Viano: la volontà degli abitanti e gli ostacoli per una nuova strada

1
1083

Torniamo, con questo articolo, sulla problematica della strada cantonale di Viano, che è stata oggetto di un incontro fra alte autorità religiose e politiche, domenica 22 aprile 2018, presso il villaggio sito sull’antica via del Bernina.

 

La volontà dei vianesi

L’incontro – come già menzionato in un nostro precedente articolo – è stato fortemente voluto da don Giuseppe Paganini, parroco di Brusio, nonché dalla popolazione di Viano, che in data 10 aprile 2018, con lettera raccomandata, invitava il capo del Dipartimento delle costruzioni, trasporti e foreste, Mario Cavigelli, ad un incontro con le massime autorità del Comune di Brusio. Mentre la presenza dell’ottantenne cardinale, Francesco Coccopalmerio, è stata resa possibile grazie all’amicizia con il parroco della bassa Valposchiavo e agli affetti che lo legano alla Valtellina.

Che ormai il tema della sicurezza della strada di Viano sia divenuto un tema di stringente urgenza lo confermano i fatti: negli ultimi quattro anni vi sono stati, a scadenze regolari, degli scoscendimenti dalle conseguenze potenzialmente esiziali. A seguito di questi episodi la strada è rimasta chiusa al traffico per periodi più o meno brevi, ma il concatenamento e l’accelerazione degli eventi è motivo di grande preoccupazione fra la popolazione. Non solo fra quella residente a Viano – una settantina di anime circa – ma anche fra tutti coloro che qui transitano verso altre mete.

È partendo da queste considerazioni che i cittadini di Viano, firmatari della missiva, esprimono al consigliere di Stato le loro perplessità in merito alle misure messe in atto negli scorsi anni dal Cantone per aumentare la sicurezza del tracciato. In particolare essi si interrogano sull’utilità dei continui ed onerosi interventi sull’attuale carreggiata e chiedono al capo del dipartimento un monitoraggio costante del pendio, lungo il quale serpeggia la strada, in grado di avvertire per tempo la popolazione in caso di pericolo imminente. A lungo termine, invece, essi auspicano un nuovo collegamento stradale in galleria tra il loro paese e una zona non ancora definita fra le frazioni di Müreda e Garbèla.

Le varianti del Cantone

Evidentemente le richieste dei vianesi non sono rimaste inascoltate se – stando ad un articolo a firma di Lara Boninchi apparso su «Il Grigione Italiano» del 26 aprile scorso –, in un incontro nell’ambito di una giornata formativa relativa ai pericoli naturali con le autorità dei due comuni di valle, avvenuto alcuni giorni prima della manifestazione di Viano, il ministro Cavigelli ha dichiarato che il Cantone sta concludendo la prima tappa di lavori di protezione della strada tra Brusio e Viano (un investimento complessivo di 2,6 mio di franchi), mentre per una seconda tappa sta valutando tre possibili varianti.

Durante l’incontro di Viano, il 22 aprile scorso, Cavigelli ha sostanzialmente informato la popolazione dei dettagli di queste varianti, ribadendo che negli scorsi 3-4 anni gli uffici cantonali competenti hanno avviato una discussione aperta con le autorità di Brusio e i rappresentanti politici di Viano per risolvere il problema della sicurezza del collegamento stradale. Il Cantone avrebbe infatti esaminato 9 varianti, tra cui l’installazione di una funivia, la costruzione di una nuova strada in territorio italiano, oppure il miglioramento della strada forestale (di Presentìa). Sul tavolo delle trattative sono però rimaste solo tre opzioni: il miglioramento della strada esistente, la costruzione di una nuova strada tra Campascio (Zalende) e Viano, e la costruzione di una galleria stradale tra Müreda e Viano.

