Il doppio assalto alla diligenza – Una valutazione di carattere finanziario ma non solo

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Immagine da: benvenutiasud.altervista.org/blog/

La vedete la scena? La strada interrata che si restringe, i volti nascosti, cappellacci tirati sugli occhi, sei cavalli da traino in corsa sfrenata, morti e i feriti e, finalmente, il malloppo che cambia di mano! Donne, musica, whiskey, fughe dagli sceriffi e la cattura finale. Come in un rito.

Sì, i soldi fan gola. Specialmente quando sono parecchi. Che significa però “tanti”, in riguardo a cosa e perché proprio “un doppio” assalto alla diligenza?

In questi ultimi mesi avete avuto modo di conoscere i risultati finanziari della Svizzera e dei Grigioni. L’ottimo andamento economico favorevole accompagnato da tassi d’interesse irrisori mai visti e una buona gestione, ne sono le basi. Per i Grigioni, non scordiamoci dei notevoli flussi finanziari generati dai canoni dell’acqua, dai proventi della Banca Nazionale Svizzera, e dai conguagli intercantonali!

Avrete però visto, pure la lista delle innumerevoli richieste politiche scaturite da “tutte” le parti e accompagnate dai soliti lamenti contro il rigore. Come in un rito. C’è chi vuol favorire il capitale al posto del lavoro (e viceversa), chi pensa all’esportazione e non all’importazione (e al contrario), chi ha in mente i bisogni degli abitanti delle montagne e della campagna, al posto di delle città (e all’inverso). Non scordiamo però di chi vorrebbe uno stato imprenditore, possibilmente con delle nuove attività sul proprio territorio: per supplire o favorire “l’iniziativa privata”. La quale, di solito, non promuove attività se non ne vede i vantaggi. Infatti, quest’ultima, arrischia del proprio, a differenza di chi vuol osare con il bene di tutti.
A questo punto “la clientela”, avvantaggiata dagli incarichi deliberati politicamente, lucrerà con pochi rischi. Oppure, magari, tramite sussidi. Quel sottile veleno, elargito tante volte a pioggia e con pochi controlli, che affievolisce l’imprenditorialità dei singoli. I beneficiari dunque si affideranno quindi ai loro portavoce i quali, di ritorno, si augurano di incassare voti. Così gira il mondo, mi direte giustamente!

Sono però “tutti” gli stessi rappresentanti che si lagnano dell’andamento demografico con l’invecchiamento della popolazione, della crescita dei rifugiati e dei casi sociali, e per i costi che questi movimenti causano. “Tutti” gli stessi che si dolgono per il finanziamento macchinoso della AVS e delle casse pensioni. Oppure dispiaciuti dall’alto tasso d’indebitamento delle persone fisiche (leggi ipoteche sulle case, leasing di auto, e in generale prestiti causato dal “denaro facile”), o delle spese inerenti alla sanità che si riflettono sulle finanze, creando schiere di lavoratori indigenti.

Tutto questo è forse coerente con uno stato più “snello” dal punto di vista finanziario?
L’Ente Pubblico, in tutte le sue forme, dovrebbe dunque essere impegnato a elargire a 360 gradi. Tanto i soldi ci sono, si sente dire in certi ambienti. Non necessitano tutte queste riserve. Perché abbassare i debiti con i tassi d’interesse, così sono bassi! Per quale ragione non scendere con le imposte, si arriva a proporre. Come se ci si trovasse in un “perpetuum mobile”.

A questo punto della mia esposizione, ci scappa il secondo assalto alla “diligenza”: non quella a quattro ruote, ma quella chiamata anche “coscienziosità.” Quel comportamento che si ricorda della storia in generale e di quella economica in particolare, con i soliti suoi cicli: in ogni decisione di rilievo. Quell’avvedutezza poco onorata, di fatto, da chi guarda il dito che indica la luna. Così va il mondo?

Personalmente credo fermamente che l’agire con oculatezza sia l’unico modo retto nel gestire i beni della comunità. Tuttavia ciò è realizzabile unicamente attraverso a delle persone idonee a esercitare questa mansione.


Roberto Nussio

Questa è la tredicesima moneta