Il progetto del nuovo porto piace alla Giunta

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Da destra: Vito Crameri e Roberto Cagnoni

Nella seduta di Giunta di lunedì 22 ottobre, il presidente della Società Pescatori Poschiavo (SPP) Vito Crameri ha illustrato il progetto relativo al nuovo porto sul lago, incontrando l’appoggio della maggioranza dei consiglieri. Questo passaggio rappresenta una prima informazione conoscitiva, in vista della futura delibera del credito d’impegno.

Il consigliere comunale Franco Vassella ha introtto il progetto della società pescatori: “Dopo varie valutazioni e con l’incognita di realizzazione del progetto Lagobianco – ha detto – si è concretizzata la possibilità di costruire  un’infrastruttura in zona Botul come situazione provvisoria in attesa della decisione definitiva sulla realizzazione oppure no del progetto menzionato in precedenza”. Data la situazione in divenire, quindi, la struttura portuale sarà modulare, e perciò avrà sia la possibilità di ampliamento sia, qualora la zona venisse usata in altro modo, la possibilità di essere spostata in un’altra zona. Nel progetto preliminare è previsto che essa ospiti 74 barche e sia dotata di una passerella di 36 metri.

I motivi per cui questa infrastruttura si è resa necessaria sono da ricercare nella “mancanza di sicurezza, dovuta all’assenza di strutture e insufficienza di controllo, motivo per cui sono accaduti diversi incidenti, anche mortali”. Data la necessità infrastrutturale, è stato spiegato, nel progetto sono stati tenuti in conto altri fattori, quali l’accessibilità per anziani e disabili, l’impatto paesaggistico e le ricadute positive verso il turismo; non da ultimo è stata garantita, nell’immediato futuro, un’incentivazione per l’utilizzo dei motori elettrici.

Originariamente, è stato spiegato, il finanziamento dell’opera doveva avvenire tramite le entrate delle patenti, gestite dalla SPP. Con l’entrata in vigore della nuova “Legge comunale pesca e porti”, il tutto, come spiegato dall’impiegato comunale Roberto Cagnoni, è passato in mano all’amministrazione, che garantisce comunque, anche attraverso gli introiti delle tasse d’attracco, l’istituzione di un fondo “per la realizzazione e la manutenzione d’infrastrutture portuali”. Il finanziamento richiesto per l’opera, che gode di un contributo di 20’000 CHF da parte della SPP e di uno di 95’000 CHF da parte di Repower (da intendersi come risarcimento per i disagi causati dall’oscillazione del lago) è di CHF 237’000. L’entrata in esercizio dell’infrastruttura, che ad esclusione del galleggiante dovrebbe essere realizzata interamente in Valposchiavo, è prevista nell’aprile del 2019.

Un sostegno esplicito al progetto è stato manifestato da PDC, Poschiavo Viva e UDC. Mentre il consigliere Fabio Zanetti (PLD) ha chiesto informazioni relative alla presenza o meno di un accordo tra il Comune e la SPP (esso verrà regolato come già avviene con le altre società sportive), il consigliere Fulvio Betti ha posto l’attenzione sul destino degli altri porti, e in particolare su quello del Zofrig. Il progetto della SPP di incentivare in misura maggiore, rispetto alle altre, la nuova infrastruttura non ha però convinto il capogruppo dell’UDC, che vedrebbe meglio un’eliminazione delle strutture superflue.


Marco Travaglia

Caporedattore e membro della Direzione