Come riportato nell’articolo sopra menzionato, la variante della galleria comporterebbe dei costi che sfiorerebbero la cifra di 70 mio di franchi. Secondo gli standard attuali, il costo di 1 metro lineare di galleria, in tracciati che superano i 600 m, ammonta a 50’000.- franchi. Si tratterebbe quindi di un investimento che potrebbe non trovare il consenso fra i membri dello stesso Governo e in Gran Consiglio. Cavigelli ha voluto citare l’esempio della strada di Mutten, un’opera da 35 mio di franchi realizzata nel 2008 per un paese di 50 persone, rendendo tuttavia attenti i presenti che si tratta di un caso molto criticato. Per riuscire a fare approvare un tale progetto anche a Viano è fondamentale fornire le prove di un pericolo di vita imminente e sostanziale, ciò che non sarebbe tanto facile – ha lasciato sottintendere il capo del Governo –.

Il nuovo tracciato Campascio-Viano, anche se la perizia non sarebbe ancora stata ultimata, sembra invece presentare rischi e pericoli paragonabili a quelli del tracciato attuale. La strada avrebbe un numero elevato di tornanti, che in un simile contesto rappresentano un moltiplicatore di rischio.

Pure il miglioramento della sicurezza dell’attuale tracciato – una variante suggerita fra l’altro dalle autorità comunali di Brusio –, con semi-gallerie di protezione nei punti più sottoposti al pericolo, rappresenterebbe una sfida tecnica non irrilevante, poiché le strutture portanti delle semi-gallerie verrebbero a trovarsi a strapiombo rispetto al pendio della montagna e il relativo ancoraggio risulterebbe assai difficoltoso a causa dell’instabilità della roccia.

Cavigelli ha però assicurato che l’analisi dettagliata di queste tre varianti sarà inoltrata al Comune di Brusio ad inizio estate, affinché le proposte possano essere presentate alla cittadinanza in un’Assemblea straordinaria che verosimilmente si terrà dopo le vacanze scolastiche estive. Egli ha inoltre specificato che, se il prossimo 10 giugno sarà rieletto in Governo, spera di poter mantenere l’attuale dipartimento affinché quest’annosa problematica possa essere affrontata in modo serio.

Le lungaggini del passato

Il sindaco di Brusio, Arturo Plozza, dopo avere espresso grande preoccupazione – in special modo per i bambini e i ragazzi della scuola che transitano sulla strada per quattro volte al giorno – e precisato che la pericolosità del tracciato non è una novità, benché negli ultimi tempi le frane abbiano subito un’accelerazione, ha esortato il Cantone a dare risposte concrete ai vianesi. “Oggi i presupposti tecnici sono mutati rispetto al passato e la disponibilità finanziaria da parte del Cantone c’è, volere è quindi potere.”, ha sottolineato il Sindaco.

Plozza ha poi approfittato dell’occasione per fare un riassunto storico della costruzione dell’attuale collegamento stradale, tratto dagli appunti di un vecchio insegnante attivo tra fine Ottocento e inizio Novecento presso la scuola di Viano. Il nome del paese compare per la prima volta già nell’anno 843, a testimonianza dell’antichità del luogo e dell’importanza come “via” di collegamento tra Valtellina ed Engadina. Tuttavia, fino agli inizi del XX secolo, il collegamento con il fondovalle di Brusio era garantito solo da un ripido e tortuoso sentiero, lungo il quale, fino alla costruzione del cimitero nel 1848, i vianesi portavano i loro morti al cimitero parrocchiale di Brusio.

