Una poschiavina a Taiwan

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Michela Ferrari, classe 1999, frequenta l’ultimo anno di liceo alla scuola cantonale di Coira. Come lavoro di maturità ha scelto di affrontare il tema dell’espansione delle zecche in Valposchiavo. “Una minaccia crescente per il futuro?’” questa la domanda che si è posta.
Un lavoro che l’ha portata fino al concorso nazionale “Schweizer Jugend forscht” (Scienza e gioventù), da più di 50 anni il più importante concorso per giovani talenti della ricerca,
tenutosi il 26-28 aprile 2018 a Neuchâtel. È stata premiata con il risultato di ‘”Eccellente”, oltre ad aggiudicarsi un premio speciale. Non abbiamo quindi perso l’occasione per fare due chiacchere.

 

Michela, puoi raccontarci qualcosa di più sul tuo lavoro di maturità?
Negli ultimi anni il numero di zecche in Valposchiavo sembrava essere aumentato, di conseguenza ci si poneva la domanda se fossero presenti delle zecche portatrici del batterio che causa la borelliosi, ma non esisteva nessun dato certo a riguardo. La questione mi ha incuriosito e ho deciso quindi di occuparmene come lavoro di maturità, cercando di individuare dove vivono esattamente le zecche in valle, se ci sono delle zecche portatrici del batterio che causa la borreliosi e se esiste una correlazione con i cambiamenti climatici.
Con le mie ricerche ho individuato due zone principali dove la probabilità della presenza delle zecche è maggiore rispetto al resto del territorio. Il comune di Brusio e la zona attorno al lago di Poschiavo ne sono completamente colonizzate, mentre la parte attorno a Poschiavo e a San Carlo solo parzialmente. Il 26% delle zecche analizzate erano portatrici del batterio che causa la borreliosi e con questo dato ho provato scientificamente per la prima volta la presenza di zecche portatrici di questo batterio in Valposchiavo. Ho inoltre notato che le temperature a partire dal 1980 sono aumentate di circa 1.5°C, così com’è aumentata pure l’umidità. Questa combinazione potrebbe favorire la creazione di nuove zone adatte alla vita delle zecche.

Fonte: sjf.ch

Com’è stato lavorarci?
Molto impegnativo ma anche molto divertente. Ho imparato come si svolge un lavoro scientifico e come selezionare le informazioni importanti.
Ho svolto il mio lavoro in diverse fasi; ho analizzato l’evoluzione climatica in valle, ho contattato il guardiano della selvaggina, che ha controllato la presenza di zecche sugli animali uccisi durante la caccia alta, ho fatto delle interviste a medici e veterinari e ho catturato delle zecche in vari punti della valle, inviandole poi in laboratorio per essere analizzate.

Ti aspettavi questo risultato?
No, non me lo sarei mai aspettata.
Due anni fa ho partecipato a una settimana tematica organizzata da “Scienza e gioventù”, ho avuto così la possibilità di conoscere quest’associazione e il relativo concorso nazionale. Quando ho concluso il mio lavoro mi sono detta che tentar non nuoce, e ho provato ad inviarlo al concorso. Non ero nemmeno sicura che il lavoro potesse rientrare nei criteri di valutazione, quindi questo risultato è stato decisamente inaspettato.

Cosa rappresenta questo riconoscimento per il tuo futuro?
È troppo presto per dire se questo risultato mi agevolerà in futuro, ma questo premio mi dà l’incredibile possibilità di presentare il mio lavoro alla Fiera Internazionale della Scienza (Science Fair) a Taiwan, nel gennaio 2019. È una grandissima occasione in cui potrò conoscere giovani provenienti da tutto il mondo, che condividono i miei stessi interessi, e visitare un nuovo Paese.


A cura di Matilde Bontognali

4 COMMENTI

  1. Brava Michela. Mi fa piacere che tu abbia avuto il successo che la tua ricerca meritava. Tra l’altro i risultati sono molto interessanti anche per me che parlo di questo tema con i miei clienti ormai quotidianamente.
    Claudio