Graziano Crameri, PDC: Rammarico per non aver percepito voglia di cambiamento

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A destra, Graziano Crameri

A meno di una settimana dal voto, continuano a far discutere l’elezione a podestà di Giovanni Jochum (PLD) e la sconfitta di Alessandro Della Vedova. Le motivazioni di questo risultato, secondo un’opinione comune, condivisa anche in una recente intervista a Fulvio Betti dell’UDC, sarebbero da attribuire a responsabilità personali del candidato PDC.

In un’intervista all’Ats, rilasciata nelle ore successive delle votazioni, Alessandro Della Vedova ha dichiarato, in riferimento al risultato, che “si tratta di un dato politico che mostra responsabilità anche dalla base del partito, i cui elettori non mi hanno sostenuto, dato che dovrà essere occasione per riflessioni future”. La riflessione va quindi interpretata come un problema di coesione all’interno del partito?

Non secondo il portavoce del PDC Graziano Crameri. “Alessandro Della Vedova – ha affermato a Il Bernina – non accusa il suo partito di non averlo sostenuto: resta purtroppo il rammarico, suo e del partito, per non aver percepito prima e durante la campagna elettorale la voglia di cambiamento da parte del popolo. Per molti anni il comune di Poschiavo ha avuto il Podestà PDC e questo per il nostro partito è stato un grande onore e un grande impegno!”.

Voglia di cambiamento che, però, non si è vista per quanto riguarda l’elezione del Consiglio comunale. “I tre consiglieri in carica – analizza Crameri – sono stati confermati in parte grazie al loro lavoro svolto durante l’ultimo mandato e in parte grazie al loro fedele elettorato. L’elettore ha potuto poi conoscere i nuovi candidati tramite le interviste e i vari interventi durante la campagna elettorale e l’esperienza ha prevalso sulla novità”.

A chi, nel caso di elezione del membro del PLD Giovanni Jochum, temeva un possibile conflitto tra i partiti, le parole del portavoce del PDC potrebbero suonare rassicuranti. Nell’intervista rilasciataci e nelle dichiarazioni post voto, infatti, non trapelano particolari attriti o rancori. Senz’altro un buon segnale politico utile a cominciare nel migliore dei modi questo nuovo mandato.


Marco Travaglia