Nel 1889, su iniziativa dell’insegnante e per mano dell’avvocato Giovanni Crameri, venne inoltrata la richiesta al Gran Consiglio e al Governo grigionese di costruire una strada di collegamento. Ma per ragioni finanziarie le autorità comunali di Brusio si schierarono contro la volontà dei vianesi. Fu solo nel 1908 che il granconsigliere di Brusio, Guglielmo Zanolari, su sollecitazione del solerte insegnante, ripropose il tema al Parlamento retico e nel 1909 l’ingegnere cantonale, Solcà, fece i primi rilievi e presentò un progetto dal preventivo di 70’000 franchi (la Confederazione avrebbe coperto il 50% delle spese). L’allora consigliere di Stato, Dedual, visitò personalmente Viano e promise una veloce realizzazione, che non fu però ben accolta dagli altri membri del Governo grigionese. Nel 1913 i vianesi si rivolsero allora direttamente al Consigliere federale Motta, che sollecitò il Cantone a dare inizio ai lavori entro il 1° marzo 1914, pena lo stralcio delle sovvenzioni promesse. Nel 1915 i lavori furono interrotti per esaurimento del credito e perché la maggior parte degli operai (di nazionalità italiana) era stata chiamata alle armi. Solo nel 1919, grazie ad un ulteriore credito stanziato da Cantone e Confederazione, pari a 17’000 franchi, i lavori ripresero e poterono essere condotti a termine.

“Storia vecchia – ha aggiunto il sindaco – ma a parte le cifre sembra non essere cambiato nulla da allora”. Egli ha auspicato perciò una soluzione più rapida del problema ed ha ribadito il suo pieno sostegno e quello del Consiglio comunale di Brusio ai vianesi.

Il restauro (quasi ultimato) della chiesa

A dare il benvenuto a Viano, prima dell’inizio della S. Messa domenicale, è stato il presidente del Consiglio parrocchiale di Brusio, l’avv. Plinio Pianta, che nello stile tipico dell’arringa ha perorato la causa dei vianesi in un discorso abbellito da citazioni di illustri pensatori e in cui ha tessuto le lodi degli abitanti del paesino di montagna, che con tenacia stanno portando a termine il progetto di restauro della cappella di Sant’Elisabetta. Egli ha poi fatto appello alla sensibilità del consigliere di Stato, Mario Cavigelli, affinché si prendano finalmente delle decisioni concrete e si interrompano le misure palliative in favore del mantenimento dell’attuale tracciato della strada.

La presenza del cardinal Coccopalmerio all’evento ha dato ulteriore rilevanza all’incontro. Durante l’omelia egli ha definito il discorso dell’avv. Pianta ricco di spunti ed ha esemplificato le parole del vangelo (la parabola del «buon pastore») parlando dell’amore di Dio verso gli uomini e della sua presenza fra le mura di una chiesa edificata dagli uomini; Dio è paragonabile al buon pastore che rimane sempre con le sue pecore, a differenza del mercenario che invece le abbandona. Egli non abbandona il luogo dove dimorano le sue pecore perché è come un amante che non può stare senza la sua amata. La chiesa di Viano, al pari del Vaticano, è perciò un luogo essenziale a Dio e la frequentazione di questo luogo da parte degli uomini è per lui fondamentale.

Un’omelia, quella di Coccopalmerio, che, come già avvenuto in occasione di altre solennità tenutesi in altre chiese cattoliche del comune di Brusio, appare in un primo tempo di una semplicità disarmante, ma che ad un’analisi più attenta rivela invece la sua capacità di relazionarsi con tutti gli interlocutori, e su piani diversi.


Achille Pola

1 COMMENTO

  1. Il “vecchio insegnante” citato dal sindaco Plozza nel Suo discorso era Fortunato Merlo, da tutti chiamato Franz. Nato il 27 gennaio del 1876 a Viano, trascorse gran parte della sua vita a San Gallo quale apprezzato insegnante in alcuni importanti istituti. Fu, tra altro, consulente dell’allora Consigliere Federale Motta. Padre di un figlio, pure insegnante per molti anni presso la scuola svizzera a Milano e di una figlia; dopo la morte della amata moglie ritorno’a Viano dove mori poco prima del compimento dei suoi 96 anni, il 9 gennaio del 1972. Le nostre Famiglie custodiscono i Suoi diari e le Sue memorie, raccolte in un volume di oltre 140 pagine. Il professor Franz Merlo, oltre ad impegnarsi per la costruzione della strada di Viano, fu fautore dell’elettrificazione del paese di Viano, della costruzione della linea telefonica come pure del raggruppamento dei terreni, nel 1932.