attivazione di domande di progetto e lo stimolo verso imprenditori turistici a contribuire allo sviluppo generale dell’industria delle vacanze. Infatti, come ha spiegato Eugen Arpagaus, il turismo nei Grigioni è in recessione: le cifre del 2016 registrano pernottamenti (-25%) e primi arrivi (-28%) in netto calo rispetto ai primi anni del millennio. Questi fattori, legati all’unilateralità dei ricavi  nel periodo invernale (93%), fanno sì che la produttività del turismo grigionese, se confrontata ad altre regioni dell’arco alpino, sia piuttosto modesta.

Il “libro bianco” contiene 18 tesi indicanti la strada che può essere intrapresa per migliorare la situazione. Fra queste spiccano l’internazionalizzazione del mercato – si pensi solo al potenziale di Stati come la Cina, l’India o i Paesi del Golfo – e l’adeguamento dell’offerta rispetto al cambiamento delle abitudini turistiche dovute ai mutamenti climatici, alla digitalizzazione e alla situazione geopolitica. Gli imprenditori turistici grigionesi dovranno considerare questi aspetti e avviare delle operazioni di marketing mirate che passino attraverso i canali pubblicitari appropriati, e sviluppare la cooperazione.

Come ribadito da Brugger, per promuovere una destinazione turistica oggi non basta più la pubblicità su cartelloni o schermi di una grande stazione ferroviaria. E su questo punto egli ha insistito durante tutta la presentazione, confermando la tesi che grazie ai moderni mezzi di comunicazione digitali oggi è soprattutto il turista a fungere da megafono (o moltiplicatore) pubblicitario. Di fondamentale importanza sono dunque i prodotti legati all’alimentazione e ai sapori tipici di un territorio, che da Brugger sono stati definiti “portatori di simpatia”, ossia degli investimenti per attirare più turisti in una specifica regione. Quest’ultima espressione, più volte ripetuta da Brugger, ha inevitabilmente condotto il pensiero di buona parte del pubblico al progetto “100% Valposchiavo”, gettando nuova luce su quest’importante impresa e rettificando eventuali false aspettative.

Eugen Arpagaus

Sul progetto “100% Valposchiavo”, di cui Brugger ha ammesso di essere a conoscenza solo da poche settimane, è brevemente intervenuto anche il direttore di Valposchiavo Turismo, spiegando ai presenti che i finanziamenti non sono provenuti dal “Programma per il Turismo 2014-2021”, ma da istituzioni svizzere della filiera agroalimentare. Una strategia – ha spiegato Howald – che ha avuto il pregio di accelerare lo stanziamento dei fondi necessari per finanziare il progetto.

In risposta ad alcune domande del pubblico, si è poi appreso che il «Programma per il Turismo 2014-2021» ha sostenuto dei progetti importanti, come ad esempio quello di un’azienda che promuove pacchetti per vacanze-bike a Davos, con un non irrilevante capitale a rischio di 400’000.- franchi. Una somma che, se gli affari dovessero andare bene, dovrà essere rimborsata nella misura del 50%. Per meglio chiarire il compito del programma, Brugger e Arpagaus hanno poi accennato anche ad altri progetti – una manifestazione e un’iniziativa per l’abbellimento di un paese –, che sono però stati rifiutati in quanto non adempivano ai criteri richiesti.

Insomma, per risollevare il turismo grigionese dalla recessione, sembrerebbe che non vi sia nient’altro da fare che rimboccarsi le maniche e sfruttare ancora maggiormente, tramite un marketing mirato e digitalizzato, alcuni fra i punti di forza già presenti nel Cantone, come ad esempio la tipicità e la varietà culturale, la rete ferroviaria o lo sport delle mountain bike, di cui i Grigioni sono ormai divenuti una mecca. Nella discussione finale è stato anche messo in risalto il fatto che il “libro bianco” non dia precise informazioni su come realizzare gli obiettivi preposti, ma indichi unicamente i paletti entro cui è opportuno procedere; e di come sia essenziale, in simile contesto, l’apporto delle istituzioni politiche, anche di quelle regionali.

Ernst A. Brugger

Secondo i relatori, l’azione mirata al rilancio del turismo, affinché possa ottenere il successo sperato, dovrebbe essere coordinata centralmente. Le varie destinazioni turistiche del Cantone sono quindi chiamate ad unirsi, ad unire le loro forze e a contenere le spese. A questo proposito, tuttavia, un assaggio di ciò che significherebbe un coordinamento centrale, i valposchiavini presenti alla serata lo hanno già avuto vedendosi sciorinare tutta la relazione in tedesco. Che sia un segnale di come intenda programmare il futuro chi è alla testa delle istituzioni grigionesi? Anche il fatto che il “libro bianco” non sia stato tradotto in italiano, né tantomeno in romancio, lascia alquanto perplessi. Le spiegazioni relative a questa omissione date dal presidente del Consiglio del Turismo, Ernst A. Brugger, ossia che i costi per la pubblicazione del libretto fossero sotto la vigilanza del Gran Consiglio, non sono state del tutto convincenti.

Ciò nonostante è davvero auspicabile che la discussione intorno al futuro del turismo, ingaggiata da questo utile libretto – che su schietta sollecitazione di Danilo Nussio speriamo di vedere al più presto pubblicato anche in italiano – possa portare una ventata di nuove idee anche nella nostra valle. Marcello Gervasi, presidente di Valposchiavo Turismo, nelle parole conclusive alla serata, già si augura che la competenza messa in campo dal Consiglio del Turismo con questa preziosa pubblicazione sproni gli operatori locali a cercare di attirare tutti quei turisti che ancora non conoscono il marchio Valposchiavo.


Achille Pola

3 COMMENTI

  1. Cari Convalligiani
    Ho il piacere di comunicare che il Cantone ci sta dando l’incarico per provvedere alla versione in lingua italiana del «Libro bianco del turismo grigione» (“Weissbuch für den Bündner Tourismus).
    La traduzione sarà curata dal Polo traduzioni Grigioni Italiano, mentre ecomunicare.ch provvederà all’impaginazione basata sulla grafica attuale del libro. Se tutto andrà bene, il volume sarà pronto per il mese di luglio 2018 in formato digitale.

  2. Mi collego all’ultima frase di Danilo.
    Anche se durante gli ultimi anni ho notato dei miglioramenti, posso confermare in base ai rapporti avuti con l’Ufficio forestale cantonale qual e ex forestale e quale ex istruttore pompiere con l’Ufficio di Polizia del Fuoco.

  3. Abbiamo infatti capito che la traduzione in italiano del “Libro bianco del turismo grigione”, propendendo unicamente per il formato e-Book in PDF, ha un costo molto molto ragionevole rispetto ai costi dell’intero progetto. Peccato che si debba sempre chiedere ciò che dovrebbe essere ovvio. Spesso l’amministrazione cantonale ha un approccio progettuale difettoso, incompleto, a volte con un sentore di supponenza.