Tutti alla Festa con Aron, Sylvia e’l Salam da testa

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Quelli nel titolo non sono i tre moschettieri poschiavini, ma tre fra i tanti personaggi che popolano il libro evocativo “100 anni di agricoltura in una valle sudalpina”.
La festa del giubileo dell’Associazione Agricola Poschiavo (AAP) si terrà congiuntamente alla consueta mostra del bestiame sabato 28 aprile sul piazzale delle fiere alla Calchera all’Annunziata.

Aron il toro
Nel suo esposto L’architettura del monte alpivo Predalta, la solidarietà della comunità agricola e alcuni accenni di storia dell’abitare, Urbano Beti racconta mirabilmente uno scorcio di vita vissuta sull’orlo della tragedia da un contadino di San Carlo inforcato dall’infuriato toro dal nome biblico Aron. A nulla valsero i tentativi di barba Silvion per calmare i dieci quintali di possente carne bovina e anche il sangue freddo dello sprovveduto poliziotto accorso con l’artiglieria nulla poté – Aron sconquassò mezza cascina. Non di meno alla fine del thriller il bell’animale dovette soccombere… La sua maledizione fu un ascesso ad un molare che lo fece impazzire fino a mettersi sulle corna il suo patron.

La Sylvia Nisoria
La bigia padovana (Sylvia nisoria) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei silvidi. Ha l’iride giallo, e il maschio è grigio scuro superiormente e nella parte inferiore presenta le caratteristiche barrature; la femmina è più sbiadita e marrone. In volo sono caratteristiche la lunga coda e le lunghe ali.
La bigia padovana è una migratrice autunnale che sverna in Africa e nidifica in Italia in primavera inoltrata in habitat abbastanza vari, boschi di latifoglie, ma anche nelle zone di transizione vicino ai boschi con molti cespugli, ma sempre nei pressi della Pianura Padana. La bigia padovana è un uccello piuttosto elusivo, che ama nascondersi in fitti cespugli e siepi, dove cerca riparo e cibo.
Essa è presente in Svizzera eccezionalmente solo a Poschiavo fra le siepi delle pendici rivolte a mezzogiorno sul conoide alluvionale di Prada-Pagnoncini.

Al Salam da testa
L’eroe della becarìa tradizionale poschiavina è un salsicciotto supercalorico prodotto con le parti meno pregiate della testa del maiale; i più licenziosi carnivori ci mettono pure le orecchie. Per gustare appieno il suo pizzicorino sulla lingua va stagionato e affumicato. Quando è mollemente secco si mette a dormire una notte intera nell’acqua tiepida. Deve appena appena sobbollire per una buona ora. Al meglio si mangia con le patate lessate, i crauti e le lenticchie. Il marrano ti strapiomba nello stomaco, ma con un buon mezzo litro di vino Valtellina DOC ti senti da dio e dopo questa prelibatezza… guai andar a dormir, ma festeggiar si suole!


Tanti altri scorci di eventi umani e curiosità contadine di ieri e di oggi aspettano il lettore che aneli di voler capire il modo agricolo poschiavino degli ultimi cento anni.
La pubblicazione può essere ordinata al prezzo di 35. — FRS presso il presidente dell’Associazione Agricola Poschiavo Pierino Rada / Campiglioni, 7745 Li Curt / tel. 079 652 75 53 / pierino.rada@hotmail.com


L’AAP rimane una famiglia contadina

Con le parole di Peter Küchler, direttore della scuola agricola del Plantahof vi invitiamo alla Festa a la Calchera di sabato prossimo 28 aprile.
È la famiglia contadina che crea la storia e forgia il futuro.
Con voi tutti cari visitatori renderemo omaggio alla storia poschiavina e più amorevolmente vivibile il futuro fra l’immanità delle nostre montagne.


Daniele Raselli